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La bici italiana che piace (anche all’estero), boom del settore

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Francia e Germania i principali mercati dell’export delle due ruote. Cresce anche il mercato interno, trainano le imprese artigiane

Le bici fanno bene alla salute, ma anche alla nostra economia. Sempre più italiani le utilizzano e sempre più imprese del settore vedono crescere i propri ricavi.  Con un incremento della produzione del 13,8% rispetto al 2015, e un fatturato complessivo di 1,2 miliardi, l’industria delle biciclette italiane è sul podio europeo: primi per tasso di crescita e terzi per valori assoluti. Positivi anche i dati delle vendite all’estero, con Francia e Germania come mercati più importanti.

 

LA CRESCITA DEL SETTORE

A scattare la fotografia del settore lo studio di Confartigianato “Arti e bici 2016”, che sottolinea come dal 2013 al 2016 le imprese che a diverso titolo si occupano di biciclette siano aumentate del 2,8%. In tutto oggi se ne contano 3043, per un totale di 7815 dipendenti. La fotografia scattata è a colori anche per quanto riguarda l’export. Nel 2015 il numero di biciclette esportato all’estero è aumentato del 2,2% rispetto all’anno precedente.

 

LE BICI ITALIANE CHE PIACCIONO ALL’ESTERO

La produzione e manutenzione di biciclette è un fiore all’occhiello della manifattura artigiana made in Italy. Confartigianato segnala infatti che nel 2015 il nostro export di biciclette ha totalizzato un valore di 617 milioni di euro, con una crescita del 2,2% rispetto all’anno precedente. Il maggiore boom di vendite è stato registrato nel Regno Unito (+17,8%) e negli Usa (+10,1%). Nonostante questo, la Francia si conferma la principale acquirente delle due ruote italiane. Qui esportiamo bici, ma anche accessori e componenti di ricambio, ricavando 127 milioni di euro, il 20% dell’intero export. Seguono la Germania con 89 milioni (14,3%), il Regno Unito 57 milioni (7,6%) e la Spagna con 46 milioni (7,1%).

 

ARTIGIANI, I VERI RE DELLE BICICLETTE

Delle oltre 3 mila imprese italiane che producono, riparano e noleggiano biciclette, 2103 sono pmi artigiane basate su una forza lavoro complessiva di 3936 addetti.  La crescita della filiera è trainata soprattutto dal comparto specializzato nella riparazione delle biciclette che ne rappresenta più del 60%. Con una fetta pari al 18%, seguono le imprese specializzate nella fabbricazione ex novo. Questa scoperta passione degli italiani per le due ruote ha avuto conseguenze importanti anche per il successo delle imprese interessate al noleggio di bici, circa un 10% dell’intera industria.

Dalle rilevazioni di Confartigianato risulta che il maggior numero di imprese del settore si concentra in Lombardia (567 imprese), Emilia Romagna (509) e Veneto (480). Ma è la Sicilia la regione che, nell’ultimo anno, ha registrato l’aumento maggiore di imprese (+4,3%).

 

GLI ITALIANI SCELGONO LA BICI

La passione per le due ruote è ormai una tendenza consolidata nel nostro Paese. Dal rapporto di Confartigianato emerge che nel 2015 sono stati 743.000 gli italiani, con una maggiore intensità tra i 45 e i 64 anni, quelli che hanno scelto la bicicletta per andare al lavoro, con un aumento di 32.000 persone (+4,5%) rispetto al 2010. A spingere di più sui pedali per i trasferimenti casa-lavoro sono gli abitanti di Bolzano, con una quota del 13,2% degli occupati che usa la bici a questo scopo. Seguono l’Emilia Romagna, con il 7,8% degli occupati che va al lavoro in bicicletta, e il Veneto (7,7%).

A favorire l’utilizzo della bici è l’aumento delle piste ciclabili: tra il 2008 e il 2015 in Italia la densità di pista ciclabile è cresciuta in media di 5,2 km per 100 chilometri quadrati. Ma a superare abbondantemente la media sono stati i comuni di Bergamo, Pordenone, Milano.