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Innovazione, c’è una Silicon Valley nascosta in Italia

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Un patrimonio di creatività che riscuote successo in tutto il mondo: Musixmatch e BigRock raccontate dai founder Massimo Ciociola e Marco Savini nell'ultimo appuntamento di "Colazioni digitali"

Non è vero che per avere successo o realizzarsi nel lavoro, soprattutto nel campo dell’innovazione tecnologica, i giovani italiani siano costretti a espatriare: anche nel nostro Paese ci sono realtà hi-tech che in tutto il mondo vengono considerate esempi da seguire. Come Musixmatch (con sede a Bologna) e BigRock (con sede nella campagna trevigiana), due aziende tutte italiane, all’avanguardia, i cui founder hanno rifiutato di cercare fortuna all’estero e hanno, invece, scommesso tutto sul patrimonio in cui l’Italia eccelle: la bellezza e la creatività.

Oggi Musixmatch, la più grande piattaforma al mondo di testi per le canzoni, ha tra i propri clienti gran parte delle Big tech della Silicon Valley; a BigRock Institute of Magic Technologies, scuola di computer grafica, vengono formati creativi che mettono regolarmente la propria firma sulle più importanti produzioni cinematografiche di Hollywood e sui videogiochi più apprezzati. I founder delle due aziende, rispettivamente Massimo Ciociola e Marco Savini, hanno raccontato la loro esperienza e la loro “vision” durante l’ultimo appuntamento di Colazioni digitali.

L’ESPERIENZA DI MUSIXMATCH

A spiegare il manifesto di questa generazione di imprenditori italiani ci pensa Massimo Ciociola; nel 2016 è stato citato come esempio di innovazione da Mark Zuckerberg durante la visita in Italia del fondatore di Facebook: “La mia filosofia è che le idee bisogna ‘farle’, non soltanto averle - sottolinea - Noi siamo quelli che accendono poco la televisione, che parlano in inglese, che hanno come clienti Apple, Google, Amazon, Instagram, Spotify e Youtube. Siamo tra coloro che guardano al futuro con positività; l’Italia è un Paese pieno di talenti, e a chi dice che la strada è difficile rispondo che dalla mancanza di opportunità nascono le opportunità”.

Ma come è nata l’idea, 10 anni fa, di dare vita a Musixmatch? Tutto inizia constatando che lyrics era la parola più cercata su Google. “Gli utenti volevano i testi - spiega Ciociola - e c’era lo spazio per creare una piattaforma mondiale, proprio mentre la musica nel World Wide Web stava spopolando (soprattutto leggendo le statistiche relative a download e streaming). Lo abbiamo fatto puntando sul crowdsourcing, dando la possibilità agli utenti di inserire i testi: ora siamo arrivati a lavorare con l’intelligenza artificiale per analizzare le parole delle canzoni, per catalogare i brani a seconda del mood che ispirano, basandoci sulle lyrics e non soltanto sulla musica”.

Un esempio? Lo fornisce indirettamente Lucio Dalla: “Quando a Bologna furono installate le luminarie con i testi delle sue canzoni - prosegue il CEO di Musixmatch - le fotografie scattate a quelle installazioni sono state a lungo in testa alle classifiche di visualizzazione di Instagram: hanno spiegato a tutti come il testo possa diventare l’aspetto ‘visual’ di qualcosa che ascoltiamo”.

BIGROCK, LA COMPUTER GRAFICA ITALIANA VOLA A HOLLYWOOD

Per dare l’idea di cosa sia BigRock basti pensare che in blockbuster come Avatar, The Martian, 007 Skyfall, c’è l’intervento di un BigRocker. “L’idea di creare questa scuola è nata dalla disperazione - spiega Marco Savini - Studiavo da pilota militare e ho mandato una e-mail a Pixar, che stava nascendo in quegli anni, proponendomi per lavorare con loro. Dalla California mi hanno indicato un giovane italiano con cui collaborare, che oggi ha fatto carriera in Pixar. Da quell’esperienza è poi nata l’idea di aprire una scuola fatta da artisti, mentre tutte le altre erano per gli ingegneri”.

La tecnologia è un mezzo per scatenare la creatività - aggiunge Savini - e la computer grafica è uno strumento per ispirare le persone: costruiamo astronavi senza studiare astrofisica e le nostre invenzioni, forse, un giorno saranno realizzate da qualcuno; proprio come oggi si realizzano cose che comparivano nei film di fantascienza degli anni ‘70”.

 

Ma quali sono le caratteristiche che hanno decretato il successo di questa scuola? La ricetta, secondo Savini, ha molto a che fare con l’Italia: “Il nostro vantaggio è che tanta tecnologia viene inventata altrove - spiega - ma noi siamo capaci di fare le cose belle. Spesso siamo schiacciati dal nostro patrimonio storico e artistico, e ci sembra che non ci sia più niente da inventare. L’idea della scuola, invece, è di far capire ai ragazzi che con l’impegno possono arrivare dove vogliono”.

IL RUOLO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Per chi voglia analizzare e mettere a disposizione i testi delle canzoni, così come per chi voglia formare professionisti della computer grafica, l’Intelligenza Artificiale gioca un ruolo di primo piano. “Oggi abbiamo 12 persone che si occupano di AI - spiega Ciociola - e in un anno abbiamo ricevuto centinaia di curriculum di data scientist. Voglio incontrarli uno ad uno, perché ci offrono uno spaccato inestimabile del talento; vengono da ogni parte d’Italia, anche dal Sud, dove le università si stanno specializzando. Qui arrivano regolarmente i recruiter di Google, Tesla, Amazon, e anche i responsabili delle risorse umane delle aziende italiane dovrebbero capire le potenzialità di questo settore".

Anche nel campo della computer grafica l’AI è fondamentale: “L’ultimo aggiornamento di Adobe Photoshop - aggiunge Savini - ha uno strumento che è in grado di scontornare le figure in automatico: è stato possibile realizzarlo grazie al machine learning. Da noi l’AI si usa in ogni cosa: il 99% delle scene del Re Leone è realizzato in computer grafica grazie a un algoritmo”.

“A scuola - prosegue - stiamo implementando un Holodeck, un ponte ologrammi, che ci consentirà di utilizzare la realtà virtuale per le lezioni, abbattendo le distanze e dando a tutti, ovunque si trovino, la possibilità di specializzarsi”.

IL FUTURO DEL MERCATO DEL LAVORO

Su cosa sia necessario fare per dare una nuova spinta al mercato del lavoro in Italia, Massimo Ciociola ha le idee chiare: “Non è così vero che tutti i ragazzi vogliano andare via dall’Italia. Ma è chiaro che se scelgono la carriera da avvocato o da commercialista avranno difficoltà - sottolinea - Il nostro compito da genitori è di aiutarli ed indirizzarli verso un percorso che segua i cambiamenti del mercato del lavoro”.

Dal canto suo Marco Savini punta su valori quali applicazione e perseveranza: “La Pixar, prima di essere la Pixar, era fatta da persone che facevano cose a caso - conclude - Steve Jobs ha imposto il rigore. Così i nostri studenti hanno un badge: chi arriva anche soltanto con un minuto di ritardo, per quel giorno torna a casa. Perché per rompere le regole, prima le devi conoscere. È importante insegnare agli artisti il rigore, la precisione, anche se ad un primo sguardo sembrerebbe tutto l’esatto opposto di quello che fa un artista. In una persona appassionata, il rigore non uccide la creatività, ma è l’ingrediente che la fa esplodere".