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La città sostenibile che cammina da sola

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Nata dalla mente di un architetto spagnolo la VLS ospita fino a 5.000 abitanti, produce l’energia di cui ha bisogno e si muove su strada come un maxi-cingolato

Per ora è solo la città del futuro ma la VLS di Manuel Dominguez, architetto di origine spagnola, potrebbe presto diventare una vera e propria metropoli sostenibile e ambulante. Nata nell’ambito di un progetto di tesi di Laurea, la città nomade risponde all’esigenza di studiare e sperimentare nuovi modelli abitativi in una società in perenne movimento, dove gli agglomerati urbani seguono come delle enormi carovane le risorse naturali laddove queste sono più disponibili.

 

 (Foto Arqueologìa del Futuro)

 

La città nomade, ha detto Domìnguez in un'intervista, è un'utopia. Nonostante l’apparenza futuristica però, l’ideaoriginaria è retrodatata al 1964 quando l’architetto britannico Ron Herron lanciò il movimento avanguardista della “walking city”.

 

Rispetto a quella struttura, che era per lo più un sogno fantascientifico, Dominguez ha sviluppato un progetto più realistico e dettagliato: la VLS ha un telaio in acciaio, pesa 400 mila tonnellate, ospita fino a 5.000 persone e si muove su enormi cingoli. Autosufficiente dal punto di vista energetico è in grado di produrre elettricità da fonti rinnovabili.