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Internet of Things: il 2015 è l'anno della svolta

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Un mercato in espansione continua, dal valore superiore al miliardo di euro, otto milioni di oggetti interconnessi e diversi settori coinvolti, dalle Smart City alle Smart Home, fino ai dispositivi Wearable

Il 2014 è stato l'anno di svolta per l'Internet of Things, una sorta di giro di boa che proietta il settore verso un'esplosione destinata a interessare numerosi ambiti. Con 8 milioni di oggetti interconnessi e un mercato di 1,55 miliardi di euro, le previsioni sono più che positive e la conferma arriva dal Politecnico di Milano, o meglio dall'Osservatorio Internet of Things promosso dalla sua School of Management. 

La ricerca “Internet of Things: l'innovazione che crea valore”, focalizzata sul biennio 2014-2015, permette alcuni previsioni per l'anno in corso, partendo da alcuni dati importanti. Innanzitutto va segnalato l'incremento del numero di oggetti connessi tra loro tramite cellulare (+33% rispetto lo scorso anno) e del conseguente aumento del loro valore di mercato (+23%). Connessioni sempre più capillari anche attraverso l'utilizzo di tecnologie differenti come M-Bus, Powe, Bluetooth Low Energy e Reti Mesh Low Power.

 

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VERSO UNA CITTA' PIU' SMART

Inoltre negli ultimi 3 anni quasi la metà dei comuni italiani ha avviato progetti di Smart City basati su tecnologie Iot negli ambiti più disparati: dall'illuminazione urbana alla mobilità, fino alla raccolta dei rifiuti. Sebbene questi progetti siano ancora in fase sperimentale, lo studio dell'Osservatorio ha calcolato che una gestione più intelligente delle città potrebbe far risparmiare complessivamente 4,2 miliardi di euro e tagliare l'emissione di 7,2 milioni di tonnellate Co2, con conseguenti ricadute positive per i cittadini sul traffico, parcheggio e funzionamento dei servizi.

 

CRESCE L'ATTENZIONE VERSO LE SMART HOME

La filosofia “smart” non coinvolge solo la città, ma si estende anche all'ambito domestico e alle macchine. Nel primo caso si segnala una maggiore attenzione dei consumatori per le case intelligenti, con il 46% dei proprietari intenzionati all'acquisto di prodotti e dispositivi per la sicurezza e il risparmio energetico, valorizzati ulteriormente dall'entrata di nuovi player nel settore. In particolare sta crescendo l'utilizzo di applicazioni di videosorveglianza, sistemi di anti-intrusione, ma anche il telecontrollo remoto degli impianti di climatizzazione e riscaldamento che, nel complesso, rappresentano il 23% del mercato. A questo si accompagna una crescita esponenziale delle startup innovative che propongono soluzioni in questa direzione, con un finanziamento da parte di investor istituzionali cresciuto del 270%.

 

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I SETTORI PIU' PRESENTI SUL MERCATO IOT

Nel secondo caso, sono 4,5 milioni le auto connesse in Italia grazie a box Gps/Gprs non solo per localizzare il veicolo, ma anche per registrare e monitorare i parametri di guida, e il numero è destinato ad aumentare. In totale questo ambito di applicazione occupa una fetta di mercato pari al 38%, ponendosi come la realtà attualmente più importante.

A distanza seguono settori come lo Smart Metering (strumenti impiegati per misurare i risparmi ottenuti grazie ad interventi di efficientamento energetico) e lo Smart Asset Management (la gestione in remoto di dispositivi di valore per rilevare guasti o malfunzionamenti) con circa 1,7 milioni di oggetti interconnessi tramite Sim e un quota dl 16% del mercato. Paradossalmente la Smart City rappresenta l'ambito con solo il 2% degli oggetti interconnessi tramite internet e un 4& del mercato, concentrato essenzialmente sul trasporto pubblico e l'illuminazione.

 

PUNTARE ALLE TECNOLOGIE WEARABLE

Se leggendo questi dati in filigrana il futuro sembra sempre più a portata di mano, dall'Osservatorio Intrenet of Things si sposta l'asticella ancora più in alto: “E' importante la crescita dei dispositivi Wearable, la cui offerta è sempre più articolata – spiegano Giovanni Miragliotta e Angela Tumino, responsabili della ricerca – Ma anche delle applicazioni di Smart Factory, che consentono di aumentare produttività e flessibilità degli impianti manifatturieri e della Smart Agriculture che può sfruttare la spinta offerta da Expo 2015, per porre maggiore attenzione alla gestione delle attività agricole, alla tracciabilità dei prodotti, alla riduzione dell'uso dell'acqua”.