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Imprese e crescita, ancora troppo forte la pressione fiscale

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I dati di InfoCamere: nonostante l'impegno di istituzioni e associazioni, il tax rate è aumentato per le imprese dei settori energia, sanità e costruzioni. Palermo e Roma le città più colpite

Nonostante gli impegni di istituzioni e associazioni di categoria, nel corso degli ultimi anni la pressione fiscale sulle aziende italiane sembra non essere arretrata. Anzi, negli anni 2012-2014, il tax rate è aumentato notevolmente per le società attive nei settori dell'energia, della sanità, delle costruzioni e dei servizi. Sono questi alcuni dei dati elaborati da InfoCamere su un campione di 234mila imprese, che hanno depositato i bilanci relativi all'anno scorso.
 

SETTORE MANIFATTURIERO: CRESCE L'INCIDENZA DI IRES E IRAP SUI PROFITTI

Non se la cava meglio il comparto manifatturiero, dove non solo l'incidenza di Ires e Irap è cresciuta sui profitti dello 0,1%, ma ad essere incrementate sono state anche le imposte rispetto all'anno precedente, con un tax rate medio del 35,5%, percentuali che sfiorano il 40% per molte Pmi di grandi città. Anche se l'incidenza media del prelievo è calata nel 2014 rispetto al 2012 dell'1,1%, per alcuni settori questo dato rimane inviariato. 
Con ciò, InfoCamere ha voluto sottolienare come le micoragevolazioni introdotte negli ultimi anni e gli annunci della politica abbiamo portato ben pochi vantaggi reali alle aziende italaine, sempre più strette nella morsa del fisco. Se il tax rate, e cioè l'incidenza della pressione fiscale sugli utili, si è attestata attorno al 32,8%, è solo perchè l'analisi si riferisce esclusavamente alla componente Ires e Irap in relazione all'utile ante imposte. 

IMPRESE ENERGETICHE: PAGATE 115.800 EURO DI TASSE IN PIU' RISPETTO ALL'ANNO PRECEDENTE

Come si è visto, le aziende più penalizzate sono quelle dei settori sanitario, edile ed energetico. Addirittura, le imprese di quest'ultimo comparto hanno pagato in media 115.800 euro di tasse in più rispetto all'anno precedente, quindi il doppio delle imposte versate dalle società manifatturiere. In conclusione, dunque, anche se i punti del Pil continuano a essere in contrazione, gli utili societari sono tornati a crescere e questo ha determinato un maggior prelievo fiscale. 
 

LA GEOGRAFIA DEL TAX RATE: LE PEGGIORI PALERMO E ROMA

Ma come quale è la situazione a livello locale, città per città? A Palermo spetta il primato per numero di aziende manifatturiere colpite dalla pressione fiscale, con il 43,1%. Lo stesso vale per Torino, Firenze e Padova, anche se con percentuali più basse. A Roma il settore più colpito è quello delle costruzioni, con una crescita del tax rate in due anni del 4,3%, per cui l'imposta media pagata dal campione di oltre tremila piccole Srl è di circa 18mila euro. Queste differenze da una parte all'altra della Penisola si spiega in parte considerando l'Irap, accompagnata nelle Regioni meridionali da un incremento anche della pressione tributaria. 
Come sottolienano gli esperti, si dovrà ora verificare come i bilanci 2015 reagiranno all'unica misura prevista per quest'anno, e cioè la decontribuzione per i neo assunti e la deduzione del costo del lavoro dall'Irap, prevista nella Finanziaria dello scorso anno. Anche se serà, secondo le intenzioni del Premier Matteo Renzi, il 2017 l'anno della sforbiciata vera e propria sulle imposte.