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L’economia digitale? Vale il 4% del Pil

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Ma l’Italia è indietro rispetto agli altri grandi player. Marco Morchio, Accenture strategy lead per Italia: “Serve uno scatto in avanti attraverso uno sviluppo mirato delle componenti digitali”

Due mila miliardi di dollari nel mondo, 75 miliardi sono in Italia. Sono le cifre del potenziale dell’economia digitale secondo lo studio di Accenture “Digital Disruption: the Growth Multiplier” diffuso oggi. Se sviluppato, attraverso lo “sviluppo di tecnologie e di fattori abilitanti (infrastrutture, contesto normativo, pubblica amministrazione, mercati)” questo potenziale potrebbe valere il 4,2% del Pil italiano. Al momento, però, il nostro Paese è costretto a inseguire.

 

DIGITALE, ITALIA INDIETRO

La strada indicata dallo studio, insomma, è tutta da percorrere. Il nostro Paese è penultimo per peso specifico dell’economia digitale sul prodotto interno lordo tra le undici nazioni analizzate da Accenture: “appena” il 18%, contro il 33% degli Usa e il 31% del Regno Unito.

 

LE MISURE NECESSARIE

Per colmare questo gap, secondo Marco Morchio, Accenture strategy lead per Italia, l’Italia dovrebbe “fare uno scatto in avanti ora, dando una precisa allocazione alle priorità del Paese attraverso uno sviluppo mirato delle componenti digitali in ambito infrastrutturale, regolatorio, di competenze e di investimenti industriali”.

“Per avvantaggiarsi del digitale – si legge nella nota diffusa -, l'Italia dovrebbe indirizzare il 60% del suo impegno supplementare nella crescita digitale verso una migliore applicazione di tecnologie e un 40% nella spinta allo sviluppo dei cosiddetti “fattori abilitanti”, come la facilità di accesso ai finanziamenti e il livello di apertura del contesto normativo.

 

“DIGITALIZZARE L’INDUSTRIA TRADIZIONALE”

Secondo Bruno Berthon, managing director di Accenture Strategy, la crescita dell’economia digitale nella Penisola non passa solamente per le nuove realtà, ma anche attraverso un lavoro di ammodernamento di quelle tradizionali. “Gli alti tassi di crescita registrati da tante aziende digitali – è il commento - possono diventare una realtà anche per gli operatori delle industrie tradizionali, che, applicando modelli di piattaforma, creeranno un ecosistema di partner e clienti in cui potranno offrire nuovi servizi a valore aggiunto”.