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Imprese, le nuove tecnologie sono sempre più rosa

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Secondo una recente indagine di Coupofy.com, le aziende guidate da donne crescono del 238% più velocemente di quelle degli uomini. Bene anche le startup. Alti livelli registrati in Usa, buoni risultati anche a Parigi e Londra. E l’Italia?

Il mondo delle nuove tecnologie si tinge sempre più di rosa. Secondo un’indagine pubblicata nei giorni scorsi da Coupofy.com, che prende in considerazione le otto aziende più importanti del settore, la presenza delle donne cresce del 238% in maniera più veloce rispetto a quella dei colleghi maschi, andando ad occupare anche posizioni apicali nelle imprese di successo.

 

STARTUP FEMMINILI: BENE GLI USA; IN EUROPA DOMINANO PARIGI E LONDRA

Una tendenza confermata anche dalla nascita di nuove startup guidate da figure femminili di spessore. Il 20% delle neonate imprese nel mondo hanno a capo una donna. I livelli più alti sono registrati negli Stati Uniti, in particolare nelle città di Chicago e Boston, rispettivamente facendo registrare il 30% e il 29%. Buoni risultati sono stati riscontrati anche nella Silicon Valley, mentre in Europa la prima posizione spetta a Parigi, con il 21%, seguita da Londra con il 18%. Più in generale, nel corso degli ultimi cinque anni, la loro percentuale di crescita è globalmente raddoppiata, passando dal 9,5% del 2009 al 18% del 2014.

 

Leggi anche: Cresce il tasso di aziende rosa in Italia

 

CEO E CIO DELLEBGRANDI AZIENDE: IL “FATTORE D” RADDOPPIA

Insomma, il fenomeno sembra inarrestabile. Non solo tra i Ceo delle più importanti imprese mondiali ci sono donne di un certo calibro, si pensi tra tutte a Marissa Ceo di Yahoo e a Meg Whiteman di HP. Il loro numero cresce anche nel ruolo di Cio (Chief Information Officer), come nel caso di Ford e Walmart. Nel 2012 ne erano solo 61 in tutto il mondo, oggi ne sono 87. Ma non è tutto oro quel che luccica. La maggior parte di queste figure ha un tempo di permanenza nel settore molto limitato.

Il 30% ha affermato di lasciare per via dei salari bassi, mentre un altro 27% lo fa per il poco tempo che resta da dedicare alla famiglia, altro tema molto discusso. Ma non mancano i problemi con i colleghi dell’altro sesso e per via del cattivo ambiente che si crea in molte imprese, motivo per cui molte danno vite a startup su misura. Per quanto riguarda il patrimonio, non siamo sui livelli dei vari Steve Jobs o Mark Zuckerberg, ma il 7% dei 100 paperoni dell’universo tech è rappresentato dalle donne. Solo il 4,2% però degli investitori venture capital sono donne.

 

Per approfondire: Donne e imprese: una marcia rosa in più

IN ITALIA NASCE IL NOE, NUOVO ORIENTAMENTO DI SVILUPPO ECONOMICO

Intanto, anche se il nostro Paese non compare tra quelli più avanzati in fatto di tecnologia e mondo femminile, ci si sta attrezzando per non restare a guardare. È recente la notizia che le imprenditrici, i dirigenti d’azienda e le professioniste di Aidda (Assocazione Imprenditrici Donne Dirigenti Azienda) hanno creato il cosiddetto Noe, Nuovo orientamento economico, un laboratorio permanente, che partirà il prossimo gennaio, per la definizione di nuovi modelli di sviluppo attraverso l’introduzione di una prospettiva di genere che aiuti a superare la crisi economica del momento. Perché, come ha dichiarato Antonella Giacchetti, vicepresidente dell’Aidda, “partiamo dalla convinzione che la causa principale dello squilibrio del sistema che ha portato alla situazione attuale sia proprio quello derivante dalla prevalenza di valori maschili rispetto a valori femminili nell’assunzione delle decisioni ad ogni livello”.