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Il genio visionario di Bellini alle Colazioni Digitali

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L’uomo che ha detto di no a Steve Jobs e ha progettato il primo pc ha incantato la platea degli incontri dedicati all’innovazione

“Un assaggio di futuro” è quello che ogni mese Sorgenia e Corriere Innovazione, portano al pubblico delle Colazioni Digitali. Il secondo incontro ha avuto come tema “Design e digital”. Protagonista, l’uomo che il futuro non l’ha solo assaggiato, ma l’ha ideato e continua a progettarlo: Mario Bellini. Architetto e designer di fama internazionale che ha riscritto la storia della tecnologia digitale applicando la sua filosofia di “umanizzazione delle macchine”. La macchina è uno strumento al servizio dell’uomo e in quanto tale deve avvicinarsi sempre di più alla persona che la manovra “e per interagire con noi devono avere sembianze umane, - ha spiegato Bellini all’appuntamento del 12 aprile - ad esempio il P 101 ha occhi e bocca”.

 

BELLINI “VI RACCONTO COME HO DATO FORMA AL PC”

Lui stesso è stato il primo a progettare il design della macchina che più di tutte si avvicina all’uomo: il personal computer. È stato Bellini in persona a immaginare l’Olivetti P 101 (Programma 101 il nome completo), considerata da molti il primo esempio di elaboratore personale al mondo. Il primo ad essere dotato delle principali caratteristiche dei calcolatori dell’epoca, ma destinato per la prima volta nella storia all’uso dell’uomo. Con questa macchina, solo per fare un esempio del suo straordinario potenziale, la Nasa monitorò il primo allunaggio.

Mario Bellini umanizzò il meccanismo su cui da anni stava lavorando l’ingegner Pier Giorgio Perotto, pioniere dell’informatica, noto come il primo esempio di pc: il Programma 101 del 1965. “Il designer deve avere la capacità di trasformare un meccanismo in una macchina che entra in rapporto con l’essere umano che la deve usare. Il design deve permettere a te umano di capire la macchina che si porge a te ed è stata disegnata per te”.

 

QUELLA VOLTA CHE BELLINI DISSE DI NO A STEVE JOBS

Il fascino di Bellini, la sua cultura sconfinata e le esperienze di un vissuto unico hanno stregato il pubblico delle Colazioni Digitali. Di sicuro impatto, l’aneddoto di quando il designer italiano disse di no addirittura a Steve Jobs.

Come l’Olivetti, grande eccellenza italiana, scelse il grande genio visionario di Mario Bellini anche altre aziende internazionali lo corteggiarono.  Jobs chiese al designer di avvicinarsi a Cupertino e iniziare a immaginare i prodotti Apple.

“Per ben due volte dissi di no a Steve Jobs, - ha raccontato Bellini - che all’epoca stava facendo cose davvero interessanti. Ma io volevo essere libero e l’entrare alla Apple mi avrebbe precluso la possibilità di lavorare alla mia più grande passione, l’architettura”.

 

MANCINI “L’UMANIZZAZIONE DEGLI OGGETTI MIGLIORA LA QUALITÀ DELLA NOSTRA VITA”

Sorgenia, azienda energetica che ha scelto di convertirsi al mondo full digital, non poteva non accogliere quello che è stato definito il padre della forma del pc per offrire alla platea delle Colazioni Digitali un ospite di assoluto rilievo.

“La creatività e l’umanizzazione degli oggetti – ha dichiarato Gianfilippo Mancini, AD Sorgenia - sono fondamentali per farci vivere bene. Il design potrà aiutarci a progettare un mondo in cui le tecnologie digitali saranno sempre guidate dagli uomini”.

 

 

LO NOSTRO “CON BELLINI SIAMO TORNATI ALLE ORIGINI DEL DIGITAL”

“Come azienda – ha dichiarato Simone Lo Nostro, Direttore mercato e Ict di Sorgenia - siamo abituati a convivere con il digitale. Avere come ospite il papà del personal computer ha significato tornare alle origini del mondo digitale”.

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