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Imprese, bolletta elettrica più leggera per le Pmi del terziario

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La riduzione è stata del 2,7% nel secondo trimestre del 2015, secondo i dati Icet di Confcommercio. Il risultato dipende dalla contrazione del prezzo all’ingrosso dell’energia, mentre pesano ancora gli oneri di spesa

Il secondo trimestre 2015 segna per le imprese del settore dei servizi una riduzione della spesa per la bolletta elettrica del 2,7% rispetto all’inizio dell’anno. È quanto rileva l’Indice Costo Elettricità Terziario (ICET) di Confcommercio, che misura l’andamento della spesa per la fornitura di energia alle Pmi in regime di maggior tutela. Addirittura, il calo è stato del 6,8% rispetto allo stesso periodo nel 2014. Ciò significa che le aziende italiane sono tornate ai livelli del 2012.

 

Leggi anche: Imprese, nel 2015 risparmi fino a 2 miliardi sulla bolletta elettrica

 

I RISPARMI IN BOLLETTA PER TIPOLOGIE DI IMPRESA

 

I dati Icet sono stati elaborati dal Settore Ambiente e Utilities di Confcommercio, che ha calcolato i benefici economici su base annuale e trimestrale per le diverse tipologie di impresa del settore dei servizi: alberghi, ristoranti, bar, negozi alimentari e non alimentari.

 

Come si vede nell’Infografica di Energie Sensibili, per ogni tipologia di impresa viene calcolata una stima del risparmio annuale in bolletta sulla base del livello attuale dell’indice Icet.  Le variazioni nei prossimi trimestri potrebbero quindi apportare delle modifiche.

 

 

PROSPETTIVE PER IL 2015: LUCI E OMBRE

 

 “È bene sottolineare - ricorda Renato Pesa, Responsabile del Settore Ambiente e Utilities di Confcommercio - che questa riduzione in bolletta è dovuta soprattutto all’andamento delmercato all’ingrosso dell’energia, che ha fatto registrare dall’inizio dell’anno una contrazione dei prezzi di circa il 13% rispetto a quelli medi relativi al quarto trimestre del 2014. Si tratta di una buona notizia ma che dobbiamo prendere con cautela, considerando i limiti imposti alle possibilità di risparmio dagli attuali oneri di spesa”.

Questi infatti incidono ancora per circa un terzo del totale dei costi in bolletta, essendo cresciuti quest’anno del 1,2% e potrebbero salire ancora, a causa di altre spese, come lo smaltimento dei rifiuti radioattivi che nel 2015, con la realizzazione di un Deposito Nazionale, comporterà un aggravio straordinario di 120 milioni di euro per le casse dello Stato. “Stiamo comunque ancora aspettando da parte dell’Autorità per l’Energia – aggiunge Pesa -  un chiarimento sull’effettiva comparsa in tariffa di questi costi aggiuntivi”.

 

 GLI OSTACOLI AL LIBERO MERCATO DELL’ENERGIA

 

“L’effetto più negativo degli attuali oneri di sistema – aggiunge Renato Pesa – è di limitare i vantaggi del mercato libero dell’energia, lasciando una quota dei costi del 26%, che si traduce in un margine di risparmio per le imprese che può oscillare intorno al 2%. Anche per questo motivo il Governo, con il Ddl Concorrenza, prevede di abolire il regime di maggior tutela a partire dal 1 gennaio 2018”.

 

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