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L’eredità di Lucio Battisti in 7 punti

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I grandi insegnamenti del cantautore che non passerà mai di moda, dal racconto dell’adolescenza alla solitudine del chitarrista dei nostri falò

Il capellone Lucio Battisti oggi avrebbe spento la sua 74esima candelina. Il cantautore di Poggio Bustone ci ha abbandonati troppo presto a noi stessi, non prima di averci lasciato una grande eredità. I suoi insegnamenti continueremo a portarli con noi di generazione in generazione, esattamente come l’oro di famiglia.

Lui sapeva come raccontare le emozioni e sapeva come rimediare al cuore infranto, con metodi non proprio ortodossi. Dallo scegliere le ragazze come se fossero pasticche, una la sera e una la mattina, allo svendere la sua motocicletta tutta cromata.

 

LA SOLITUDINE DEL CHITARRISTA DA FALÒ

Lucio Battisti è stato sicuramente il cantautore più citato durante i nostri falò. La ricetta perfetta era: chitarra in braccio, fuoco, birra e “Acqua azzurra, acqua chiara”. Questo inno ha fatto capire ai giovani chitarristi, che nei falò sono le categorie più sottovalutate dalla ragazze. Mentre uno strimpellava gli altri rimorchiavano.

 

L’ADOLESCENZA PASSATA CON BATTISTI

“Le bionde trecce gli occhi azzurri e poi, le tue calzette rosse e l'innocenza sulle gote tue…e la cantina buia dove noi respiravamo piano”. Una delle cose che Lucio Battisti ci ha tramandato è sicuramente il modo “sottile” con cui parlare dell’amore adolescenziale. Quando gli ormoni erano a mille e si scopriva piano piano l’altro sesso, con noi c’erano sempre le parole di Lucio.

 

IL POP NON DEVE ESSERE UN TRATTATO DI FISICA

“Mi sono reso conto che fare l'ermetico crea meno problemi, mentre parlare un linguaggio semplice ti espone a maggiori possibilità di essere giudicato. Più gente ti capisce, più hai potenziali giudici di ciò che fai”. Questo è quello che disse in un’intervista. In pochi e semplici parole stava già definendo le basi comunicative della musica pop: la semplicità. Peccato che i musicisti di oggi, hanno preso questo insegnamento troppo sul serio, il risultato: sole, cuore, amore.

 

COME SI RACCONTANO LE EMOZIONI

In una sola canzone, “Emozioni”, Lucio Battisti riuscì a fare un bignami dei sentimenti umani. Tutti abbiamo trovato la spiegazione della nostra depressione, e non, in questo testo. Dalla tristezza che, come la neve, arriva senza fare rumore, allo sguardo sulla collina per scoprire il tramonto.

 

MARZO È IL MESE PIÙ BELLO DELL’ANNO

Non solo perché è il mese in cui è nato, ma Battisti adorava davvero l’aria frizzantina di Marzo. Tutta la sua passione l’ha espressa in “I giardini di marzo”, dove allo sbocciare della primavera le colline si coprono di nuovi colori ed è il periodo perfetto per innamorarsi.

 

CHE LE RAGAZZE NON SONO MAI ABBASTANZA

La maggior parte delle sue canzoni parlano di grandi amori finiti. Battisti aveva anche provato a dare una soluzione in “Dieci ragazze”: o meglio, come riparare ad una storia finita. Scegliere una donna perché sa ballare, una la mattina e una per la sera (lontano dai pasti) fino ad arrivare a dieci. Una soluzione al cuore spezzato che probabilmente riusciva solo a lui, che era Lucio Battisti.

 

SI PUÒ RINUNCIARE ALLA MOTOCICLETTA PER UNA DONNA

Lucio sapeva che la sua bella, in realtà, amava un altro. Ma il suo dolore era talmente grande, che avrebbe potuto regalarle la sua motocicletta tutta cromata per averla. Lui sì che sapeva dare meno valore al rombo del motore in cambio de “Il tempo di morire” tra le braccia di lei.