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Energia, l’Europa cerca un nuovo quadro strategico

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La Commissione Ue ha avviato una consultazione su ambiente ed energia per decidere le nuove linee guida da adottare. Ferrante (Kyoto club): “Dobbiamo creare un mercato integrato e puntare sull’efficienza

Il futuro energetico dell’Europa si deciderà entro il 2 luglio. Con l’adozione del Libro verde, avvenuta il 27 marzo, la Commissione Ue ha avviato una consultazione che, in poco più di tre mesi, dovrebbe portare alla definizione delle linea guida da seguire in materia di politiche climatiche ed energetiche.

 

I Libri verdi sono documenti attraverso cui l’Esecutivo dell’Unione invita alla riflessione su un tema particolare, invitando le parti interessate (enti e individui) a partecipare a un processo di consultazione e di dibattito.

 

“L’adozione del Libro verde è senz’altro un fatto positivo – commenta a Energie Sensibili il senatore Francesco Ferrante, vice presidente del Kyoto Club -. È la conferma che l’Europa vuole mantenere la leadership mondiale in tema di clima, ambiente e sostenibilità”.

 

Entro la fine di quest'anno, sulla base delle opinioni espresse da Stati membri, istituzioni europee e altri soggetti interessati, la Commissione intende proporre un quadro strategico per il 2030.

 

“È necessario definire il più rapidamente possibile la strategia per le nostre politiche in materia di clima ed energia da oggi al 2030 – ha scritto in una nota il commissario Ue all'Energia, Günther Oettinger –, in  modo da garantire una crescita sostenibile, prezzi competitivi e accessibili per l'energia e una maggiore sicurezza energetica”.

 

Secondo la Commissione, dunque, il nuovo quadro strategico dovrà tenere conto delle conseguenze della crisi economica ed essere anche sufficientemente ambizioso per realizzare l'obiettivo a lungo termine di ridurre le emissioni dell'80-95% entro il 2050.

 

“Sicuramente con le prossime linee guida l’Europa dovrà trovare il modo di implementare gli sforzi per raggiungere gli obiettivi in materia di efficienza energetica della direttiva 20-20-20 – spiega Ferrante -. Nel prossimo quadro strategico, inoltre,  deve essere ribadito che le politiche utili a salvaguardare l’ambiente e il clima sono  le stesse in grado di farci uscire dalla crisi”.

 

Nelle intenzioni della Commissione, il nuovo documento servirà anche a dare certezze agli investitori e a stimolare l'innovazione e la domanda di tecnologie a basse emissioni di carbonio, sostenendo in questo modo gli sforzi per costruire un'economia europea più competitiva, sostenibile e sicura in materia di energia.

 

“Per  raggiungere questo obiettivo serve anche un mercato energetico comune  e una graduale integrazione della politiche degli Stati membri sugli approvvigionamenti - conclude Ferrante -. Sarebbe un passo in avanti fondamentale, anche per il nostro Paese. In Italia, infatti, abbiamo sviluppato centrali a ciclo combinato molto efficienti e otteniamo una grande quantità di energia dalle rinnovabili. Abbiamo una grande produzione da fonti pulite, se esistesse un mercato unico potremmo esportarla in quelle aree e in quei Paesi dove vengono utilizzate fonti molto inquinanti”.