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Innovazione e packaging ecologico: accordo Comieco-artigiani

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La CNA di Torino e il Consorzio imballaggi lanciano un’iniziativa per la formazione dei professionisti del settore tessile che si aggiunge ai progetti “slow fashion” e “slow shopping”

Comieco e la CNA di Torino insieme per promuovere il packaging sostenibile. Il Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi e l’associazione degli artigiani hanno stretto un accordo per favorire la diffusione di metodi di confezionamento dei prodotti a basso impatto ambientale. L’iniziativa è rivolta ai piccoli imprenditori del piemontese ma si propone di arrivare a una platea di 25 mila aziende del settore moda su tutto il territorio nazionale.

All’accordo faranno seguito attività di informazione e formazione sul tema della sostenibilità e del risparmio energetico: l’obiettivo è quello di aggiornare i professionisti sulla normativa ma anche sulle tecniche di produzione che meglio si conciliano con la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali. Un primo convegno dal titolo “Packaging sostenibile: i materiali e le tecnologie innovative per il design in carta e cartone” sarà organizzato dai Politecnici di Torino e Milano nel mese di settembre 2014. Sempre in ambito universitario, la CNA di Torino organizzerà un programma di formazione negli istituti di design della regione.

 

IL MANIFESTO DEL PACKAGING RESPONSABILE

Comieco e CNA si sono impegnati insieme a Federmoda anche nella redazione di un “Manifesto del Packaging Responsabile”, una sorta di vademecum per la realizzazione di confezioni per la distribuzione e vendita di abiti e accessori a basso impatto ambientale. Il programma coinvolgerà docenti universitari ed esperti di settore provenienti sia dal Consorzio imballaggi che dalla Confartigianato.  

 

SLOW FASHION E SLOW SHOPPING

Il Manifesto conferma l’interesse della CNA di Torino verso il tema della sostenibilità. Tra le altre iniziative lanciate sullo stesso tema ci sono i marchi “slow fashion” e “slow shopping”, che consentono ai consumatori di individuare i prodotti confezionati in Italia solo con tessuti italiani. Si tratta, in un certo senso, della promozione delle aziende più sostenibili e “a chilometro zero”, quindi più attente alla selezione dei materiali e allo stesso tempo legate al territorio.

 

@fenicediboston

 

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