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Guida alle assunzioni 2015: i consigli per i datori di lavoro

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Dal primo gennaio 2015 ingaggiare lavoratori con contratto a tempo indeterminato conviene: ecco tutte le novità per le aziende italiane

Assumere lavoratori a tempo indeterminato conviene. Come previsto dall’articolo 1 comma 118 della Legge di Stabilità 2015, numerosi sono gli sgravi contributivi per i datori di lavoro, con la sola eccezione del settore agricolo, che nel corso dell’anno regolarizzeranno i contratti dei propri dipendenti e ne ingaggeranno di nuovi. Tuttavia, affinchè il bonus diventi operativo a tutti gli effetti, è necessario aspettare la Circolare dell’Inps.

 

Per approfondire: Legge di Stabilità 2015 e Partite Iva, cosa cambia

 

ASSUMERE LAVORATORI A TEMPO INDETERMINATO

La Legge di Stabilità sancisce l’esonero del versamento dei contributi previdenziali per tutti coloro che verranno assunti con contratto a tempo indeterminato dal primo gennaio al 31 dicembre 2015. Le agevolazioni avranno durata di tre anni e non potranno superare la cifra di 8060 euro su base annuale. L’incentivo è valido non solo per i nuovi ingaggi ma anche per la regolarizzazione di lavoratori già presenti in azienda con contratto a termine o a progetto.

 

OBBLIGHI DEL DATORE E LIMITI DI DECONTRIBUZIONE

L’importante è che i soggetti interessati non abbiamo avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti presso qualsiasi altra impresa o di tre mesi presso lo stesso datore che realizza l’assunzione agevolata. Restano a carico del datori il Tfr e i premi e contributi Inail. Si ricorda che il bonus non può essere applicato all’assunzione di apprendisti e domestici, non è cumulabile con altri esoneri e riduzioni previste dalla normativa e non si applica al settore agricolo. Il taglio dei contributi avrà comunque un tetto massimo, che nello schema della Legge di Stabilità è fissato a 6200 euro.

 

QUALI AGEVOLAZIONI PER IL CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI

All’interno del cosiddetto Jobs Act è poi prevista come forma contrattuale prioritaria quella a tutele crescenti, che, in sostanza, non prevede la protezione dell’articolo 18 per tre anni, sostituendo il reintegro in caso di licenziamento ingiustificato con una indennità economica. Chi verrà assunto a partire dal primo gennaio 2015 con questo tipo di inquadramento potrà infatti essere licenziato più facilmente, sia per ragioni economiche che disciplinari. Il diritto al reintegro resta invece in tutti i casi di licenziamento discriminatorio. Anche per questo tipo di contratto è prevista la decontribuzione per i primi 36 mesi.

 

RISPARMI PER LE AZIENDE CHE INVESTONO

Usufruire del bonus conviene economicamente alle aziende. È stato calcolato che assumendo un dipende che guadagna 25mila euro lordi all’anno il risparmio per l’impresa ammonta a 7500 euro, secondo stime di Caf Cisl. La norma, però, è vantaggiosa anche per il lavoratore, il cui netto aumenta di circa 1600 euro all’anno. Anche se rimane più competitivo il contratto con Partita Iva, si stima che il datore andrebbe a pagare su base annua, con un Ral ipotetico di 25mila euro, 8mila euro in più per i contratti a tempo determinato e 3mila in più per quelli a progetto.

 

Leggi anche: Legge di Stabilità ed Ecobonus, cosa succede nel 2015