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Il rispetto dell’ambiente? Un gioco da bambini

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Statuette di farine, peluche in materiali naturali e automobiline di cartone: così i bambini imparano a giocare in modo “green”

Ci sono volte in cui una cicogna non porta soltanto un bebè. In quel fagotto sorretto dal becco lungo e giallo ci sono anche nuove consapevolezze, sensibilità, esigenze. E cosa preoccupa di più un neogenitore se non il futuro del proprio bambino su questo Pianeta?

 

È con questo spirito che sempre più famiglie si avvicinano, o meglio ritornano, ai giochi tradizionali: quelli di stoffa o legno, quelli che usano materiali di uso quotidiano come le farine e che oggi definiremmo in modo assai più altisonante “biologici”. Una nuova tendenza che ha preso piede nelle case e nelle scuole, a cominciare dagli asili nido dove le strutture più moderne vantano laboratori di manualità da cui escono statuette di miglio, oppure grandi cesti di giocattoli dove il legno, la seta e il cartone hanno preso il posto della plastica.

 

Sono tante le proposte che si trovano in commercio, per tutte le fasce di età. Dai sonagli di legno alle bambole di pezza per i piccolissimi, alle automobiline di cartone che possono essere colorate e decorate. Si può giocare con la seta naturale, con cui realizzare costumi a tema, aquiloni o cuscini; con il cotone e con la lana vergine si possono fare dei peluche. Si può imparare che l’ambra rilascia acido succinico, un analgesico naturale che può aiutare i più piccoli nel periodo della dentizione, come insegna la tradizione popolare dell’est europeo. O ancora che i noccioli di ciliegia, che possono essere utilizzati come imbottitura delle bambole, grazie alla capacità di accumulare il caldo o il freddo sono un ottimo rimedio per alleviare i dolori.

 

“Amo i giocattoli”, racconta a Energie Sensibili Rosa Carrara, ecomamma e fondatrice del sito internet Pongazio dove vende giochi in materiali naturali e lavorati a mano. “I miei articoli sono creati con gli scarti delle stoffe, conservo tutti i ritagli e li riutilizzo, utilizzo principalmente cotone, ma anche pile, raso, microfibra, ciniglia, velluto”. Non solo: l’impiego dei materiali bio diventa anche l’occasione per recuperare alcuni giochi della tradizione, quelle attività – spesso fatte all’aperto – che sono andate perse dietro agli schermi dei computer e alle consolle dei videogiochi. “I giocattoli creati da me – continua la proprietaria di Pongazio – sono indirizzati ai bambini da un mese in su e sono tutti giochi sensoriali: pupazzi, libri, giochi da viaggio, per la dentizione, tappeti e coperte”.

 

I giochi ecologici, insomma, diventano un’occasione non solo di svago ma anche di insegnamento. In un’epoca di grande attenzione alla salvaguardia delle risorse naturali, i più piccoli imparano a riconoscere e rispettare quello che la natura offre e i loro genitori hanno la possibilità di fare scelte che diminuiscano l’impatto dei consumi sull’ecosistema, senza per questo rinunciare al divertimento. La filosofia dei giochi ecosostenibili, infatti, sposa quella del commercio solidale, del km0, dell’impiego di processi produttivi a risparmio energetico nel rispetto di se stessi e dell’ambiente in cui si vive: qualcosa che prima si impara meglio è.