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L’efficienza energetica volano di competitività per le aziende italiane

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Si è conclusa la quarta tappa di Energia d’Impresa, tenutasi a Padova. Con le nuove tecnologie le imprese venete potrebbero ridurre la spesa del 9% all’anno. Ma è ancora troppo forte il peso della burocrazia

L’efficienza delle imprese è una delle opportunità che ancora restano all’intero Paese per essere competitivo a livello internazionale. Questo, in sintesi, il tema del dibattito che ha animato la quarta tappa di Energia d’Impresa, il roadshow targato Sorgenia, Affari & Finanza di Repubblica e Politecnico di Milano, svoltasi a Padova nella cornice del Palazzo della Medicina. Sono intervenuti Simone Lo Nostro di Sorgenia, Matteo Cavatton, assessore all’ambiente della città veneta, Enrico Carraro di Carraro Group, Carlo Brunetti di Api e Fabio Franceschi di Grafica Veneta.

 

IN VENETO POSSIBILE RIDUZIONE DELLA SPESA ENERGETICA DEL 9% CON LE TECNOLOGIE EFFICIENTI

Nella regione nord orientale d’Italia, secondo i dati raccolti dall’ateneo lombardo, ammonta a quasi 6 miliardi di euro il costo della bolletta elettrica dell’industria e del terziario. Partendo dall’analisi delle performance di una media impresa di costruzione di mobili, tipicamente molto diffusa in queste zone, si è notato come adoperando una serie di tecnologie, come l’illuminazione efficiente, le caldaie a biogas e gli impianti di cogenerazione, anche grazie ai sistemi di incentivazione previsti a livello nazionale, possano risparmiare molto ed avere un rientro della spesa in alcuni casi in un lasso di tempo breve.

Addirittura, la spesa energetica potrebbe ridursi del 9% all’anno, poco più di 400 milioni di euro, a fronte di un investimento complessivo di 350 milioni di euro. Queste aziende sono responsabili dell’11% dei consumi energetici del Paese dei medesimi settori, per cui si comprende l’importanza di promuovere interventi in questo senso. A monte di qualsiasi politica di efficientamento, è necessario però che le aziende interessate conoscano a fondo i loro consumi e sappiano quindi dove intervenire grazie alla diagnosi energetica. Fondamentale è anche l’accesso ai finanziamenti, che può avvenire tramite le cosiddette Esco, che fanno da tramite tra imprenditori e banche per ottenere il denaro necessario da investire.

 

LE TESTIMONANZE DEGLI IMPRENDITORI TRA ATTIVITÀ CARBON FREE E ENERGY MANAGER

A testimonianza di ciò, sono intervenuti nel corso del dibattito alcuni imprenditori del padovano. In primis, Fabio Franceschi di Grafica Veneta. “Siamo la prima stamperia di libri in Europa completamente carbon free – ha raccontato – e tutto il nostro impianto va avanti grazie al fotovoltaico e all’eolico. In più abbiamo capito che all’estero avere una attenzione particolare all’ambiente ripaga anche e soprattutto in termini di competitività”. Enrico Carraro di Carraro Group ha anch’egli sottolineato come l’efficienza sia fondamentale “per la sua azienda da 700 milioni di fatturato annui, di cui l’11% frutto di attività nella filiera del fotovoltaico. Non avremmo potuto arrivare a questi risultati senza l’energy manager, una figura di cui abbiamo voluto dotarci per capire su cosa intervenire per ridurre gli sprechi”.

Diversa l’esperienza di Carlo Brunetti di Api. “La nostra è una azienda energivora, dato che ci occupiamo della produzione di materiali plastici. Dal punto di vista teorico l’efficienza è di sicuro un investimento allettante, ma questo spesso si va a scontrare con una realtà, dal punto di vista amministrativo ed economico, che è più complessa. Per cui anche a livello istituzionale la materia energetica dovrebbe essere trattata in maniera più approfondita".

 

"LA BUROCRAZIA IN ITALIA E' COMPLESSA MA LA STRADA DA PERCORRERE E' CHIARA"

A margine del dibattito è intervenuto anche Simone Lo Nostro, Direttore Mercato e ICT Sorgenia. “La burocrazia in Italia – ha evidenziato - è ben più complessa che altrove e soggiace a sistemi di regole diverse da comune a comune. Alcune tecnologie sono perfettibili, come quelle di accumulo dell’energia, ma il futuro non attende e il Paese presenta un grado di performance dell'intensità energetica di molto superiore ad altre realtà. Tra mille difficoltà, quindi, alcuni dati ci dicono che una strada c’è ed è legata proprio alla sartorialità, tutta italiana, delle tecnologie di riduzione dei costi energetici per le imprese”.