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Il sindaco di Bertonico: Nonny ha portato serenità nell’emergenza

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Il sindaco della cittadina del Lodigiano, a due passi dall'epicentro del contagio: “Grazie ai dispositivi donati da Sorgenia alcuni anziani hanno potuto vedere i propri cari. E ora c’è voglia di normalità”

“Non vedo l’ora di tornare alla normalità. A volte salgo in macchina per andare in Comune cercando proprio questo, un momento di ritorno alle vecchie abitudini che mi riporti alla situazione pre-emergenza coronavirus. Da un’esperienza come quella che abbiamo vissuto in questi mesi rimarremo provati molto a lungo, anche soltanto le immagini che abbiamo visto in Tv saranno destinate a lasciare un segno profondo. E lo dico nonostante nel nostro Comune non abbiamo vissuto i numeri drammatici che si sono registrati soltanto a pochi chilometri da qui”. A parlare è Angelo Chiesa, sindaco di Bertonico, piccola cittadina del Lodigiano, a due passi dall'epicentro del contagio in Lombardia, a ridosso di Castiglione D’Adda.

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Territorio che Sorgenia conosce bene perché qui a Bertonico, dal 2012, è attiva una delle sue centrali. Costruita secondo le più moderne tecnologie di produzione termoelettrica in termini di rendimento, compatibilità ambientale e sicurezza, in questo momento difficile la centrale ha visto impegnati i suoi dipendenti in una generosa e attenta riorganizzazione del lavoro per fronteggiare l'emergenza coronavirus e garantire la qualità e la sicurezza del servizio.

All’Amministrazione di questo paese dove peraltro vivono alcuni dei dipendenti della centrale, Sorgenia ha donato due tablet Nonny, per fare in modo che gli anziani isolati in casa potessero mantenere con facilità almeno il contatto visivo con i loro cari.

Sindaco Chiesa, come è nata l’idea e che impatto ha avuto sulla vostra comunità?

L’idea è nata in collaborazione con un nostro consigliere, che lavora in Sorgenia. Abbiamo immediatamente aderito, e ho trovato l’iniziativa molto utile, soprattutto nel momento che stiamo attraversando. Abbiamo destinato i due device a due persone anziane, li abbiamo programmati per le loro esigenze: hanno reagito con entusiasmo. Il bello di questa iniziativa è che con il Nonny le persone hanno potuto trovare dei momenti di serenità, grazie a un rapporto virtuale ma visivo - oltre che vocale - con i loro familiari e le persone a loro più care. Sono stati veramente soddisfatti, e noi felici di aver potuto mettere a loro disposizione uno strumento così utile. Indipendentemente dal numero di dispositivi che abbiamo distribuito, il dono di Sorgenia è stato un’iniziativa molto apprezzata da me personalmente e dai colleghi in Consiglio comunale, oltre che da chi ne sta facendo uso.

Qual è oggi la situazione nel vostro Comune?

Siamo arrivati ad avere zero contagiati, e dall’inizio dell’emergenza ne abbiamo avuti sul nostro territorio in tutto tre. Una situazione abbastanza strana se si considera che siamo a 3-4 chilometri da Castiglione D’Adda, il Comune in cui era residente il “paziente uno” che si è rivolto all’ospedale di Codogno. A Castiglione si sono superati gli 80 morti, mentre noi abbiamo registrato soltanto tre contagi “certificati” di Covid-19. Una persona è deceduta: ha avuto la sfortuna di avere un problema cardiaco e andare al pronto soccorso di Codogno proprio nel giorno in cui è esploso il contagio, e i due fattori combinati non gli hanno lasciato scampo. Le altre due persone contagiate si sono invece con il tempo riprese, come anche tutti coloro che sono stati costretti alla quarantena per aver avuto contatti diretti con loro. Altre tre vittime, infine, erano residenti a Bertonico ma ricoverate in case di riposo fuori dal nostro territorio, dove sono entrate in contatto con il virus.

Essere nel pieno della zona rossa, oltre ai problemi di carattere sanitario, ha creato anche una serie di problemi “sociali” nel vostro territorio?

Abbiamo avuto problemi soprattutto nella prima fase, con l’ufficio postale chiuso, senza banca e quindi senza Bancomat. Poi, trascorsi i primi giorni, con il tempo e con l’abitudine la situazione si è stabilizzata. Mi piace sottolineare che quando abbiamo messo a disposizione la Protezione civile per aiutare le persone che non potevano da sole ritirare la pensione o andare in banca o fare la spesa, non abbiamo avuto richieste: questo vuol dire che a Bertonico la rete parentale ha funzionato, che i figli si sono messi a disposizione dei genitori e li hanno aiutati ad affrontare il momento difficile. Anche sul distanziamento sociale, dopo i primi sette-dieci giorni necessari ad abituarsi alle nuove regole, la cittadinanza ha risposto bene. Ogni volta che ho voluto controllare di persona ho visto che i cittadini hanno affrontato con grande prudenza la situazione, e questo probabilmente è stato determinante a frenare il contagio.

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Bertonico durante il lockdown

Qual è stato in generale l’impatto del Covid-19 sul Comune di Bertonico?

La nostra popolazione è di circa 470 famiglie, di cui 150 sono composte da persone sole, la maggior parte delle quali è in età avanzata. Oltre il 40% della nostra popolazione è vicina o ha superato i 70 anni. Per questo abbiamo fatto tutto il possibile per non far mancare l’assistenza, e tutti si sono messi a disposizione, dai consiglieri comunali alle associazioni, alla protezione civile. Sono orgoglioso del fatto che Bertonico abbia una popolazione che ha rispettato le disposizioni del Dpcm. I più anziani non sono praticamente quasi mai usciti di casa, aiutati dai familiari, mentre gli altri lasciavano la loro residenza soltanto per le necessità improrogabili. È stato importante infine aver lasciato l’edicola sempre aperta, anche nel periodo più difficile, perché tra l’altro era l’unico punto in cui poter usufruire di alcuni piccoli ma fondamentali servizi come le ricariche telefoniche.

A questo punto potete iniziare a pensare alla fase 2?

Praticamente siamo pronti da sempre alla fase due. Bertonico con i suoi zero contagi è pronta, ma il problema è tutto il territorio che abbiamo intorno, perché il contatto con gli altri è evidentemente ancora pericoloso. Credo che tutti non vediamo l’ora di lasciarci alle spalle questo brutto periodo, la voglia di normalità è davvero tanta.