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Embargo Ue-Russia: dal blocco dei conti bancari allo stop su carne e latticini

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I primi provvedimenti a marzo 2014, dopo l'invasione russa in Crimea. A luglio le misure Ue nei settori energie, finanza e difesa; ad agosto la risposta del Cremlino nell'agroalimentare

La crisi delle relazioni commerciali tra Russia, Europa e Stati Uniti è legata al conflitto in Ucraina e all’annessione della Crimea da parte di Putin. Siamo all'inizio del mese di marzo 2014 e l'operazione militare è stata organizzata per mantenere il controllo sul territorio che affaccia sul Mar Nero, dopo la fuga del presidente Viktor Yanukovich (in base a un negoziato del 2010 la Russia ha una base navale nella città di Sebastopoli). 

MARZO/APRILE 2014: BLOCCO DEI VISTI E DEI CONTI CORRENTI

Il 17 marzo Usa e Ue congelano i conti correnti di alcuni personaggi russi: la misura interessa 119 persone e 23 organizzazioni; Putin risponde il 28 aprile, bloccando i conti di vari politici statunitensi.

 

LUGLIO 2014: EMBARGO NEI SETTORI ENERGIA, FINANZA E DIFESA

L’8 luglio l’Unione europea incontra l’Ucraina e conferma il proprio sostegno al Paese, anche in vista di una futura politica di integrazione. Il 16 luglio la Banca europea degli investimenti sospende l’avvio di nuove operazioni di finanziamento in Russia.

La situazione si aggrava il 17 luglio, quando il volo Malaysia Airlines 17 viene abbattuto da un missile mentre sorvola i cieli dell’Ucraina. Ancora da accertare le responsabilità della tragedia, in cui hanno perso la vita 298 persone tra cui 3 bambini. Il 31 luglio l’Ue scende in campo con le prime misure restrittive: viene fatto divieto agli Stati membri e alle aziende private di comprare e vendere obbligazioniazioni e altri strumenti finanziari emessi da banche russe. A questo provvedimento si aggiunge l’embargo sull’import ed export di armi e altro materiale bellico, incluse le tecnologie a uso militare, e di prodotti ed equipaggiamenti da impiegare nelle attività del settore energetico. Stop dal Coreper anche ai progetti per la realizzazione di infrastrutture di TLC e trasporti intorno alla città di Sebastopoli, in Crimea.

Oltre all’Ue, anche Stati Uniti, Giappone, Norvegia, Canada e Australia aderiscono all’embargo.

 

AGOSTO 2014: BLOCCO DELLE IMPORTAZIONI AGROALIMENTARI DALL’UE

All’inizio di agosto Vladimir Putin firma una lista di prodotti agroalimentari che per 12 mesi non saranno ammessi alle dogane della Russia. Il provvedimento riguarda carni bovine e suine, pollame, pesce, formaggi e latticini, frutta e verdura; restano fuori solo vino e alimenti per l’infanzia. Il provvedimento danneggia le imprese europee – basti pensare che l’Ue esporta ogni anno 12 miliardi di euro di prodotti agroalimentari in Russia – ma anche i cittadini russi, visto che Mosca importa circa il 40% dei generi alimentari che consuma.

Al blocco dell’agroalimentare segue quello delle importazioni di prodotti tessili, incluso abbigliamento e calzature, ma solo se a comprare è una società pubblica russa. L’ultimo provvedimento di Putin, in ordine cronologico, è il blocco dell’export di pelli e cuoio verso l’Unione europea, avviato il 19 agosto 2014.

 

OTTOBRE 2014: 883 MILIONI PER L’AGROALIMENTARE UE

Da agosto Bruxelles ha cominciato a studiare delle misure di sostegno al comparto agroalimentare. Il 14 ottobre il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura ha portato all’approvazione di un pacchetto di misure da 883 milioni di euro in sette anni, stanziati a sostegno degli interventi di promozione dei prodotti agroalimentari europei sul mercato interno e nel mondo. Le risorse saranno assegnate in cofinanziamento, a copertura fino al 70% dei costi dei progetti (e fino all’85% in caso di crisi); previsti aiuti anche per le imprese che non potranno beneficiare del cofinanziamento nazionale.

Il 15 ottobre infine le relazioni commerciali con Russia e Ucraina sono state oggetto di discussione nell’incontro informale dei ministri Ue del Commercio estero, organizzato a Roma nell’ambito della Presidenza italiana del Consiglio dell’Ue.

Per approfondire: Energia, agroalimentare, tessile: le tappe dell’embargo verso la Russia -INFOGRAFICA

 

Federica Ionta

 

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