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L’uomo che salva le tartarughe - VIDEO

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Sauro Pari è il presidente della Fondazione Cetacea, che ha rimesso in mare più di 600 esemplari. La sua storia comincia con l’incontro con la piccola Mary G

La seconda vita di Sauro Pari comincia 12 anni fa nel porto di Ancona. Qui si erano spiaggiati due delfini, mamma e cucciolo. Sauro, giornalista con la passione per gli animali e una carriera nell’editoria, era stato da poco contattato dalla Fondazione Cetacea, che voleva affidargli la prima edizione del proprio giornale. “Ricordo ancora che alla piccola gli avevamo dato il nome di Mary G, dal film “Tutti pazzi per Mary” - racconta a SorgeniaUp -. Quel salvataggio mi fece capire che avevamo ancora molto lavoro e dovevo darmi da fare”.

Il suo impegno senza sosta comincia quel giorno e, quando l’attività sembra condannata a chiudere, lo porta a riaprire – dopo alcune difficoltà - e dirigere la Fondazione Cetacea, che in 10 anni ha salvato più di 600 tartarughe e un numero altrettanto importante di piccoli cetacei.

 

UN CENTRO DI ECCELLENZA PER L’ADRIATICO

“La Fondazione Cetacea ha una storia un po’ complicata – racconta Sauro -, nel senso che è rinata dalla sue stesse ceneri, come l’araba fenice. È stata creata inizialmente nel 1988 presso il delfinario di Riccione. Si occupava di studi sui cetacei ospitati nella struttura. Dopo essere stata inglobata da Oltremare, stava per essere chiusa. Così dal 2007 io, Marco Affronte e Valeria Angelini abbiamo deciso di organizzarci da soli e di dare una seconda vita alla Fondazione, inaugurando l’attività come centro di recupero delle tartarughe marine delle regioni Emilia Romagna e Marche”.

 

UNA PROTESI PER QUASIMODO

Una cura che raggiunge altissimi livelli di specializzazione. Come per la storia della tartaruga Quasimodo, recuperata nel porto di Numana. Quasimodo soffriva di una grave menomazione: aveva il guscio infossato a causa di un polmone atrofizzato. “È il salvataggio a cui tengo di più – ricorda Sauro -. Quasimodo è rimasta nel nostro centro per quattro anni, dal giugno 2009 al luglio 2013, finché abbiamo pensato, insieme al nostro veterinario Giordano Nardini, di costruirgli una protesi in neoprene (lo stesso materiale con cui vengono realizzate le mute dei sub, ndr) che gli permettesse di galleggiare e di poter tornare a vivere in mare”.

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UN CENTRO DI ECCELLENZA PER L’ADRIATICO

Oggi il centro è un punto di riferimento per la cura di testuggini e cetacei in tutto l’Adriatico, uno dei mari più “vivi” d’Italia, cioè con più alta concentrazione di cibo per questi animali. “Molte delle piccole specie di cetacei, fino alle balenottere e ai capodogli, arrivano qui dal Sud per cibarsi – spiega l’esperto -. Nel 2015, grazie al progetto europeo NetCet, siamo riusciti a calcolare che questo mare è popolato da circa 60mila tartarughe marine e oltre quattro mila esemplari di cetacei”.

 Luomo che salva le tartarughe

TARTARUGHE IN FESTA

La Fondazione Cetacea si prende cura del mare a 360 gradi: dalla realizzazione di progetti di educazione ambientale alla fisioterapia per le piccole tartarughe. Il peggior pericolo per loro sono le reti dei pescatori. “Noi le recuperiamo e le curiamo, per tutto il tempo di cui hanno bisogno e poi le riportiamo al loro habitat – spiega Pari -. E sapesse quanto sono contente di reimmergersi, è una festa per noi e per loro”.

 

ADOTTA UNA TARTARUGA

La mole di lavoro alla Fondazione Cetacea è tanta, ma per fortuna ogni anno arrivano circa 100 volontari da tutta Italia. “Ci impegniamo per riattivare il ciclo della vita. Si tratta di opere indispensabili alla conservazione ambientale e di specie che, senza il nostro aiuto, rischiano di scomparire. Sono dell’idea che questo è un problema di tutti: rischiamo di incamminarci lentamente verso l’autodistruzione”.

Una mano a sostenere queste specie animali possiamo darla anche noi, donando alla Fondazione. Quindi, al prossimo Natale o compleanno fatevi un regalo: adottate una tartaruga. Il costo? Solo 50 euro.

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