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Investire in startup innovative: ecco l’equity crowdfunding

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L’Italia è stato il primo paese europeo a dotarsi di un regolamento per questo nuovo tipo di finanziamento. Michela Centioni (Next Equity): “Chi mette il proprio capitale diventa socio della startup innovativa che aiuta. Bisogna rischiare”

Investire fa rima con rischiare nel gergo dell’equity crowdfunding. L’Italia è stato il primo Stato europeo, nel giungo del 2013, a dotarsi di una normativa ad hoc per regolarizzare questo processo con cui più persone conferiscono somme di denaro per la realizzazione di progetti imprenditoriali, ricevendo in cambio un vero e proprio titolo di partecipazione alla società e diventandone soci a tutti gli effetti. Uno strumento, questo, creato per aumentare le possibilità di sviluppo delle startup innovative. Il tutto attraverso piattaforme online, autorizzate nel nostro Paese dalla Consob, che hanno il compito di organizzare le campagne di raccolta del capitale.

 

Per approfondire: Finanziarsi in Rete: crowdfunding o crowdlending?

 

COME FUNZIONA L’EQUITY CROWDFUNDING

A differenza del crowdfunding reward, più noto e diffuso, in cui la raccolta di fondi avviene tramite internet a fronte della promessa di una ricompensa, in questa nuova forma di finanziamento i piccoli e grandi risparmiatori vengono trasformati in investitori: chi infatti mette dei soldi potrà ottenere anche una fetta del capitale della startup che sta aiutando a crescere, con tutti i pro e i contro che l’operazione comporta. La parola d’ordine è: rischiare. E l’impresa è tutt’altro che facile, soprattutto se a mettere mano al portafoglio sono gli italiani, abituati a titoli di stato e libretti di risparmio.

 

Leggi anche: Crowdfunding e incentivi fiscali: novità della Legge di Stabilità per le start up


IL FENOMENO IN ITALIA: IL REGOLAMENTO DELLA CONSOB

Il 26 giugno del 2013 la Consob, Commissione nazionale per la società e la borsa, ha reso noto un regolamento con il quale ha debuttato per la prima volta in Italia, ma anche nel resto d’Europa, la regolamentazione riguardante l’utilizzo dell’equity crowdfunding. Attraverso piattaforme online, autorizzate dalla stessa Commissione, possono così essere raccolti capitali da rischio da parte di startup innovative, laddove con questa definizione si intenda qualsiasi società le cui azioni vengono vendute online e non sono quotate su un mercato regolamentato.

 

NEXT EQUITY, UN ESEMPIO DI PIATTAFORMA ALL’ITALIANA

Nata lo scorso febbraio, Next Equity è una delle 12 piattaforme online (la quinta in ordine di tempo) autorizzate dalla Consob a sviluppare campagne di investimento per le startup innovative. “All’inizio avevamo pensato ad una esperienza più indirizzata al nostro ambito territoriale (Marche, Abruzzo e regioni limitrofe) – racconta ad Energie Sensibili la fondatrice Michela Centioni -. Oggi si rivolgono a noi start up provenienti da tutta Italia. Lanceremo il prossimo mese la nostra prima campagna, che avrà l’obiettivo di aiutare a crescere una startup che si occupa di biotecnologia, fondata da due giovani ricercatrici; abbiamo già pronta la seconda campagna che sarà in favore di un’altra startup innovativa nel settore logistica /e-commerce.  La nostra rigorosa procedura di selezione prevede che prima di dar corso alla campagna di raccolta sottoponiamo la startup anche alla valutazione di una commissione composta da professori universitari che giudicheranno sulla base della novità e sostenibilità economica ed industriale del progetto. Abbiamo tutto l’interesse a tutelare i nostri investitori proponendo agli stessi di diventare soci di startup che hanno un futuro”.

 

RISCHI MA ANCHE TANTI VANTAGGI

“Tentare la strada dell’equity crowdfunding non è facile – avverte Centioni -.  Entrando a far parte a tutti gli effetti della nuova società, versando la corrispondente somma di denaro, si deve essere disposti ad accettarne le gioie e i dolori. Qualora la startup non abbia il successo sperato, si potrà perdere il capitale versato, ma se la società cresce e si consolida si potrà godere di tutte le plusvalenze e gli utili generati, con ritorni altissimi. Questo, tuttavia, è ancora un mercato nuovo e ci vorrà del tempo prima che ci si abitui ad investire in tali aziende e ad accettare il rischio che ne consegue. È nostro compito selezionare startup credibili e con alte potenzialità per poi creare casi di successo; se ciò si verificherà è probabile un’esplosione degli investimenti della folla (crowd) così come già accaduto già negli Stati Uniti”.