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L'avvento del digitale e la ricerca della felicità

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Alle Colazioni Digitali di Sorgenia e Corriere Innovazione Giulio Giorello e Chicco Testa hanno provato a rispondere alla domanda: “Più connessi, più felici?”

Più connessi, più felici?”. Il tema del sesto appuntamento delle Colazioni Digitali è indicato da una domanda. Una domanda dalla risposta difficile, se non impossibile. Un tema, per usare le parole del Presidente Sorgenia Chicco Testa, “che solleva più domande che risposte”. Durante l’evento, che fa parte del ciclo organizzato da Sorgenia e Corriere Innovazione, Testa ha dialogato con il filosofo Giulio Giorello. In assenza di una risposta definitiva, i due hanno provato quanto meno a tratteggiare lo scenario del presente, generato dall’intreccio sempre più stretto fra reale e virtuale.

 

LA RICERCA DELLA FELICITÀ

Nel dibattito al centro della colazione a base di “caffè e innovazione” i due protagonisti hanno ripercorso la storia del pensiero umano, che da sempre si interroga sul senso stesso di felicità. Entrambi hanno convenuto sul fatto che “la felicità individuale è una questione privata, una ricerca dell’individuo”, mentre quella pubblica “è una responsabilità condivisa”. In ogni caso, la costante attività di ricerca della felicità da parte dell’uomo ha subito l’impatto della tecnologia. Un impatto, come hanno spiegato i due protagonisti, a tinte chiaro scure.

 

GIORELLO: “PIÙ FORTI, MA ANCHE PIÙ SOLI”

Secondo Giorello, la tecnologia ha sicuramente migliorato le nostre vite, “ampliando la possibilità umana di far fronte alla natura”. È anche vero, però, che nella visione del filosofo le tecnologie digitali, soprattutto in riferimento alle reti sociali, hanno generato una “solitudine di secondo livello, perché gli individui tendono a stringere i rapporti solo con chi ha le stesse idee e gli stessi convincimenti”. Il pericolo imminente è “la fine del dissenso, la fine dello spirito critico”.

 

TESTA: “TUTTO CAMBIA ONLINE”

Una preoccupazione condivisa da Testa, che ha inoltre sottolineato come il digitale ci abbia consegnato la possibilità di costruirci e indossare molteplici personalità, “tante quante sono i nickname che posso scegliere in un forum online piuttosto che in un social network”. Secondo la lettura di Testa, questa possibilità porta con sé, però, il rischio che il controllo sociale venga meno, abilitando e rinforzando gli aspetti più oscuri della nostra personalità, che invece offline restano latenti proprio perché “contenuti dalla vicinanza di amici, parenti, familiari”. Una vicinanza che viene meno “quando sono chiuso nella mia stanza davanti al pc e uso un avatar, in quel momento non sono io, sono il nickname che ho deciso di indossare”.

 

“PIÙ CONNESSI, PIÙ FELICI?” –LE FOTO