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“La squadra è tutto. Il talento non ha sesso, ma alle donne serve coraggio”

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La guida di un team di successo, la liberalizzazione imminente, le sfide dei nuovi media: a colloquio con Angelica Orlando, il cui team ha vinto il TopLegal Corporate Counsel Awards

I team legali fanno un lavoro difficile, delicato, per cui occorre un’altissima preparazione. Nonostante ciò, raramente prendono gli onori della ribalta. Eppure, almeno una volta l’anno i loro sforzi vengono celebrati nel corso del TopLegal Corporate Counsel Awards, che premia i successi delle direzioni affari legali, delle squadre tax, dei team di compliance e dei direttori risorse umane delle società italiane. Sorgenia quest’anno è stata indicata come top company per la direzione regolamentare. La premiazione è stata l’occasione per un colloquio con Angelica Orlando, direttore Affari legali, istituzionali e regolatori alla guida del dream team Sorgenia.

 

Angelica Orlando, partiamo da premio. Cosa significa questo riconoscimento per lei, che è a capo proprio della Direzione Affari legali, istituzionali e regolatori?

Siamo molto soddisfatti. Top Legal è un’organizzazione seria e riconosciuta come tale, che si è consolidata negli anni proprio nell’analisi delle eccellenze delle direzioni legali interne alle aziende. Questa vittoria è un importante riconoscimento del lavoro che facciamo. Siamo molto orgogliosi di essere arrivati nella selezione finale in quattro diverse categorie e sul gradino più alto del podio in una, quella regolamentare, appunto. Per il gruppo è molto gratificante che venga riconosciuto il lavoro svolto.

 

Quali sono le sue priorità nella gestione del team e nella selezione dei professionisti che ne fanno parte?

Per me è centrale trasferire sempre il valore del gruppo: il contributo del singolo è prezioso solo quando è messo a fattore comune nel lavoro di squadra. L’alchimia, la reciproca contaminazione di attitudini e competenze è un presupposto indispensabile di un gruppo che vuole creare valore per l’azienda. Cerco di impegnarmi, inoltre, per trasmettere una passione che ci consenta di andare oltre il lavoro di ogni giorno, oltre la routine delle task quotidiane che vengono assegnate. Bisogna impegnarsi ogni giorno chiedendo a sé stessi qualcosa in più di diverso. Non è semplice, soprattutto per chi ha una formazione in legge, però ci proviamo con convinzione e costanza.

 

Per quanto riguarda la selezione? Quali sono le skill e le caratteristiche che un giovane professionista deve avere, o aspirare ad acquisire, per eccellere in questo tipo di attività?

Non ho dubbi: l’entusiasmo prima di tutto. Poco tempo fa abbiamo inserito un nuovo giovane, sulla carta non era quello con il curriculum più ricco, ma la voglia di fare che mi ha trasmesso in fase di colloquio, la luce negli occhi che gli ho letto mi hanno fatto capire era lui che stavamo cercando. Quella luce mi assicurava che avrebbe guardato le cose da una prospettiva nuova e si sarebbe posto obiettivi sempre più alti.

 

A proposito del team, non possiamo non notare una prevalenza di donne. Una coincidenza o hanno una marcia in più in questo tipo di attività?

In realtà è una coincidenza. Io sono convinta che i team funzionano meglio quando sono bilanciati. Perché la diversità è un grandissimo valore:  visioni differenti generano un’analisi più completa degli argomenti che si vanno ad affrontare. Quindi non ho una preferenza netta. La mia preferenza è per il talento. Certo, a parità di talento…

 

A parità di talento?

Credo che le donne siano mosse da una determinazione molto forte e da una grande passione. Poi devono ancora imparare tante cose.

 

Ad esempio?

Ad esempio ad alzare la mano, farsi valere, non avere paura di esporsi, essere promotrici di loro stesse. Nella mia carriera ho visto tanti colleghi maschi meno preparati ma più spavaldi. Potrei raccontare tanti episodi in cui colleghi si sono candidati per posizioni per cui non erano all’altezza, mentre colleghe preparatissime sono rimaste immobili. Noi donne siamo più insicure e su questo dobbiamo migliorare.

 

Torniamo al premio. Come si arriva a un risultato così importante? Quali sono le principali criticità nel vostro lavoro che avete riscontrato in questo ultimo anno?

È stato anno impegnativo, soprattutto per chi si occupa di regolatorio e affari istituzionali. Appena chiusa la ristrutturazione aziendale, abbiamo dovuto raccogliere le energie e focalizzarci su questioni importanti. Non è una banalità ad esempio, la novità del cambio di governo, che fra le altre cose non si è insediato subito. La sfida è quella di trasferire i valori e la mission aziendale a una popolazione parlamentare nuova. Sul piano legale e regolatorio è stato un periodo di confronti impegnativi con l’Autorità, condotti per affrontare aspetti potenzialmente critici del settore prima che diventassero problemi veri e propri. Direi che ci siamo riusciti, come certifica anche il TopLegal Corporate Counsel Awards.

 

Come ha impattato sulla vostra attività il cambiamento che l’Italia si appresta a fare nel settore energia, ossia la liberalizzazione completa del mercato? Pensa che il Paese sia pronto?

Io sono convinta che i consumatori siano pronti. Sul piano istituzionale lo siamo un po’ meno, anche perché i ritardi nell’insediamento del governo e nella nomina delle figure della nuova autorità stanno rallentando alcuni provvedimenti propedeutici alla effettiva liberalizzazione. Una volta realizzata l’apertura del mercato, i vantaggi non tarderanno ad arrivare.

Il mercato libero spinge le aziende a mettere il cliente al centro. Invece in quello tutelato l’utente è in una gabbia che non lo stimola a fare le proprie scelte. Pensiamo a quanto è successo con le compagnie aeree: se oggi viaggiamo tutti e con una frequenza maggiore del passato, è perché la concorrenza ha portato vantaggi diretti ai consumatori. Magari all’inizio può essere faticoso uscire da zona di confort, perché bisogna informarsi, confrontare, scegliere, ma superata la paura del cambiamento ci godremo i vantaggi del mercato libero.

 

Secondo la sua visione, cambierà l’attività delle Direzioni Affari Regolatori? Quali sono gli aspetti su cui le aziende si devono concentrare?

È già in fase di profonda trasformazione perché nell’era della comunicazione digitale tutte le relazioni sono cambiate. Gli stessi nostri politici comunicano ormai prevalentemente attraverso i social network. Bisogna rivedere linguaggi e modalità di relazione. In parte questo è un grandissimo vantaggio per aziende come la nostra, che sono meno strutturate, più veloci, più attente a captare le novità. La sfida, anche con le nuove forme di comunicazione, è preservare il valore dell’ascolto.

 

Una sfida impegnativa.

Come piacciono a noi, è la nostra storia a dirlo. La speranza è che chi comunica con nuove modalità possa essere più pronto all’ascolto, noi dobbiamo ovviamente fare la nostra parte. Bisogna far prevalere le argomentazioni solide ed è anche per questo che in Sorgenia abbiamo deciso di unire regolatorio e istituzionale, per confrontarci con le altre parti sulla base dei contenuti. Questo ci rende credibili su lungo periodo, ci consente di costruire relazioni più solide e diventare punto di riferimento su alcune tematiche. Non sempre ci riusciamo, però questo è l’obiettivo.