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L’efficienza energetica che non c’è

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Secondo Confartigianato un edificio residenziale su cinque è in cattivo stato di conservazione. “Condizioni che fanno gonfiare la bolletta”

Un’abitazione su cinque, in Italia, avrebbe bisogno di lavori di riqualificazione. Se la cultura dell’efficienza energetica sembra si stia diffondendo fra le imprese – l’Italia è uno dei paesi con indici migliori in Europa -, lo stesso non si può dire dl residenziale. Più del 16 per centro degli edifici, infatti, è in “mediocre o pessimo stato di conservazione” (il 21% se si considera quelli costruiti prima del 1981). Si tratta di più di due milioni di abitazioni.

 

“RIPERCUSSIONI SULLA BOLLETTA”

La fotografia, con molte ombre e poche luci, emerge dall’analisi condotta da Confartigianato. Queste condizioni, come rileva la stessa associazione, “oltre a mettere a rischio la sicurezza dei cittadini, contribuiscono a gonfiare la bolletta energetica delle case”.

Secondo lo studio di Confartigianato, solo il comparto residenziale determinerebbe il 28% dei consumi finali di energia. Più di quanto assorbono i trasporti su strada (27%) e l’industria (22%).

 

MALE IL MEZZOGGIORNO

È il Sud Italia a far registrare i numeri peggiori. Qui la cultura dell’efficienza energetica deve ancora attecchire. Il Sicilia e in Calabria, ad esempio, più di un’abitazione su quattro è in cattive condizioni (in entrambe le regioni il 26% degli edifici). Percentuale di poco inferiore nell’altra regione del Mezzogiorno che fa registrare numeri poco invidiabili: la Basilicata, con il 22%.

 

BENE CENTRO E NORD

Sono, di contro, nel Centro e nel Nord Italia le regioni che fanno registrare un numero inferiore di abitazioni in cattive condizioni: Umbria, Trentino Alto Adige e Toscana. Qui la quota degli edifici che avrebbero bisogno interventi importante si aggira attorno al 10%.

 

LE IMPRESE INTERESSATE

Sono oltre 12 milioni gli edifici residenziali in Italia. Quasi uno su quattro (il 74%) ha oltre 35 anni di vita. Uno su cinque, come detto, è in cattive condizioni. Si tratta di un “parco case” che necessita sicuramente un ammodernamento. In questa direzione si muove, ad esempio, l’Ecobonus, che il Governo ha confermato anche per il 2016.

Per approfondire: “Ecobonus 2016: domotica e agevolazioni per i condomini

 

C’è, insomma, tanto lavoro da fare per un settore, quello delle costruzioni, che conta complessivamente 680.354 imprese e 1.664.426 addetti, indotto compreso. I numeri forniti da Confartigianato rivelano che 594.828 sono micro e piccole imprese che danno lavoro complessivamente a 1.343.467 persone.

 

“RENDERE STABILE L’ECOBONUS”

“E’ indispensabile – ha dichiarato Arnaldo Redaelli, Presidente di Confartigianato Edilizia – rendere stabili e permanenti, nella misura indicata nella legge di Stabilità 2016, gli incentivi fiscali che consentono di raggiungere più obiettivi: riqualificazione del patrimonio immobiliare, risparmio ed efficientamento energetico e difesa dell’ambiente, rilancio delle imprese delle costruzioni, emersione di attività irregolari”.