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Industria 4.0, arriva la rivoluzione digitale da 50 miliardi

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Approvato il piano di finanziamento della Ue per il settore digitale di tutti gli Stati membri. Obiettivi: Cloud Europeo e modernizzazione della PA

 

L'Europa scommette sul digitale e lo fa con un investimento di 50 miliardi di euro. Al centro del programma di finanziamento approvato dalla Commissione europea c'è il piano di incremento dell'innovazione tecnologica per far crescere la competitività dell'economia europea e supportare la nascita del digital single market, il mercato digitale senza frontiere tra i diversi Paesi Ue.

 

I fondi provengono principalmente dal programma Horizon 2020 e dal Piano Juncker.

 

La cifra è da dividere tra una serie di misure, da realizzare entro i prossimi 5 anni per sostenere e collegare le iniziative nazionali per la digitalizzazione dell'industria. Tra queste ci sono la creazione di uno spazio comune di lavoro, l'avvio di reti di comunicazione 5G e la diffusione di device di ultima generazione, la tutela della cybersicurezza e la modernizzazione dei servizi pubblici.

 

IL FUTURO DELLE IMPRESE NELL'ERA DIGITALE

L’obiettivo della Commissione Europea è spingere le imprese del settore, a prescindere dalle loro dimensioni, a sfruttare al massimo le opportunità offerte dal digitale. Secondo le stime di Bruxelles, la modernizzazione potrebbe portare nei prossimi cinque anni una crescita annua del fatturato nella misura di 110 miliardi di euro.

 

Gli step fondamentali descritti dalla Commissione europea sono:

 

  • aiutare nel coordinamento di iniziative nazionali o regionali per la digitalizzazione dell’industria;
  • focalizzare gli investimenti nelle partnership pubblico-private incoraggiando l’utilizzo dei fondi Ue;
  • investire 500 milioni in un network paneuropeo di “digital innovation hubs” per diffondere l’utilizzo di tecnologie digitali;
  • mettere a punto grandi progetti pilota come la manifattura avanzata e le tecnologie per le smart city e le smart home;
  • adottare norme che consentano la libera circolazione dei dati generati in piena sicurezza e affidabilità;
  • mettere a punto un elenco standard di competenze digitali che aiuti i cittadini ad avere un quadro chiaro di quali siano i requisiti richiesti dal mondo del lavoro nell’era digitale. 

 

IL PIANO DELLA UE NEL DETTAGLIO

L'idea di fondo del piano di finanziamento europeo è che nel Digital Single Market tutti gli oggetti connessi avranno bisogno di poter comunicare tra loro. Per questo sarà necessario che parlino un linguaggio comune.

Il 70 per cento delle risorse (37 miliardi) sarà investito nell'innovazione digitale. In dettaglio, 4 miliardi di fondi pubblici Ue arriveranno dal piano di ricerca e innovazione Horizon 2020. Un miliardo sarà erogato dagli Stati membri nell’ambito del programma Electronic Components and Systems for European Leadership (ECSEL).

Altri 17 miliardi dovrebbero essere garantiti dal settore privato e ulteriori 15 miliardi dai bilanci nazionali destinati alla ricerca. In più, la Commissione ha incoraggiato gli Stati membri a dedicare almeno 3 miliardi di euro nell'arco di 5 anni all’ICT.

 

Nello specifico ecco così saranno distribuite le rimanenti risorse:

 

  • 5,5 miliardi per gli Innovation Hub. Il grosso di questa cifra, 5 miliardi, proverrà dai fondi nazionali e regionali mentre 500 milioni proverranno da Horizon 2020;
  • 6,3 miliardi la cifra stanziata per i componenti elettronici;
  • 6,7 miliardi per la European Cloud Initiative.

 

IL PRIMO PASSO VERSO IL DIGITALE: IL CLOUD

Al fine di mettere in pratica l'attività scientifica svolta in tutta Europa è prevista prima di tutto la creazione di un cloud europeo, un vero e proprio ecosistema condiviso che fornirà a oltre 70 milioni di ricercatori e professionisti del settore la possibilità di lavorare, gestire, archiviare, analizzare e riutilizzare i dati digitali prodotti in Europa.

Il progetto costerà 6,7 miliardi del finanziamento complessivo, di cui 2 miliardi provenienti da Horizon 2020 e la restante parte da investimenti pubblici e privati.

 

E-GOVERNMENT: LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PASSA AL DIGITALE 

Particolare attenzione è stata posta alla modernizzazione delle pubbliche amministrazioni grazie ad un piano specifico d'azione per l'e-Government, composto da 20 misure da adottare entro la fine del 2017.

  • l'istituzione di uno sportello digitale unico che permetta agli utenti di ottenere informazioni e assistenza nella risoluzione di problemi
  • l’interconnessione di tutti i registri delle imprese e il loro collegamento con il portale dell’e-justice, anch'esso sportello unico
  • un progetto pilota che consenta alle imprese di presentare una sola volta la propria documentazione, e che questa sia poi valida su tutto il territorio comunitario;
  • l'aiuto agli stati membri nello sviluppo di servizi di sanità elettronica, validi oltre i singoli confini nazionali
  • accelerazione della transizione alla firma elettronica e all'e-procurement validi in tutta l’Unione europea.