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L’innovazione? Trainata dalle Pmi

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Lo studio di Confartigianato evidenzia una crescita importante degli investimenti in Ricerca e Sviluppo da parte delle piccole e medie imprese italiane

A trainare l’innovazione, almeno in Italia, sono le Piccole e medie imprese. Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo sostenuti dalle aziende sono infatti aumentati nel nostro Paese del 3,4%. Un po’ a sorpresa, l’analisi dei dati fa emergere un contributo più che significativo delle Pmi (+20% per cento), ancor più importante se confrontato alla cattiva performance delle grandi imprese (-1,7%).

Il dato emerge da uno studio di Confartigianato, che ha esaminato la spesa in R&S del sistema Paese. Secondo le stime dell’associazione, sarebbero 22 milioni e 770 mila i milioni spesi in Italia in ricerca sostenuta “con proprio personale e con proprie attrezzature (intra-muros) di tutti i settori”. Il 55,7% del totale (11.566 milioni) è stato realizzato dalle imprese.

 

LE PMI ITALIANE AI PRIMI POSTI IN EUROPA

I numeri presentati da Confartigianato smentiscono la “diffusa corrente di pensiero”, come si legge nella nota diffusa dalla confederazione, che correla “la più contenuta spesa per R&S dell’economia italiana alla minore dimensione delle imprese”. I dati Eurostat elaborati nel dossier evidenziano, infatti, che le Pmi italiane sono “più orientate all’innovazione della media dei competitor europei”.

Dati alla mano, l’Italia è seconda solo alla Germania se si guarda alla quota di imprese fino a 50 addetti innovative: 53,4% contro il 63,3% dei tedeschi, ben al di sopra della media europea (45,2%) e delle performance di Francia (49,1%), Regno Unito (48,7%) e Spagna (29,0%). Uno sforzo che secondo Confartigianato ha contribuito “a collocare l’Italia al quarto posto in Ue a 28 per quota di imprese innovative”. 

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Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat

 

“COSPICUA ATTIVITÀ DI RICERCA, MA INFORMALE”

“La migliore performance delle piccole imprese italiane sottende una cospicua attività di ricerca e sperimentazione effettuata dalle imprese di minore dimensione in modo informale e senza una contabilizzazione in una voce specifica nei bilanci aziendali, con un impegno intenso delle risorse umane dell’azienda nelle attività innovative”, spiega Confartigianato.

Micro e piccole imprese manifatturiere innovative, infatti, investono in R&S il 13,1% del monte ore complessivamente lavorate, ma oltre l’80% delle spese sono distribuite in varie voci di bilancio. Solo il 15,6% delle spese compare in uno specifico capitolo del bilancio dedicato alla ricerca.

 

L’ITALIA È INDIETRO

Come già accennato, le buone performance delle Pmi italiane sono in parte oscurate dal risultato tutt’altro che positivo del Paese nel suo complesso. Comparando il rapporto fra investimenti in R&S e Pil dello Stivale con quelli degli altri player, emerge come la spesa in Ricerca e Sviluppo in Italia sia inferiore alla media dell’Europa a 28 (1,29% del Pil contro il 2,03%) e molto a di sotto di quanto fatto in Germania (2,84%) e Francia (2,26%). Più vicini al dato italiano Regno Unito (1,72%) e Spagna (1,20%).

 

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Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat