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Imprese femminili, in crescita le under 35 e il settore sociale

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Benevento la capitale delle aziende in rosa, agricoltura e commercio tra gli ambiti più dinamici: la fotografia di Unioncamere tra sviluppo e nuove iniziative, come il social network Work Wide Women

Si assottiglia ulteriormente il gender gap nella selezione di candidati da parte delle imprese: oltre la metà delle assunzioni del prossimo anno saranno rivolte indistintamente ad entrambi i sessi, contro il 43,8% del 2011. In alcuni settori in particolare, come le imprese sociali, il dato è ancora più positivo con il 68,4% delle possibilità di trovare lavoro da parte di candidate, con ulteriore conferma nei programmi di assunzione del settore che preferiscono le donne (ben il 26,3%).

 Sono dati previsionali, quelli pubblicati dall'Osservatorio dell'imprenditoria femminile di Unioncamere-InfoCamere, ma che si basano su percentuali e dinamiche reali, analizzati a settembre 2014 insieme al Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro.

 

CRESCONO LE IMPRESE FEMMINILI UNDER 35

È sempre più rosa l'imprenditoria giovanile in Italia, dove il 27,7% delle aziende è rosa. Una fotografia positiva in particolar modo per le realtà guidate da under 35, che negli ultimi sei mesi sono aumentate del 6%. La maggior parte delle iniziative riguarda attività in proprio, in cui le donne si mettono in gioco con coraggio anche in un contesto economico incerto. In alcune regioni come Umbria, Abruzzo e Basilicata il dato è ancora più significativo, incidendo sul tessuto imprenditoriale per il 30% in media. Nel registro tenuto dalle Camere di commercio, su 618.345 imprese giovanili iscritte fino al 30 settembre, ben 171.299 sono guidate da imprenditrici.

 

LE IMPRESE SOCIALI FEMMINILI

Il settore sociale emerge come quello più attrattivo per le imprese femminili, con una spiccata prevalenza nel Nord Italia con il 75% delle posizioni da ricoprire, in netto distacco con l’incremento medio nazionale di 7 punti percentuali dal 2011.

Per approfondire: Gli aiuti alle imprese femminili per R&D e agroalimentare


DOVE SONO CONCENTRATE LE IMPRESE ROSA?

Non solo le under 35, ma anche le imprese femminili in toto stanno conoscendo un incremento significativo: delle 6.949.220 aziende registrate al 30 settembre, 1.297.544 sono guidate da donne. Mentre la base imprenditoriale generale è cresciuta dello 0,4% nei sei mesi precedenti all'indagine, quella riguardante il mondo femminile ha doppiato con un aumento dello 0,8%. Le regioni che detengono il primato nel numero di aziende rosa sono Lombardia, Lazio e Campania che insieme ne detengono più del 33%. Il Mezzogiorno raggruppa alcuni degli esempi più virtuosi di sviluppo imprenditoriale femminile: in particolare Benevento può considerarsi la capitale con 3 aziende su 10 guidate da donne.

 

I SETTORI PIU' DINAMICI

Il 46% delle imprenditrici italiane si concentra in settori come commercio e agricoltura. Ci sono invece alcune sacche imprenditoriali in cui il livello sale oltre la media, ne sono un virtuoso esempio i servizi alla persona con il 49,7%, la sanità e assistenza sociale con il 38,4%, seguiti da istruzione (29,4%) e ristorazione-alloggio (29%).

Leggi anche: Boom delle imprese femminili in agricoltura nel 2014 

 

IL SOCIAL NETWORK PER IL LAVORO FEMMINILE

Si chiama Work Wide Women ed è una piattaforma social ideata da un team femminile per aiutare le donne a cercare e trovare lavoro. In un contesto di sviluppo dell'imprenditoria in rosa, un aiuto prezioso viene dal web e dalle sue risorse, con l'obiettivo di colmare un buco nell'occupazione femminile che resta comunque importante. Linda Serra, fondatrice della start-up ideata nel 2013 e nata a marzo 2014, si è posta l'obiettivo di insegnare “i mestieri del futuro” a chi non ha un lavoro e cerca di ricollocarsi nel mercato, attraverso un'offerta formativa che si articola tra webinar e e-learning. I corsi, per ora articolati in 7 sezioni che vanno dalla stampa 3D al community management, costano 30 euro l'uno. 


Mario Luongo

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