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Jobs Act, le ultime novità per le aziende in materia di lavoro

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato gli ultimi decreti attuativi della normativa. Ammortizzatori sociali, controlli a distanza e dismissioni al centro del dibattito

Il Jobs Act, la riforma che rivoluziona il mondo del lavoro in Italia, è in dirittura di arrivo. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato gli ultimi decreti attuativi in materia di ammortizzatori sociali, politiche attive, semplificazioni e ispezioni. Stretta sulla durata della cassa integrazione, controlli a distanza e regole contro le dismissioni in bianco: sono queste alcune delle ultime novità previste dalla manovra legislativa. Tutte le misure saranno ora sottoposte a verifica così da correggere eventuali anomali e inesattezze in tempo reale.

 

AMMORTIZZATORI SOCIALI

La misura viene estesa ai dipendenti di imprese tra 5 e 15 dipendenti, prima esclusi dalla cassa integrazione e che non rientravano nella normativa sulla cig, previo pagamento di un contributo a fondo di integrazione salariale. Si tratta di una misura che interessa quasi un milione e mezzo di lavoratori. Cassa ordinaria e straordinaria rimangono, ma scompare quella in deroga, per effetto della Riforma Fornero. L’ammortizzatore in costanza di rapporto di lavoro durerà 24 mesi in un quinquennio mobile, estendibili fino a 36 mesi se si usa la solidarietà. Sulle aliquote si applica il meccanismo del bonus malus, per cui chi paga di più è chi più fa ricorso alla cassa.

La Naspi, cioè il nuovo assegno contro la disoccupazione involontaria in vigore dal primo maggio 2015, durerà 24 mesi.  

CONTROLLI A DISTANZA E PRIVACY

Regolamentati anche i controlli a distanza, che sono stati al centro di un braccio di ferro tra Governo e associazioni dei lavoratori. Gli stessi controlli sui dispositivi in dotazione potranno avvenire sono nel rispetto della normativa sulla privacy. Su tablet e cellulari, sempre in dotazione, non potranno essere montate strumentazioni o applicazioni con funzioni di monitoraggio. Tutti i dati così raccolti potranno essere impiagati dalle aziende, ma sempre nel rispetto della sfera privata dei lavoratori, potenzialmente anche a fini disciplinari. “Abbiamo modificato l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori per individuare una nuova disciplina, colmando un vuoto proprio sugli strumenti rilasciati ai dipendenti”, ha commentato il ministro Giuliano Poletti.

 

Per approfondire: Jobs Act: online piattaforma per imprese e lavoratori

ADDIO ALLE DISMISSIONI IN BIANCO

Non sarà più possibile per le imprese italiane far firmare ai propri dipendenti le dimissioni in anticipo. Per essere valide queste dovranno essere letteralmente poste nero su bianco attraverso una serie di moduli reperibili sul sito internet del Ministero del Lavoro o presso le direzioni territoriali del lavoro. L’obiettivo del provvedimento è quello di tutelare categorie, come quella delle donne, spesso umiliate e licenziate ingiustamente.

 

DIMINUISCONO I DISOCCUPATI: MERITO DEL JOBS ACT?

Intanto, l’Esecutivo festeggia per i risultati raggiunti dalla Riforma del Lavoro nei primi mesi della sua attuazione. Secondo dati Istat, in un anno sarebbero ben 235mila gli occupati in più rispetto all’anno precedente e 217mila i disoccupatiin meno.

Inoltre, l’incidenza dei dipendenti a termine sul totale degli occupati è salita dal 10,4% del secondo trimestre 2014 al 10,7%