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I trend del social media marketing per il 2018

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Alcune delle possibili strade che i marketer potranno percorrere per migliorare le esperienze di consumo. Sperimentare sarà necessario per capire cosa funziona

L’anno che si è appena concluso è stato caratterizzato da una serie di scelte strategiche delle maggiori piattaforme tecnologiche, che hanno messo in risalto alcune tendenze, cruciali per i social media marketer nel 2018.

 

CONTENT MARKETING: VIDEO E STORIE  

L’attenzione ai contenuti è un elemento imprescindibile del marketing, anche se solo negli ultimi anni si è iniziato a dargli la giusta attenzione grazie alla creazione dell’etichetta di “Content Marketing”. Con la diminuzione, ormai acclarata, della reach organica su Facebook e gradualmente anche su Instagram, l’unico baluardo contro la perdita di rilevanza è proprio il contenuto. Ovviamente in un contesto di rete, avere il giusto contenuto è solo una precondizione. Diventa necessario comprendere le mutevoli meccaniche di diffusione, privilegiate dalle varie piattaforme.

In questo momento il video è la forma più gradita a Facebook che, nel tentativo di spodestare YouTube, sta premiando, con una maggiore visibilità, coloro che li producono, riuscendo a catturare l’interesse del proprio pubblico.

Anche Facebook Live è un elemento da considerare per stimolare i propri fan. La possibilità di trasmettere un evento in diretta, in mobilità, e ricevere domande e reazioni in tempo reale, dovrebbe essere sperimentata con attenzione,   

Le Storie, nate su Snapchat e poi copiate da Instagram e Facebook, stanno diventando un nuovo paradigma di comunicazione social. Non si tratta di un semplice collage di differenti elementi: foto, video, emojii, testo, disegni a mano libera, ma di una nuova forma di comunicazione che richiede una progettazione attenta. L’obiettivo è riuscire a raccontare una storia dinamicamente, stimolando il coinvolgimento emotivo dello spettatore.

Nel 2018 le Storie verranno incorporate anche nelle pagine Facebook per cui le aziende saranno obbligate a farci i conti.  

 

INSTANT MESSAGING + BOT

Gli Instant Messenger si sono ritagliati uno spazio di rilievo nella nostra comunicazione interpersonale, ma stanno diventando fondamentali anche nei rapporti tra aziende e consumatori. Le piattaforme che hanno superato il miliardo di utenti attivi mensili stanno aprendo le porte alle aziende. WhatsApp sta testando i profili aziendali certificati, mentre Facebook sta puntando sui BOT, per agevolare tutte le fasi di pre e post vendita.

I Chat BOT o Conversational BOT sono software che emulano il comportamento di un essere umano, riuscendo a capire il contesto delle domande degli utenti e apprendendo dalle conversazioni precedenti.

Aziende come Sephora, KLM, SnapTravel, North Face, usano i BOT per automatizzare e velocizzare i processi di awareness, acquisizione del cliente, acquisto e supporto. Usando la chat e scrivendo in linguaggio naturale, è possibile ordinare un prodotto, scegliere il destinatario della consegna, pagare e seguire anche il tracciamento della spedizione.  

Senza farsi troppe illusioni sull’intelligenza dei BOT, bisognerebbe considerare questa delle “interfacce conversazionali” una grande opportunità di miglioramento della customer experience.

 

REALTÀ AUMENTATA

Della Realtà Aumentata (AR) abbiamo parlato in un precedente articolo, ma vale la pena di sottolineare quali siano le opportunità per i marketer nel 2018.  Lo smartphone è la piattaforma, ormai matura,  attraverso la quale le aziende possono creare applicazioni di realtà aumentata e gli utenti possono usufruirne. I campi di applicazione sono innumerevoli e la creatività rappresenta l’unico limite.

Gli ambiti più adatti alle applicazioni AR sembrano essere la customer experience e l’engagement. Il primo riguarda la progettazione di software in grado di migliorare l’esperienza dell’utente, ad esempio permettendogli di valutare nel dettaglio un bene prima di acquistarlo, oppure di spiegarne il funzionamento più efficacemente di un manuale. Per farlo le aziende possono sfruttare i framework ARKit e ARCore, per sviluppare all’interno degli ambienti iOS e Android.

Il secondo ambito di applicazione della realtà aumentata interessa le attività di promozione di un prodotto e di puro intrattenimento. In questo caso le aziende, anziché sviluppare un’app stand-alone, potrebbero appoggiarsi alle opportunità offerte dalle piattaforme social.  Ad esempio Lens Studio e AR Studio sono i due ambienti, rispettivamente di Snapchat e Facebook, per creare maschere virtuali e adesivi tridimensionali “brandizzati” per le loro applicazioni.  

Quelle appena viste sono solo alcune delle possibili strade che i marketer potranno percorrere per migliorare le esperienze di consumo. Sperimentare sarà necessario per capire cosa funziona, ma sempre rimanendo sui binari tracciati dalla strategia di comunicazione.