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Gli italiani spendono 50 milioni al giorno al bar: i dati Confcommercio

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Venti milioni di clienti quotidianamente, per un settore che genera 7 miliardi di euro in valore aggiunto e fa lavorare 360mila occupati e che nell'ultimo anno ha perso 4295 attività

Quando la mattina consumate la colazione al bar o in serata vi vedete con gli amici per un aperitivo, fate parte di un microcosmo di 20 milioni di consumatori che ogni giorno scelgono questo tipo di attività e spendono 50 milioni di euro. Un mercato florido, quello dei bar, che in Italia conta 130mila attività, 360mila occupati e genera un valore aggiunto di 7 miliardi di euro.

 

L'EVOLUZIONE DEL BAR NEGLI ULTIMI 30 ANNI

I dati del convegno “Il bar del futuro. Nuovi consumi, nuove tecnologie, nuove competenze” organizzato da Confcommercio e Fipe, consegnano una fotografia precisa del settore, tra punti di forza e inevitabili debolezze, seguendo l'evoluzione che i bar italiani hanno avuto negli ultimi 30 anni. Dal 1971 a oggi il numero di attività è aumentato, ma non sensibilmente: da 103mila a 130mila unità sul territorio nazionale, ma va specificato che, contando anche i bar inseriti in contesti diversi come discoteche, stabilimenti balneari e autostrade, il numero aumenta fino a 171.718 unità.

 

COME CAMBIANO LE MODALITA' DI CONSUMO

Gli italiani spendono in media 72 miliardi in consumi alimentari fuori casa, di cui 18 concentrati nei bar. Nello specifico gli acquisti più rilevanti (il 37%) riguardano caffè, cappuccino e infusi, seguiti dal 10% nei cosiddetti “acquisti di impulso” che prendono la gola del consumatore come snack, caramelle e gelati. Il 7,5% degli italiani consuma al bar piatti caldi e panini, ma in questi casi è determinante la specializzazione del locale, discorso che vale anche per le bevande alcoliche, con il 13% del volume di vendita che sale al 31% negli evening bar.

 Leggi anche: La storia di Brunori Caffè a Roma, da bar di quartiere a local cult

 

I TREND DI DOMANDA

L'evoluzione del bar è un fedele specchio del cambiamento dei consumi degli italiani e quindi della società stessa: da semplice luogo di consumo è diventato gradualmente una scelta del cliente per trascorrere tempo di qualità. Così anche nei bar tradizionali, molto numerosi in Italia, si cerca di aumentare e diversificare l'offerta attraverso miscele di caffè particolari, pasticceria di qualità, soluzioni “su misura” per il cliente che mirano a fidelizzarlo. Un esempio su tutti è quello del lunch bar che si è sviluppato dagli anni '80 in poi con una formula a metà tra il caffè classico e il ristorante, per venire incontro alle esigenze dei tanti lavoratori (oggi circa 12 milioni) che, per questioni di orario e comodità, preferiscono mangiare fuori casa. Il consumatore italiano sceglie il proprio bar di riferimento essenzialmente in base alla prossimità del luogo e all'abitudine: sommando queste due tipologie infatti abbiamo una quota che comprende l'80% dei consumatori, mentre solo il 5,6% sceglie in riferimento al prezzo.

 

LE FORMULE EMERGENTI

Trovano sempre maggiore difficoltà i bar generalisti, a meno che non abbiano punti di forza come la particolarità dell'offerta o la posizione strategica; d'altra parte negli ultimi 10 anni si è verificata una crescita esponenziale dell'offerta serale, che riguarda oggi circa 21mila locali. La formula vincente è quella multipurpose che si adatta alle mutevoli esigenze del consumatore, offrendo prodotti collaterali come musica, spettacoli e intrattenimento.

 

TRA FACEBOOK E YOU TUBE, BAR SEMPRE PIU' SOCIAL

I social network sono lo strumento più utilizzato per gestire la comunicazione nel bar. Dagli eventi e promozioni lanciate su Facebook ai filmati su Youtube utilizzati per comunicare l'idea di qualità e specializzazione del locale o per condividere gli highlights delle serate. Le piattaforme di Google Plus come Local e Business sono ideali per rendere visibile il locale a chi si trova in zona e mettere in moto le dinamiche social di condivisione, commenti e recensioni.

 Leggi anche: Come gestire il proprio locale con le piattaforme Google

 

IN AUMENTO LE GESTIONI STRANIERE

Tra gli aspetti negativi, imputabili alla crisi dei consumi, c'è il saldo tra imprese iscritte e quelle che hanno cessato l'attività, che nel 2013 è arrivato a -4295 unità. Questo trend è accompagnato da una parallela crescita delle imprese gestite da stranieri che dal 2011 è raddoppiata, arrivando oggi a 18mila unità che coprono il 14% sul totale.

 

L'IDENTIKIT DI IMPRESE E CONSUMATORI

Lo studio di Confcommerico e Fipe ha tracciato un profilo base nell'offerta e nel consumatore. Circa il 53,2% dei bar è gestito in forma di ditta individuale, anche se negli ultimi anni sono cresciute le società di persone (36,2%) e di capitale (9%). La concentrazione più intensa si trova al Nord Italia con il 50% delle attività, mentre il Sud ne conta il 30%: è la Lombardia a reggere il primato tra le regioni con 21mila bar sul territorio, seguita dal Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Campania.

Per quanto riguarda i consumatori, sono le donne a frequentare di più i bar (52,9%), generalmente giovani (tra i 25 e i 44 anni) e con un'occupazione.

 

Mario Luongo  

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