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Il ritorno delle Gif, nuovo mezzo di comunicazione aziendale

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Da 30 anni sono un potente strumento per catturare l'attenzione dei pubblici di riferimento

Le GIF nate con il World Wide Web, nel lontano 1987, hanno raggiunto una diffusione strabiliante e inaspettata. Il termine descrive sia il formato del file che il contenuto ossia immagini animate in loop formate da un massimo di 256 colori. Dunque immagini di bassa qualità che, agli albori del web, erano l'unica forma di animazione possibile, attestati i limiti di banda dell'epoca.

Oggi queste limitazioni sono venute meno ed Internet si è trasformata in uno spazio adatto alla fruizione di video ad alta definizione, sempre più spettacolari. Nonostante ciò, dopo 30 anni, le GIF non sono morte, anzi stanno vivendo una seconda giovinezza soprattutto grazie a Giphy.

 

Giphy è la società fondata da Jace Cooke e Alex Chung nel 2013 con lo scopo di creare un motore di ricerca per questo particolare tipo di animazioni. Col tempo agli utenti registrati è stata data la possibilità, non solo di cercare, ma anche di creare le proprie GIF da un video, pubblicarle e condividere al di fuori della piattaforma.

 

Oggi tutti social network e i servizi di messaggistica istantanea permettono l'utilizzo di questa nuova forma di comunicazione, preferita soprattutto dai più giovani utilizzatori. La forza delle GIF sta nella possibilità di esprimere velocemente, senza parole, uno stato d'animo, citando nel contempo la scena di un film o di un evento pubblico, facendo così riferimento ad un background culturale comune con i destinatari del messaggio. 

Ultimamente Facebook ha introdotto una nuova funzione che permette alle aziende di creare dei sondaggi alle cui risposte associare una GIF, al fine di stimolare le interazioni e le condivisioni.

 

Per avere un'idea della diffusione delle GIF vi basti pensare che Giphy ha ben 200 milioni di utenti attivi al giorno e 250 milioni di utenti mensili del sito web. Ogni minuto su Facebook Messenger vengono condivise 25.000 GIF  e nel 2016 ne sono state postate 13 miliardi.

Su Tinder, la famosa app per incontri, c'è un 30% in più di possibilità di stimolare una conversazione se la si inizia con una GIF.

 

Ormai anche le aziende hanno capito che questo modo di comunicare può essere utile per catturare l'attenzione dei loro pubblici di riferimento, soprattutto se giovani.

Brand come MTV, FOX, Disney, Nike, Calvin Klein, General Electric, Pepsi, The Huffington Post, ma anche politici come Barack Obama usano Giphy per "giffare" i propri contenuti e spezzettarli in "snack" da usare nelle attività social.

 

Ecco alcune idee di GIF da utilizzare nella comunicazione aziendale.

 

- GIF con testimonial come quelle usate da Nike per promuovere i suoi prodotti.

via GIPHY

- GIF timelapse come quelle create dal festival musicale Coachella per testimoniare la spettacolarità dell’evento e il gran numero di persone presenti.

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- GIF creative come quelle contenute in diversi tweet sequenziali della bibita Mountain Dew.  

- GIF mosaico fatte da tanti riquadri animati che alla fine compongono un’immagine (ad esempio la locandina di un film).  

- GIF per eventi live: in questo caso gli spezzoni salienti di un evento live vengono trasformati in animazioni e condivisi immediatamente sui social per amplificare la portata dello show. Ad esempio le GIF create per la New York Fashion Week hanno generato oltre 106 milioni di visualizzazioni, mentre quelle per l’MTV Video Music Awards oltre 335 milioni. 

- Cinemagraph: si tratta di particolari gif ad effetto straniante perché mostranti una scena fissa, nella quale solo un elemento è in movimento. Alcuni esempi li trovate su www.cinemagraphs.com, mentre per creare l’effetto si possono usare app come Cinemagraph Pro (per Mac) e Blink (per Windows).

 

In definitiva le GIF sono un potente strumento di comunicazione visiva, ma vanno usate con estrema parsimonia. Naturalmente sempre in maniera coerente con la strategia di business,  l’immagine del brand e il tono di comunicazione che il pubblico si attende dall’azienda.