Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Il murales eco-friendly in difesa dell’ambiente

  1. Home
  2. Life
  3. Il murales eco-friendly in difesa dell’ambiente

È un’opera di street art romana che depura l’aria trattenendo lo smog. Il soggetto? Un animale in via d’estizione: l’airone blu

L’arte che ci piace è quella che invade le strade, i muri dei palazzi e li “sporca” per cercare di svegliare qualche coscienza assopita. Come il coloratissimo e ambientalista: Hunting Pollution. Si tratta del murales green più grande d’Europa, e non dovrete arrivare lontano per ammirarlo, basta passeggiare lungo una via di Roma: via Ostiense. 

Grande mille metri quadrati, quest’opera ha come obiettivo quello di far aprire gli occhi sul futuro della nostra Terra. Lo fa partendo dallo stesso materiale utilizzato, l’Airlite, una particolare vernice capace di eliminare gli odori e ridurre l’inquinamento atmosferico, depurando l’aria di quasi il 90%. 

Il murales è stato realizzato dal milanese Federico Massa, in arte Iena Cruz che ci ha raccontato meglio questo incredibile progetto.

 

streetart_ostiense_sorgenia.jpg

 

Iena Cruz, come è nata l’opera di street art Hunting Pollution?

 

È nata da un incontro a Brooklyn con Veronica De Angelis, giovane fondatrice dell’associazione culturale no profit Yourban2030 e imprenditrice green. 

Entrambi eravamo mossi dall’esigenza di usare un linguaggio artistico volto a sensibilizzare la popolazione affinché si potesse avvicinare a temi come la salvaguardia dell’ambiente e il rapporto tra l’uomo moderno e il mondo naturale. 

Inoltre, uno dei sogni di Veronica era quello di dipingere un palazzo di sua proprietà che si trova in uno degli snodi più trafficati della Capitale, in via del Porto Fluviale nel quartiere Ostiense. Così abbiamo unito i desideri di entrambi. Ho accettato l’incarico e sono partito da New York per raggiungere Roma. 

Dopo aver completato la parte progettuale, abbiamo pensato a quella che sarebbe stata la ciliegina sulla torta, il materiale con cui realizzare l’opera. E abbiamo scelto di farlo con un materiale eco-friendly, che fosse in grado di assorbire lo smog e ripulire dall’inquinamento l’aria circostante. 

 

Come mai hai scelto di rappresentare l’airone?

 

Negli ultimi tempi ho abbracciato attraverso le mie opere temi sensibili, come il riscaldamento globale e la lotta alla sopravvivenza animale contro l’impatto inquinante causato dall’uomo. L’airone è purtroppo uno dei tanti animali in pericolo d’estinzione, ecco perché l’ho scelto come fulcro della mia opera. 

Come si può notare, dall’alto scendono gocce nere di petrolio, dal basso si muovono violenti tentacoli che si espandono fino al mare, minacciando così l’ecosistema. 

L’opera ha una doppia chiave di lettura. Da un lato l’animale acciuffa la preda in un mare inquinato, dall’altro il murales cattura le polveri dell’inquinamento. 

Da questo nasce il desiderio di riprodurre un elegante e statuario airone blu che si erge sopra un barile di petrolio. È l’emblema della società che si basa sui consumi, divenuto ormai parte integrante dell’habitat circostante.

 

 streetartist_sorgenia.jpg

 

Hunting Pollution è realizzato con una particolare pittura: sei il primo in Italia ad averla utilizzata?

 

Non credo di essere il primo ad avere usato l’Airlite. Per il messaggio che il murales contiene, per la composizione e le dimensioni, certamente sì.

Hunting Pollution è stata la mia prima opera realizzata con questa innovativa pittura e spero di farne presto altre, perché si tratta di un materiale inorganico a elevata traspirabilità. 

La sua azione è simile alla fotosintesi clorofilliana delle piante che si attiva con la sola energia della luce ed è in grado di ridurre agenti inquinanti come gli ossidi di azoto, la formaldeide. Inoltre, elimina il fumo di sigarette e spiacevoli odori. Come ho detto, la mia produzione si è focalizzata su climate change, global change, animali in pericolo d’estinzione, riscaldamento globale e inquinamento. Così ho unito idea e vernice per un’opera ambientalista.

 

Hai smesso di utilizzare le bombolette spray? 

 

In realtà, non ancora, anche se vorrei. Però, da diverso tempo utilizzo materiali non inquinanti, come l’Airlite. 

La bomboletta spray è per il graffitaro come il pennello per il pittore e lo scalpello per lo scultore, insomma un elemento quasi imprescindibile per le proprie opere. Fa parte del mio background e non posso rinnegarlo. Tuttavia, spero che le compagnie produttrici di bombolette spray possano creare una formula che sia 100% eco-friendly. 

Sul mercato si trovano già bombolette spray a base di acqua, quindi sono fiducioso sul fatto che presto, grazie alla tecnologia, verranno creati materiali che permettano a tutti gli artisti di continuare a usare gli spray senza però contaminare l’ambiente. 

 

Da artista attento a mettere in luce alcuni temi legati alla sostenibilità ambientale, cosa pensi dei movimenti giovanili che si stanno diffondendo su scala mondiale, come il Fridays For Future?

 

È importante che le nuove generazioni e non solo, si mobilitino a far sentire la propria voce in un momento così delicato e fragile. L’inquinamento ambientale è un fenomeno mondiale che sta compromettendo il futuro di tutti. È giusto che la mobilitazione metta in luce idee e soluzioni brillanti per risolvere un problema così grande. 

Penso che ognuno di noi possa contribuire almeno a non peggiorare una situazione già grave di per sé. Non è mai banale ripetere concetti come questi che sembrano apparentemente scontati. Ad esempio come non sprecare l’energia elettrica o l’acqua, fare la differenziata, diminuire l’assunzione di carne nella propria alimentazione. Ma soprattutto, cercare di informarsi il più possibile sui prodotti che utilizziamo ogni giorno. Alcuni di questi sono realizzati con materiali tossici a causa dei quali vengono compromesse intere aree naturali.  

Possiamo salvare il Pianeta, dobbiamo avere coscienza di questo e agire attraverso la politica e l’arte in tutte le sue forme. 

 

Credits: Benedetta Ristori