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Innovazione e ricerca, dall’Ue 16 miliardi di euro per pmi e ricercatori

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Presentato il work programme 2016-2017, che rientra negli investimenti previsti da Horizon 2020. Due miliardi andranno alle piccole e medie imprese

Dall’Europa arrivano ben 16 miliardi di euro da investire in ricerca, sviluppo e occupazione. La somma messa a disposizione da Bruxelles rientra nel work programme per il biennio 2016-2017 che rientra negli aiuti previsti da Horizon 2020. Nel complesso le piccole e medie imprese potranno accedere a due miliardi di euro di finanziamenti nel periodo indicato, dato che sono la spina dorsale dell’economia del Vecchio Continente e per questo devono essere supportate sia per quanto riguarda la crescita che l’occupazione.

 

IL PROGRAMMA DI LAVORO RIENTRA NELLA STRATEGIA DI HORIZON 2020

Il programma di lavoro si basa su una grande consultazione di tutte le parti interessate. Come è ben noto, Horizon 2020, con il suo budget di 77 miliardi di euro spalmanti in sette anni, è la più grande misura mai realizzata nell’Unione europea a sostegno della ricerca e l’innovazione negli Stati membri, con aiuti sia all’industria che al mondo accademico per realizzare una rete internazionale di cooperazione in questi settori. In questo contesto rientra anche il programma di lavoro 2016-2017, con l’obiettivo però di attirare a sé un maggior numero di piccole e medie imprese e incrementare gli scambi con gli altri paesi.

 

AUMENTARE IL NUMERO DEI POSTI DI LAVORO TRA LE PRIORITÀ DI BRUXELLES

Il provvedimento si allinea a quelli già previsti dall’agenda del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker con il pacchetto Lavoro, Crescita e Investimenti per migliorare la competitività globale delle imprese comunitarie e promuovere un nuovo e più sostenibile sviluppo. D’altronde, Bruxelles ha più volte ribadito la priorità delle sue azioni politiche, e cioè aumentare il numero di posti di lavoro in Europa senza aggravare ulteriormente il debito. Gli incentivi in ricerca e innovazione dovranno far fronte sia all’immediato bisogno di portare a termine la reindustrializzazione del Vecchio Continente sia alla necessità di costruire, nel lungo periodo, le conoscenze necessarie per nuove scoperte.

 

AIUTI ALLE PMI E AI RICERCATORI

Dei 16 miliardi del fondo, due andranno alle piccole e medie imprese, dei quali 740 milioni attraverso uno strumento dedicato di cui potranno beneficiare più di duemila aziende altamente tecnologizzate. Questi investimenti saranno intensificati con il supporto dell’Efsi. Grazie al Consiglio europeo di ricerca i migliori ricercatori potranno realizzare le loro intuizioni innovative. Soltanto nel 2016, saranno disponibili 1,7 miliardi a questo scopo. Ancora, 140 milioni saranno disponibili per favorire la crescita e la sostenibilità a lungo termine di nuove infrastrutture di ricerca paneuropee, mentre altri 200 milioni saranno riservati all’integrazione e all’apertura di quelle nazionali.

 

Per approfondire: Pmi, finanziamenti necessari per uscire dalla crisi

 

INTERNET OF THINGS ED ENERGIA TRA GLI ALTRI SETTORI DA INCENTIVARE

Il programma di lavoro prevede anche 3,4 miliardi da destinare al pilastro della leadership industriale, di cui fa parte anche il settore ICT, con focus in particolare sull’Internet of Things. Un altro comparto a cui è dedicata particolare attenzione è quello manifatturiero: in questo caso i fondi messi a disposizione equivalgono a un miliardo di euro. Ma il piano di aiuto è trasversale, prevedendo interventi volti a migliorare anche l’ambiente, i trasporti, l’energia e la rete digitale in tutta l’Unione.