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L’impianto a biogas di Terlizzi

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L’impianto di Terlizzi, dove sarà possibile gestire efficacemente e in maniera pulita i sottoprodotti agricoli, produrrà biometano e CO2 liquida

Si tratta di un impianto che sarà alimentato con materiale di origine vegetale e zootecnica.
Per questo scopo sarà utilizzata prevalentemente la sansa vergine di olive: 73.500 tonnellate l’anno del sottoprodotto del processo di estrazione dell'olio di oliva composto dalle buccette e dai residui della polpa. Ma contribuiranno ad alimentare l’impianto anche altri sottoprodotti provenienti dalle attività ortofrutticole (per 8.500 tonnellate l’anno) e 7mila tonnellate di pollina, composta essenzialmente da deiezioni avicole.

Tutte materie di riciclo che provengono dall’agricoltura e dall’allevamento, il cui smaltimento con altri mezzi avrebbe in generale impatti ambientali ed economici maggiori.

COSA PRODURRÀ L’IMPIANTO

L’impianto di Terlizzi produrrà biometano avanzato liquefatto (bio Gnl), un carburante al 100% ecosostenibile, che è in grado di sostituire i tradizionali carburanti di origine fossile e dunque è una tra le soluzioni efficaci per combattere il surriscaldamento del pianeta. Grazie alla tecnologia innovativa individuata per l’impianto, sarà possibile produrre anche CO2 liquida per uso agricolo o industriale, e il digestato, lo scarto di lavorazione dell’impianto che potrà essere utilizzato come concime per i terreni degli agricoltori locali.

QUANTO BIOGAS PRODURRÀ L’IMPIANTO

La produzione prevista è di 3mila tonnellate di Bio Gnl l’anno, capaci di alimentare 25-30 camion al giorno. Questo consentirà di ridurre di circa il 15% le emissioni di CO2 rispetto ai normali camion alimentati a diesel ed evitare circa 9mila tonnellate di CO2 rispetto agli stessi camion alimentati a GNL di origine fossile. L’impianto, inoltre, consentirà di evitare anche l’emissione in atmosfera di più di 5.600 tonnellate di CO2 liquida destinandola ad usi agricoli e industriali, ad esempio per stimolare la fotosintesi delle piante nelle serre o come liquido refrigerante per attività commerciali o industriali. Le 70mila tonnellate di digestato prodotte in 12 mesi, infine, saranno sufficienti per concimare approssimativamente 800 ettari di terreno.

NESSUN ODORE SGRADEVOLE

La sansa verrà stoccata e lavorata in ambienti chiusi mentre la pollina, utilizzata in quantità minori, sarà movimentata rapidamente e conservata al coperto per evitare il contatto con agenti atmosferici.

BASSE EMISSIONI

Le emissioni dell’impianto saranno estremamente ridotte, e saranno dovute all’utilizzo di una caldaia alimentata a nocciolino di oliva che servirà per mantenere il calore dei digestori a una temperatura costante di circa 35°C.

LA RAZIONALIZZAZIONE DEL TRAFFICO

Grazie all’attività dell’impianto il traffico di veicoli che trasportano la sansa, che è una conseguenza diretta della lavorazione delle olive per produrre olio, sarà efficientato. Saranno infatti utilizzati meno veicoli, ma più capienti rispetto a quanto succede oggi. A questo si aggiungeranno complessivamente meno di quattro camion al giorno che movimenteranno il bio Gnl, la pollina e i sottoprodotti ortofrutticoli. Per tutti questi mezzi coinvolti nella lavorazione e nella distribuzione sarà incentivato l’uso di mezzi alimentati a biocarburante sostenibile, a partire proprio dal Gnl.

LA GESTIONE DELLE PIANTE DI ULIVO

Questa tipologia di impianti necessita di spazio per consentire l’installazione dei serbatoi di digestione e di processo delle biomasse. Ciò comporterà l'utilizzo di parte dei terreni attualmente occupati da circa 750 piante di ulivo.

Per questo tipo di pratiche, è l’ispettorato agricolo provinciale che, una volta autorizzato l’impianto, decide come dover trattare gli ulivi da rimuovere. La volontà di Sorgenia, tuttavia, è quella di ripiantare lo stesso numero di ulivi rimossi. In questo modo, le nuove piante di ulivo abbatteranno più CO2 rispetto a quelle originarie perché ne avranno più bisogno per crescere. Ogni volta che sarà possibile le piante saranno semplicemente sradicate e riposizionate ai confini dell’area in cui sorgerà l’impianto (circa 250 piante), per contribuire a mitigare l’impatto “visivo” sul territorio. Altre piante saranno donate al Comune che potrà utilizzarle per valorizzare le aree urbane degradate. Grazie al digestato prodotto dall’impianto, inoltre, sarà possibile contribuire alla concimazione dei circa 800 ettari di campagne dell’area, su cui sorgono 250mila ulivi, migliorando la qualità della terra.

L’ITER AUTORIZZATIVO

Come previsto dall’articolo 8bis del decreto legislativo 28/2011dalla legge che semplifica ed accelera l’iter autorizzativo  degli impianti di taglia inferiore o uguale ai 500 metri cubi standard all’ora (Sm3/h) di biometano gassoso equivalente, l’impianto potrebbe essere autorizzato secondo procedura abilitativa semplificata di carattere comunale. Tuttavia, su prescrizione del Comune stesso di Terlizzi, si procederà all’iter autorizzativo di carattere regionale (Autorizzazione Unica – DM 387/2003). Nell’ambito della Conferenza dei Servizi, saranno interpellati tutti gli enti coinvolti, tra i quali il Comune di Terlizzi, i Vigili del Fuoco, la Sovrintendenza Archeologica di Bari, ASL, la Città metropolitana di Bari, ARPA Puglia. Questi enti esprimeranno pareri, osservazioni e atti di assenso sul progetto, rispetto ai quali Sorgenia fornirà tutte le risposte del caso.

PERCHÉ TERLIZZI

Tre le motivazioni principali, a partire dal fatto che su quest’area non ci sono vincoli ambientali e territoriali.

Si tratta inoltre di una zona “centrale” rispetto ai territori che servirà e da cui verranno movimentati con la massima efficienza i prodotti: si tratta dei Comuni di Terlizzi, Ruvo di Puglia, Corato, Giovinazzo, Bitonto e Molfetta.

Infine è un’area ottimale per incontrare le esigenze dei produttori di olive, dal momento che grazie alla trasformazione e riutilizzazione della sansa, si potrà dare vita a un vero esempio di economia circolare.

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NESSUN RISCHIO PER LA VIA FRANCIGENA

L’impianto sorgerà a 600 metri di distanza dalla via Francigena e non deturperà il paesaggio, dal momento che sarà invisibile dalla strada. Senza considerare il fatto che l’impianto potrà essere una storia virtuosa da raccontare, strettamente connessa alla vocazione olivicola del territorio.

LE CARATTERISTICHE DEL DIGESTATO

Il digestato che deriva dal biogas agricolo non è secondo la legge un rifiuto, ma un fertilizzante utile per le colture agricole, da spandere nel terreno seguendo determinati criteri e modalità come previsto dai Piani di Utilizzazione Agronomica (PUA). La qualità ammendante del digestato viene certificata con apposite analisi chimiche, come previsto dalla legge.

RSU? NO GRAZIE

L’impianto non verrà impiegato per il trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani.

La struttura di Terlizzi non sarà autorizzata a trattare questo genere di rifiuti né è equipaggiata con tecnologie che rendano possibile trattamento di questo genere di materiali.

TECNOLOGIE MATURE PER IL BENE DEL TERRITORIO

Quella dell’impianto di Terlizzi non è una tecnologia sperimentale, ma “matura”, già utilizzata in altre parti d’Italia e in tutta Europa dove è possibile gestire efficacemente e in maniera pulita i sottoprodotti agricoli. A questo, nel caso specifico, si aggiungono tecnologie innovative che consentono di produrre bio Gnl e CO2 liquida.

I VANTAGGI DELL’IMPIANTO

Sversare la sansa nei periodi di campagna olivicola, tra novembre e gennaio, non è una procedura ottimale, e in alcuni casi è controindicato. Al contrario, il digestato prodotto dall’impianto rende più nutriente il prodotto che ritorna al terreno, con la possibilità di spargerlo nei periodi in cui la terra ne ha più bisogno, quindi in primavera e a inizio estate.