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Infrastrutture verdi, la nuova frontiera per occupazione e sviluppo

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Se ne è discusso nel corso della prima conferenza nazionale “La natura dell’Italia”, all’insegna del contrasto al dissesto idrogeologico e all’erosione costiera

L’Ambiente-Italia rappresenta una grande e nuova risorsa per l’economia. Questo è il tema al centro del dibattito che ha animato la prima conferenza nazionaleLa natura dell’Italia. Biodiversità e aree protette: la green economy per il rilancio del Paese”, in programma all’Università La Sapienza di Roma l’11 e 12 dicembre. Una occasione di confronto tra esperti del settore, istituzioni e mondo accademico sulla creazione di un nuovo modello di crescita, che garantisca occupazione e qualità della vita, valorizzando le aree protette e la biodiversità. In particolare, le infrastrutture verdi e i servizi ecosistemici sono stati individuati come strumento per le politiche ambientali e della green economy in Italia.

 

CITTA’ PROTAGONISTE DEL GREEN NEW DEAL

Un green new deal, un nuovo modello di sviluppo per affrontare la crisi in atto puntando sulla green economy, non può che partire dalle città, che vanno trasformate in maniera intelligente e sostenibile attraverso l’investimento nelle infrastrutture e nell’eco-innovazione. Esempi sono gli spazi verdi e le zone umide multifunzionali, i tetti e le pareti green, le piste ciclabili e le foreste urbane, progettate per svolgere specifici servizi, come l’assorbimento della Co2 e degli inquinanti atmosferici, la termoregolazione per ridurre le isole di calore e il miglioramento della risposta idrogeologica dei suoli.

 

Come sviluppare, allora, l’infrastrutturazione verde del nostro territorio? Il gruppo di esperti ha individuato tre priorità per l’azione di governo volta a proteggere la biodiversità e a valorizzare i servizi ecosistemici. Prima di tutto, l’attivazione di un blocco dei suoli, investendo sul patrimonio edilizio esistente, che deve essere riqualificato per l’80%, e accelerando sul fronte delle bonifiche delle aree industriali dismesse, anche con il contributo di risorse private, laddove disponibili. Il riassetto idrogeologico del territorio è una gigantesca opera di infrastrutturazione verde che va intrapresa senza esitazione.

 

SPINTA ALLE INFRASTRUTTURE VERDI

Proposta anche la promozione dello sviluppo delle infrastrutture verdi urbane, terrestri e marittime, attraverso un incremento della consapevolezza pubblica dei rischi ambientali e delle opportunità offerte da questo settore. Nelle città lo sfruttamento delle fasce periferiche e periurbane deve evolvere dal verde ornamentale a quello polifunzionale, mentre nelle aree industriali vanno favorite le politiche aziendali che migliorano la qualità ecofunzionale dei propri siti. In generale, va dato sostegno a strumenti come i Contratti di fiume, i Contratti di rete ecologica a livello locale e comprensoriale e le reti eco-sociali. Tutti gli interventi devono concentrarsi su due obiettivi principali: il contrasto al dissesto ideogeologico e all’erosione costiera.

 

VINCOLO “GREEN” NELLE GARE D’APPALTO

Infine, bisogna introdurre un Gipp, Green infrastructures public procurement, nelle gare d’appalto pubbliche che comportano modificazioni rilevanti all’assetto del territorio. Si tratta di una pratica volontaria, già affermatasi in Europa, per l’acquisto di beni e servizi da parte della pubblica amministrazione, promuovendo gli operatori e le aziende che sviluppano capacità di progettare e costruire infrastrutture verdi con soluzioni innovative ed con il massiccio impiego di professionalità legata ai green jobs.