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I nostri alberi di Natale? Valgono 150 milioni di euro

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Gli abeti muovono ogni anno un business considerevole. Lorenza Colletti, del Corpo forestale: “Alla fine delle feste cerchiamo di recuperarli per dare loro nuova vita”

Sei milioni di abeti per un giro d’affari di 150 milioni di euro. Tanto è stimato ogni anno in Italia il business dell’albero di Natale: un verde e profumato simbolo delle Feste che spesso, subito dopo l’Epifania, passa direttamente dal salotto al secchio della spazzatura.

 

Per una gestione più sostenibile di questa risorsa – che la pianta sia naturale o sintetica cambia poco – dal 2004 il Corpo forestale dello Stato insieme all’Ama di Roma porta avanti un progetto per la raccolta e ripiantagione degli abeti natalizi. Il principale centro di riferimento è l’ex vivaio forestale della Fondazione Sir Walter Becker agli Altipiani di Arcinazzo, sede staccata dell’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Roma, dove gli alberi trovano una seconda vita e forse addirittura una terza: alcune istituzioni pubbliche prendono qui i cimali – cioè la parte alta della pianta, senza radice – derivati da sfolli e diradamenti del vivaio per ottenere un albero di Natale a impatto zero.

 

“Grazie alla collaborazione con l’AMA di Roma nella tenuta degli altipiani di Arcinazzo arrivano da 50 a 100 esemplari di abete  l’anno”, spiega a Energie Sensibili Lorenza Colletti, capo dell'Ufficio territoriale per la Biodiversità di Roma del Corpo forestale dello Stato. “L’AMA gestisce appositi centri di raccolta dove i cittadini possono consegnare i loro abeti passate le feste. Quelli che non possono essere piantati vengono trattati come compost, insieme a sfalci, foglie e altro materiale simile mentre quelli ancora vitali vengono selezionati e ripiantati. Il numero globale di abeti, tuttavia, è in discesa: le persone comprano sempre meno alberi veri oppure li acquistano presso grandi catene di distribuzione che spesso oltre a vendere ritirano le piante dopo le Feste”.

 

Premesso che gli abeti sono specie forestali tipiche di climi freschi, per evitare che tronco o foglie si danneggino esistono alcuni accorgimenti, come ricordato ogni anno dal Corpo forestale dello Stato. Evitare addobbi troppo pesanti, posizionare la pianta lontano dal termosifone ma comunque alla luce del sole e tenere il terriccio umido sono le mosse principali per far sì che l’albero sopravviva al lungo periodo natalizio.

 

A Roma la raccolta degli abeti parte il 7 gennaio prossimo. Fino al 13 i cittadini possono portare l’albero nei Centri Ama o nelle Eco-stazioni straordinarie allestite per l’occasione.