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Grafene, il protagonista del primo appuntamento delle Colazioni Digitali

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La trasformazione digitale passa anche per la scoperta di nuovi materiali: l’intervento di Vittorio Pellegrini

Ha delle proprietà meccaniche incredibili, è duecento volte più resistente dell’acciaio e conduce calore ed elettricità meglio di molti metalli che già conosciamo. Stiamo parlando del grafene, il nano-materiale che ci sta accompagnando verso una vera e propria rivoluzione tecnologica. 

Il 7 marzo è iniziato il nuovo ciclo delle Colazioni Digitali di Sorgenia in collaborazione con Corriere Innovazione, quest’anno dedicate all’intelligenza artificiale. Il primo appuntamento ha avuto come grande protagonista il grafene. A raccontarne questo mondo a due dimensioni è stato Vittorio Pellegrini, Senior tenured researcher all’Istituto italiano di tecnologia di Genova, per il quale è alla guida di Graphene Labs, presidente del comitato esecutivo sul grafene della Commissione Europea e fondatore della startup BeDimensional (spin-off dell’Istituto Italiano di Tecnologia). Sul palco insieme a lui Massimo Sideri, responsabile editoriale di Corriere Innovazione ed editorialista del Corriere della Sera.

 

GRAFENE, IL MATERIALE DEL FUTURO   

«È la creatività umana che ci conduce, attraverso la scienza, alla trasformazione digitale. La creatività e la scienza sono come l'acqua quando prova a infiltrarsi, è sufficiente un piccolo varco e non ce n'è più per nessuno!» ha spiegato, in apertura, Pellegrini. Ed è proprio la creatività che ha permesso una delle scoperte più importanti degli ultimi anni: il grafene. Si tratta di un materiale che prima del 2004 non esisteva, sintetizzato quasi per caso in laboratorio da due ricercatori dell'Università di Manchester, i fisici e premi Nobel per la fisica 2010 Andrej Gejm e Konstantin Novosëlov, che hanno condotto il primo esperimento utilizzando solo grafite e un pezzetto di scotch. 

Con il tempo i ricercatori si sono resi conto che il materiale aveva proprietà eccezionali, rappresentando, di fatto, una vera e propria rivoluzione. Il grafene ha una resistenza duecento volte superiore a quella dell’acciaio, è un ottimo conduttore di calore ed elettricità ed è impermeabile a tutto. Inoltre, è flessibile come la plastica«Giusto per fare un esempio dell'elevata resistenza di questo materiale - ha spiegato Pellegrini - un foglio sottilissimo di grafene, dello spessore di un atomo, può sostenere il peso di un gatto di 4 kg».

«Il grafene è il materiale del futuro – ha continuato Pellegrini -. Un nano-materiale che ha straordinarie possibilità di applicazione. Può essere utilizzato in diversi settori, dai wearable alla sanità fino all’edilizia. Grazie alle sue elevate performance di conduzione elettrica e flessibilità, l'applicazione del grafene si appresta a rivoluzionare il settore delle batterie e immagazzinamento dell'energia». Questa innovazione potrà essere applicata all'e-mobility, permettendo la realizzazione di batterie per le auto elettriche con più autonomia e che avranno bisogno di minor tempo di ricarica. Ma non solo. L'elasticità del grafene permetterà di incentivare la realizzazione di batterie flessibili adoperabili in futuri smartphone arrotolobili. 

INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL FIANCO DELL’UOMO, FONTE DI CREATIVITÀ

Il grafene è un materiale giovane. Ed è proprio nella scoperta di nuovi materiali che entrano in gioco l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning. «Grazie agli algoritmi e alle tecniche di computazione riusciamo  - ha affermato Pellegrini - a generare nuova scienza e nuovi materiali rivoluzionari».  

L’Intelligenza Artificiale, al servizio della scienza, è solo uno strumento. Ma è la capacità analitica dell’uomo a generare onde di creatività. «L’Intelligenza Artificiale è un aiuto per la scienza, ma non sostituisce l’uomo». Per quanto riguarda il computer quantistico, «è già realtà e – ha ammesso Pellegrini - apre nuovi orizzonti per l’Intelligenza Artificiale».