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I cinque tormentoni musicali dell’estate del 1989

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Dalla prima hit latina al grande successo di Madonna, passando per una delle canzoni più famose dedicate all'amore... per la mamma

Il 1989 è passato alla storia per la caduta del Muro di Berlino, l’anno in cui la Germania e l’Europa sono tornate unite e hanno detto addio a quell’odioso lascito della guerra fredda e della seconda guerra mondiale.

Ma questo avvenne solo in autunno, il 9 novembre per la precisione. Nell’estate dell’89 il Muro divideva ancora Berlino est da Berlino Ovest ma se c’era qualcosa che univa tutti i giovani europei, e non solo, era la voglia di fare festa e di salutare nel migliore dei modi il decennio degli anni eighties.

Quali erano le canzoni con le quali si allietavano le serate estive dell’89? Andiamo a scoprire le cinque canzoni più rappresentative di quell’estate ma non prima di specificare che se per il primo posto non ci sono dubbi, le altre quattro sono tutte ex aequo.

 

IL PRIMO TORMENTONE LATINO: LA LAMBADA

Al primo posto c’è la Lambada. Forse il primo tormentone estivo autenticamente latino americano conosciuto alle nostre latitudini. Prima della Lambada erano stati i Righeira, duo musicale torinese, a portare nel nostro Paese le sonorità latine con brani cantati un po’ in italiano e un po’ in spagnolo. La Lambada, invece, è un ballo autenticamente brasiliano, dall’alta carica sensuale, portato in vetta alle classifiche europee dal gruppo francese Kaoma che arriva a vendere più di 5 milioni di dischi. Non ci fu discoteca, radio, sala da ballo o juke box che non trasmettesse le suadenti sonorità della Lambada.

 

“VIVA LA MAMMA”: NESSUNO È COME LEI

Alle sonorità languide della Lambada si affianca una canzone che resta ancora oggi un inno all’amore più puro: quello di un figlio verso la propria mamma. “Viva la mamma” è una canzone che celebra la bellezza delle mamme che hanno vissuto la loro giovinezza negli anni ’50 e l’hanno regalata ai loro bimbi che, da grandi, le ringraziano dedicando loro questo pezzo a metà tra il rock e il folk. 

 

DIVINA E INTRAMONTABILE: “LIKE A PRAYER”

Esce il 3 marzo del 1989, quindi non è esattamente una canzone estiva, ma “Like a Prayer” della divina Madonna non può non essere compresa nella nostra speciale classifica delle canzoni più ballate dell’estate dell’89. Un pezzo di rottura, maturo, arrivò in periodo particolare della vita dell’artista che aveva da poco salutato il marito Sean Penn e compiuto 30 anni, la stessa età della sua mamma quando morì. Madonna con questa canzone creò molto scandalo: nel videoclip si scorgono croci avvolte dalle fiamme e si vede la statua di un santo che prende vita e si esibisce in atteggiamenti affettuosi con la cantante. Troppo anche per il decennio del disimpegno. Nonostante questo “Like a prayer” non ha mai smesso di far scatenare sulla pista da ballo, dall’89 a oggi.

 

ROMANTICISMO E SENSUALITÀ: “TI PRETENDO”

“Ti pretendo, in nome dell’amore se c’è. Stanotte vado fino in fondo”. Sono queste le parole infuocate che il pugliese Raf, con “Ti pretendo”, dedica alla sua amata che gioca a fare la ritrosa nella calda estate del 1989. Uno dei pezzi più trasmessi dalle radio italiane, quando ancora andavano di moda le dediche radiofoniche ed era più facile affidare una dichiarazione alla voce di uno speaker che a un faccia a faccia dagli esiti incerti. Una ballata rockeggiante che vince il Festivalbar di quell'anno e che si guadagna a pieno titolo un posto nella nostra classifica.

 

LA SCALATA VERSO IL SUCCESSO: “THE LOOK”

Last but not least un brano che non ha avuto un successo duraturo come le precedenti. “The Look” del duo svedese Roxette, ha il grande merito di far conoscere il gruppo a livello internazionale. La canzone dalle spiccate sonorità elettroniche, tipiche degli anni ’80, raggiunge la prima posizione delle classifiche di Australia, Germania, Italia, Nuova Zelanda e Norvegia. Inoltre, il tormentone si è posizionato al primo posto della Billboard Hot 100, la principale classifica musicale dell'industria discografica statunitense, basata sulle trasmissioni radio e sulle vendite dei dischi. Insomma un successo planetario, il primo di molti altri.