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Energia d’Impresa: “Efficienza fondamentale per la crescita dell’Italia”

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Si è conclusa la penultima tappa del roadshow di Sorgenia, Affari&Finanza e Polimi a Bologna. Numerose le testimonianze di imprenditori che hanno risparmiato grazie alle nuove tecnologie. Prossimo appuntamento a Pescara

Il sistema industriale italiano è tra i più efficienti del mondo. Paga però la presenza di un problema strutturale, e cioè l’alto costo dell’energia, che bisognerà risolvere nel tempo con l’aiuto delle istituzioni e che rende le nostre imprese meno competitive rispetto a quelle degli altri paesi. Tuttavia, l’adozione di tecnologie volte al risparmio in bolletta può essere un punto di partenza importante per migliorare le proprie performance e continuare a crescere.

Di questo, in sintesi, si è parlato nel corso della penultima tappa di Energia d’Impresa, il roadshow di Sorgenia, Affari&Finanza di Repubblica e Politecnico di Milano, tenutasi a Bologna. Come a Bari, Firenze, Torino e Padova, anche nella città emiliana si sono confrontati esponenti del mondo accademico, istituzionale e imprenditoriale per discutere sulle opportunità di sviluppo economico legate all’efficienza, partendo dai dati raccolti dall’ateneo milanese e illustrati dal Professore Vittorio Chiesa.

 

CON EFFICIENZA LE IMPRESE EMILIANE RISPAMIEREBBERO FINO A 380 MILIONI DI EURO ALL’ANNO

I numeri riguardano un settore preso a modello di business per la Regione Emilia Romagna. Stiamo parlando dell’industria di lavorazione della carne, che insieme a quella della ceramica, è tra le più diffuse sul territorio di riferimento. Come ha illustrato Chiesa, con un investimento ipotetico in questo tipo di aziende in tecnologie di efficienza, dall’illuminazione alla cogenerazione, di 200mila euro si potrebbe ottenere un risparmio di 37mila euro all’anno. In generale, in questo modo, le aziende emiliane potrebbero risparmiare fino a 380 milioni di euro all’anno, grazie ad investimenti che sono recuperabili in un periodo non superiore ai due anni.

NECESSARI AUDIT E RAPPORTI CON LE ESCO

Fondamentale, avverte l’esperto, è che ogni soggetto imprenditoriale riesca a conoscere fino in fondo i propri consumi e pianificare così i singoli interventi grazie all’audit energetico. Non si può fare efficienza, inoltre, senza l’aiuto delle cosiddette Esco, che non solo aiutano a realizzare i progetti di risparmio ma mettono in campo anche le risorse finanziarie per poter sostenere gli investimenti iniziali.

 

CONFINDUSTRIA CERAMICA: “SERVONO POLITICHE PIÙ INCISIVE”

Tra i primi a prendere la parola nel corso del dibattito tenutosi nella splendida cornice della Cappella Farnese in Piazza Maggiore è stato Andrea Canetti, responsabile Energia e Ambiente di Confindustria Ceramica, tra i settori più energivori d’Italia, il quale ha sottolineato come “le aziende facciano ormai da anni investimenti anche onerosi in efficienza energetica. Il problema è che, avendo una forte vocazione all’export, paghiamo, rispetto ai nostri concorrenti europei, fino al 50% in più di energia per colpa di oneri parafiscali come gli incentivi alle rinnovabili. Per cui l’adozione di tecnologie verdi è importante, ma deve essere sostenuta da politiche altrettanto significative”.

 

LE ESPERIENZE DEGLI IMPRENDITORI: GRANAROLO, RENNER ITALIA E CAAB

Gli esempi di successo non mancano. Si pensi, per esempio, alla Granarolo. Il presidente Gianpiero Calzolari ha raccontato gli interventi che la sua azienda ha compiuto per ridurre la bolletta elettrica e termica, dopo aver analizzato tutte le fasi del ciclo produttivo. “Abbiamo puntato soprattutto sulla cogenerazione per sfruttare al meglio il calore residuo, l’illuminazione e la catena del freddo”, ha dichiarato a Bologna.

C’è anche chi, però, come Renner Italia, società nata nel 2004 e specializzata nelle produzioni di vernici a legno, ha investito sulla lotta allo spreco coinvolgendo i propri dipendenti. “Tutto il risparmio in bolletta che così riusciamo ad ottenere – ha detto Wladimiro Boffelli – viene diviso al 50% tra azienda e lavoratori che sono così incentivati ad avere un comportamento efficiente, dall’attenzione per lo spegnimento delle luci nei nostri stabilimenti alla corretta regolazione della temperatura”.

Che l’efficienza porti con sé crescita economica e occupazione è un dato di fatto anche per Andrea Segrè (Caab): “Nel 2012 abbiamo affrontato il problema del business model anche per quel che riguarda la sostenibilità dei processi. Il fotovoltaico, di cui abbiamo il più grande impianto su tetto in Europa, ci ha garantito zero dipendenza”, ha dichiarato nel corso di Energia d’Impresa.

 

LO NOSTRO: “NON SI PUÒ ARRESTARE IL PROCESSO DI SVILUPPO SULL’EFFICIENZA”

Ha chiuso la tavola rotonda Simone Lo Nostro, Direttore Mercato e ICT Sorgenia, il quale ha posto l’accento sulla singolarità del sistema Italia. “Quando si parla di efficienza energetica, le nostre imprese sono tra le prime al mondo. Anche davanti a quelle americane, tedesche e francesi. Paradossalmente, però, pagano fino al 50% in più in bolletta rispetto ai concorrenti. È chiaro che l’equazione non torna. Per capirlo bisogna risalire alla madre di tutti i problemi, cioè all’assenza di una coerente politica energetica nazionale che, rinunciando al nucleare, ha optato per una sudditanza pressoché totale dal gas metano. In sostanza, l’energia in Italia è a livello asintotico. Questo ci obbliga a non poter arrestare il processo di sviluppo sull’efficienza energetica”.