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iBarter, rischi zero di insolvenza con il baratto online

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La piattaforma, ideata nel 2010 da un gruppo di professionisti torinesi, dà la possibilità alle imprese di scambiare beni e servizi senza spendere un solo euro

 Televisori in cambio di materiali di cancelleria, camere d’albergo per bottiglie di vino e cibo di qualità: ecco il baratto ai tempi del web 2.0. Sin dai tempi antichi, infatti, si ricorreva allo scambio multilaterale di beni e servizi senza denaro per superare i momenti di crisi economica. Grazie ad una piattaforma, ideata da un gruppo di manager e professionisti torinesi, questa primordiale modalità commerciale rivive in rete, mettendo in contatto tra di loro aziende diverse che, in questo modo, possono mantenere la propria competitività senza disporre di una grande quantità di liquidità.

 

LA STORIA E I NUMERI DEL SUCCESSO

iBarter, questo il nome della prima piattaforma italiana di baratto online, è nata nel 2010 da un gruppo di professionisti di Torino, la cui volontà era quella di creare un portale per la promozione dello scambio di beni e servizi per imprese e privati attraverso la moneta complementare del cosiddetto iBcredit. Dopo circa 4 anni di attività, il circuito conta di raggiungere nel corso del 2015 le mille aziende iscritte per un valore di scambi superiore ai 3 milioni di euro. Il bacino di utenti più numeroso, più del 90%, è costituito dalle pmi, con un fatturato che non supera i 10 milioni di euro, e attive nei settori più vari, dall’alimentare, all’arredamento, dall’oggettistica alla chimica, dalla stampa alle energie alternative.

 

COME FUNZIONA iBARTER

Tutti coloro che entrano a far parte del circuito possono scambiare beni e servizi senza necessariamente ricorrere al pagamento in denaro. Per ciascuna azienda interessata viene aperto un conto in crediti, gli iBcredits, proprio come se fosse un normale conto corrente bancario. A ciascun soggetto è affidato un fido bancario, cioè una possibilità ad andare in negativo sul proprio conto in crediti per acquistare ancora prima di aver venduto i propri prodotti. A questo punto, le imprese possono contattarsi direttamente attraverso la piattaforma, presentando direttamente le proprie proposte e trattando secondo le comuni leggi del mercato. Per ogni cessione il venditore matura un credito (che corrisponde ad 1 euro); tale credito potrà essere usato per acquistare prodotti o servizi da un altro membro del circuito.

 

 I VANTAGGI PER LE IMPRESE

“Non attingendo alla liquidità aziendale e al credito bancario – racconta Massimo Cirio, area marketing iBarter e tra i fondatori del circuito -, questo sistema permette non solo di avere dei vantaggi finanziari, ma anche di essere un utile canale complementare di marketing. Oltre al fatto che le aziende si trovano a pagare, in parte o totalmente, con i loro prodotti o servizi. Il pagamento in crediti fornisce maggiori garanzie, riducendo il rischio di insolvenza perché è iBarter che autorizza la transazione e trasferisce gli iBcredits da un cliente a un altro, e il credito della vendita è immediatamente disponibile per essere speso presso altre aziende”.