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Fridays for future, ora tocca ai “più grandi”

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I giovani italiani si preparano al terzo sciopero globale. A scendere in piazza con loro anche i dipendenti di aziende italiane e internazionali

How dare you?”. È questa la frase che echeggia nell’aria dall’ultimo discorso di Greta Thunberg. “Siamo all'inizio di una estinzione di massa e tutto quello di cui siete capaci di parlare è il denaro e favole di un'eterna crescita economica” ha detto la giovane attivista di fronte ai potenti del mondo. L’atto d’accusa nel corso dell’ultimo vertice ONU Climate Action ha evidenziato come ci stiamo avvicinando alla sesta estinzione di massa, la prima causata da una sola mano, la nostra, quella dell’uomo.

Gli ultimi 5 anni sono stati i più caldi mai registrati nella storia, i cambiamenti climatici esistono, il globo terrestre si sta surriscaldando, anche a causa delle emissioni di CO2 che emettiamo noi umani ogni anno. Greta ci ricorda che le prove scientifiche ci sono, le abbiamo di fronte al naso e non possiamo più permetterci di “guardare da un’altra parte”.

L’accorato discorso di Greta ci scuote, ci fa sentire colpevoli e incapaci di fronte alla soglia del punto di non ritorno. Allo stesso tempo la giovane attivista ha spiegato come il classico “l’unione fa la forza” può ancora avere il suo valore. Una ragazzina di 16 anni è riuscita a mobilitare i ragazzi di tutto il mondo, e lo ha fatto mettendoli di fronte a una verità: si sta facendo poco per costruire il loro futuro e quello delle generazioni più avanti.

 

 

FRIDAYS FOR FUTURE: LO STRIKE NEL MONDO 

Greta ha iniziato questo percorso, culminato alle Nazioni Unite, con un semplice cartello. Era sempre lo stesso cartello, una tavola di legno con su scritto Skolstrejk för klimatet (Sciopero scolastico per il clima). Ogni venerdì perdeva ore di scuola per protestare di fronte alla sede del Parlamento svedese per chiedere a tutti di aprire gli occhi, e in fretta.

In un anno è diventata l’emblema dei giovani preoccupati per il loro futuro, giovani che spesso non vengono presi sul serio perché considerati “i più piccoli”. Ora i più piccoli si sono uniti mobilitando intere città per i #FridaysForFuture: il 20 settembre scorso, quattro milioni di persone in 163 paesi hanno partecipato a oltre 2500 tra manifestazioni e altri eventi di protesta contro i cambiamenti climatici.

Il 20 settembre oltre 300mila persone hanno partecipato al Climate Strike che ha toccato l’intera Australia e soprattutto la città di Sidney. La mobilitazione è arrivata anche in alcune città dell’Africa, come Nairobi e Johannesburg, e dell’Asia, come Jakarta, Bangkok, Manila e Nuova Delhi. La Cina non è pervenuta. Mentre in Europa si stanno organizzando eventi in tutta la Francia, la Gran Bretagna e oltre 500 marce nella sola Germania.

Il prossimo appuntamento è lo sciopero del 27 settembre. In quell’occasione i giovani manifesteranno in oltre 4.500 piazze di tutto il mondo, solo 180 in Italia.

 

 

ORA TOCCA AI PIÙ GRANDI

A differenza degli scorsi Strike for the future, non si stanno mobilitando solo i singoli ma anche grandi realtà. Imprese e istituzioni che hanno deciso di seguire l’esempio e di accogliere la protesta, investendo le proprie risorse.

Un’apertura, in questo senso, arriva in primo luogo dal MIUR (Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca) e dal Ministro Fioramonti che ha deciso, con una circolare alle scuole, di concedere agli studenti la possibilità di giustificare la loro assenza se partecipano alla manifestazione del 27 settembre.

Si sono da poco spenti i riflettori della fashion week di Milano, e si riaccendono su alcuni brand di moda che hanno scelto di aderire al Climate Strike. Uno di questi è Vivienne Westwood che chiuderà le sue boutique di Milano per permettere ai dipendenti di partecipare alla marcia. Lo stesso sarà per Patagonia, il famoso brand di abbigliamento sportivo per appassionati di vita all’aria aperta.

Flixbus, società leader del trasporto su gomma in Europa, che ha da poco comunicato la decisione di utilizzare autobus a idrogeno per le lunghe percorrenze (in ausilio alla flotta di E-Bus), ha deciso di regalare un viaggio ai partecipanti allo sciopero che scelgono di raggiungere le città in autobus. In cambio chiedono solo un selfie scattato durante la manifestazione. “FlixBus sostiene questo importante movimento, - ha comunicato l’azienda attraverso il sito - ritenendo che tutti abbiamo una responsabilità collettiva per tenere a bada i cambiamenti climatici”. 

 

I DIPENDENTI SORGENIA AL CLIMATE STRIKE 

Sorgenia,  come impresa attenta alla sostenibilità e concretamente impegnata per favorire la cosiddetta “transizione energetica”, ha deciso di accogliere la richiesta dei lavoratori di prendere parte alla mobilitazione globale. Per questo considererà come ore lavorative quelle che i propri dipendenti dedicheranno alla manifestazione del 27 settembre.

“Grazie allo straordinario movimento giovanile che sta scendendo nelle piazze in tutto il mondo stiamo vivendo un momento che può essere il punto di svolta per il futuro del pianeta. – ha comunicato Gianfilippo Mancini, AD di Sorgenia - Abbiamo deciso che tutti i lavoratori di Sorgenia potranno andare a manifestare per l’ambiente, e considereremo la loro come una giornata di lavoro. È urgente costruire un futuro ambientalmente sostenibile, e ogni cittadino e ogni impresa è chiamata a fare la sua parte”.