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La fibra si fa strada in Italia: cresce il numero di connessioni ultraveloci

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I dati dell’ultimo Osservatorio sulle comunicazioni dell’Agcom riferiti al 31 dicembre 2020 fotografano una situazione in cui le connessioni superiori ai 100 Mbps sono ormai il 52,6% del totale. E secondo le previsioni di iDate anche la domanda è destinata a crescere fino al 2026

Nel 2020 l’Italia ha registrato, analizzando gli accessi alla rete fissa, un calo sensibile delle linee in rame e uno sviluppo di quelle più performanti, come il fiber to the cabinet (Fttc), il Fiber to the home (Ftth) e il Fixed wireless access (Fwa). A fotografare la situazione è l’ultima edizione dell’Osservatorio sulle Comunicazioni dell’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, pubblicato alla fine di aprile, secondo cui gli accessi alla rete fissa sono cresciuti nell’ultimo trimestre del 2020 di poco più di 140mila unità, rimanendo sostanzialmente invariate anno su anno, a quota 19,6 milioni.

COSA STA CAMBIANDO NELLE TECNOLOGIE UTILIZZATE

"In continuità con quanto emerso nei precedenti aggiornamenti dell'Osservatorio, vengono rilevati significativi cambiamenti nella composizione delle tecnologie utilizzate per la fornitura del servizio: infatti, se nel dicembre 2016 l'83,4% degli accessi alla rete fissa era in rame, dopo quattro anni questi sono scesi al 36,3%,con una flessione di 9,78 milioni di linee".
Alla discesa del rame corrisponde un sensibile aumento degli accessi “tramite tecnologie qualitativamente superiori - spiega Agcom - in particolare quelle in tecnologia Fttc (+7,06 milioni di unità), Ftth (+1,38 milioni mila) e Fwa (+0,69 milioni)".

Nel complesso gli accessi da rete fissa broadband e ultrabroadband sono così distribuiti in base alla velocità che offrono:
• velocità superiori ai 100 Mbps: 52,6% del totale, rappresentando quindi più della metà degli accessi
• velocità comprese tra i 100 e i 30 Mbps: 16,5%
• velocità inferiori ai 30 Mbps: 30,9%

BANDA ULTRALARGA E FIBER TO THE HOME

Se poi volessimo guardare al futuro e capire quali sono le previsioni per le connessioni in banda ultralarga in Italia potranno essere utili i dati pubblicati da iDate in occasione dell’Ftth Council Europe Conference del 2020, che proiettano lo sguardo fino al 2026.

Sull’adozione futura del Fiber to the home convergono una serie di elementi che hanno contribuito a dare corpo all’analisi e alle previsioni della società di analisi di mercato. Tra gli aspetti che hanno spinto e spingeranno l’Ftth, secondo iDate, c’è il fatto che il Covid-19 ha di fatto accelerato la domanda di connessioni domestiche performanti, come più in generale ha “spinto” il traffico dati, in conseguenza dei lockdown che si sono susseguiti e hanno costretto in casa le persone.
A contribuire al passaggio alla fibra c’è anche stato il fatto che diversi operatori in Europa abbiano annunciato di voler abbandonare il rame ed effettuare lo switch-off in favore della fibra.

Mentre amministrazioni locali e utilities cittadine hanno rafforzato i propri sforzi per arrivare a coprire con queste tecnologie anche le aree più remote e meno densamente popolate, dove gli operatori avrebbero meno interesse ad arrivare.

Dal canto loro i governi sono impegnati in programmi per spingere lo sviluppo delle reti di nuova generazione, anche affiancando negli investimenti gli operatori nelle aree a fallimento di mercato. Infine i piani per lo sviluppo del 5G stanno influendo e influiranno sullo sviluppo dei network in fibra, portando l’infrastruttura sempre più vicina agli utenti finali.

ABITAZIONI CABLATE E ABBONAMENTI ATTIVATI: LE PREVISIONI AL 2026

Secondo le previsioni di iDate al 2026, l’Italia sarà al quinto posto tra i primi 15 paesi in Europa per abitazioni servite con il Fiber to the home (dopo Russia, Germania, Francia e Regno Unito), per un totale di 26 milioni di unità immobiliari cablate, con una crescita del 218% rispetto al 2019.
Diverso però il discorso se si considera il numero di abbonamenti attivati, a testimonianza del peso di una “cronica” carenza di domanda che caratterizza la penisola e che però sembra destinata a ridursi gradualmente negli anni: in questo caso infatti l’Italia, con i suoi 12 milioni di abbonamenti, si piazzerebbe sesta considerando le previsioni al 2026 (dopo Russia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna), protagonista di un recupero forte e rapido, con una crescita del 981% rispetto al 2019, quando era per numero di abbonamenti in tredicesima posizione tra i migliori quindici.

Il focus sull’Italia delle previsioni di iDate evidenzia in ogni caso una crescita delle abitazioni servite dal fiber to the home o dal fiber to the building costante dal 2019 al 2026, con un passaggio dagli 8,2 milioni di edifici serviti nel 2019 ai 26 milioni del 2026. Nello stesso arco di tempo le sottoscrizioni dei contratti per l’Ftth/b saranno destinate a passare dagli 1,1 milioni di due anni fa ai 12 milioni previsti per il 2026.

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