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L’arte sociale di Eugenio Fabrizi, in arte Er Cikala

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Life is a concept art: Eugenio Fabrizi, artista poco social e molto sociale, usa l’arte per connettere le persone

Life is a concept art” è questo il motto di Eugenio Fabrizi, un artista completo: pittore, scultore e illustratore. Eugenio nasce come street artist e diventa famoso negli ambienti underground romani (lui arriva da Monterotondo in provincia di Roma) con lo spiritoso pseudonimo di “Er Cikala”.
L’arte che passa dalle mani di Eugenio diventa uno strumento di comunicazione, un modo per arrivare alle persone e entrare in connessione con loro. “Io mi occupo di arte visiva in generale e di street art in particolare – dice Eugenio nella nostra intervista nel corso dell’evento “Fermenti” - Mi definisco poco social ma molto sociale e mi piace trasmettere attraverso l’arte, che è un mezzo di comunicazione non verbale che parla alle persone in generale e trasmette messaggi e sensazioni che arrivano direttamente alla pancia delle persone”.

Er Cikala trasforma anche la sua sensibilità sociale in opere d’arte. Una delle sue opere più famose è il grande murales sul muro vicino alla Torre Civica di Monterotondo a Piedicosta. Il murales raffigura il naufragio del Piroscafo Sirio. La nave italiana, costruita a Glasgow e utilizzata per il trasporto dei migranti italiani in Argentina nei primi anni del secolo scorso, nel 1906 naufragò di fronte alle coste del Capo Palos a Cartagena. Nel naufragio, ricordato anche da una melodiosa canzone di De Gregori e Marini, persero la vita più di 500 perone. Il murales, che invita a riflettere sul recente passato del nostro paese e sensibilizzare più in generale sul tema delle migrazioni, è stato inaugurato nel corso di una giornata evento dedicata al mare dal titolo "Com’è profondo il mare". “Molte persone che si sono avvicinate durante le fasi di lavorazione del murales, hanno pensato subito ai ‘migranti di oggi’ i cui terribili naufragi in mare purtroppo riempiono le pagine di cronaca, non immaginando che invece si stesse parlando dei migranti italiani d’inizio del XX secolo. Un modo per far riflettere ognuno di noi su questo tema”.

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ARTE COME STRUMENTO DI CAMBIAMENTO SOCIALE

“Credo che l’arte sia un grande strumento di cambiamento e di unione che avvicina persone di diverse idee, opinioni, estrazione sociale – continua l’artista - Penso che da questo momento di incontro favorito dall’arte possa scaturire un confronto, una crescita, e anche un riscatto per molte persone che troppe volte non hanno né stimoli né possibilità. L’arte è anche uno strumento per combattere i pregiudizi”.

L’impegno di Eugenio Fabrizi non è rivolto solo al sociale in senso stretto ma spazia attraverso i temi ambientali ed economici. Nel corso della sua partecipazione a “Fermenti” ha realizzato in diretta una tela che ritrae una giovane ragazza in primo piano che ha in mano due sfere, una rossa che richiama i colori e le luci della città, del capitalismo, di un modo di vivere non più sostenibile, e l’altra è grigia e azzurra, in primo piano, e ha intorno le tre frecce simbolo del riciclo: rappresenta la sostenibilità, un nuovo mondo, l’unico possibile. Nel dipinto la ragazza si proietta nel futuro che deve necessariamente essere sostenibile per poter continuare ad esistere.

“Mi piace restituire alla città, soprattutto attraverso la street art, degli spazi urbani che siano fruibili – conclude Fabrizi – spazi che siano vivibili , anche facendo un lavoro di ristrutturazione urbana. Lavoro quotidianamente per rendere dei posti che prima erano non accoglienti più stimolanti per tutte le persone”.