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Efficienza energetica, novità e finanziamenti

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Dall'Europa in arrivo 8 miliardi di euro per il risparmio e i tagli ai consumi, mentre il Mise pubblica un utile documento per le diagnosi energetiche

Novità importanti sul fronte dell'efficienza e del risparmio energetico. Da un lato la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha stanziato recentemente 8 miliardi di euro per progetti sulle energie rinnovabili e le infrastrutture energetiche strategiche; dall'altro anche in Italia si fa ulteriore chiarezza sulla questione diagnosi energetiche, con un utile documento pubblicato dal MISE in collaborazione con l'ENEA.

 

QUATTRO PROGETTI PER L'EUROPA

Per quanto riguarda la prima iniziativa, si tratta di un investimento concesso per un totale di 21 progetti, quattro dei quali supporteranno il Fondo europeo per gli investimenti strategici (Efsi). In totale l'Efsi sarà finanziato con 21 miliardi di euro, di cui 5 provenienti da BEI e i restanti 16 dal bilancio della Commissione europea.

Questi quattro progetti riguardano alcune zone specifiche dell'Unione europea e ad esempio prevedono interventi per la riduzione delle spese di riscaldamento in più di 40mila abitazioni private in Francia; la diminuzione del consumo energetico industriale in Finlandia; incremento e miglioramento del trasporto di gas in Spagna; iniziative per la diffusione delle energie rinnovabili nell'Europa settentrionale e occidentale, con la costruzione di centrali eoliche e impianti a biomassa

 

CHI PUO' EFFETTUARE LE DIAGNOSI?

Sull'efficienza energetica si fa chiarezza anche in Italia, specialmente sulle diagnosi energetiche e i professionisti abilitati ad effettuarle. La norma di riferimento si rifà al decreto legislativo 4 luglio n.102, in particolare all'articolo 8 che al comma 1 specifica i soggetti che possono condurre le diagnosi, come le società di servizi energetici, gli auditor energetici o gli esperti in gestione dell'energia. Fino al 19 luglio 2016 questi soggetti possono operare anche senza le certificazioni rilasciate sotto accreditamento, dopo di che ci sarà bisogno del certificato.

 

LE FASI DELLA DIAGNOSI

La diagnosi energetica ha l'obiettivo di verificare la “struttura energetica aziendale” in modo tale da avere un quadro più completo dei consumi dell'impresa attraverso un'analisi a più livelli e, nel caso, intervenire per ridurli o tagliarli. Si comincia con una suddivisione dell'azienda in aree funzionali: si prendono i dati energetici dai contatori dello stabilimento; in seguito si costruiscono degli inventari energetici per arrivare ad una sorta di “modellizzazione” della realtà aziendale; da qui si calcolano gli indici di prestazione energetica sia a livello globale, sia per ogni area funzionale per confrontarli con quelli della media di mercato. La finalizzazione della diagnosi energetica è trovare un percorso virtuoso che permetta la riduzione dei fabbisogni energetici mantenendo lo stesso rapporto di attività/servizio.

 

LE TEMPISTICHE

Il comma 1 dell'articolo 8 chiarisce anche le tempistiche per le diagnosi che vanno eseguite entro il 5 dicembre dell'anno a decorrere dal 2015. Per quelle eseguite prima del 5 dicembre si ricorda che hanno validità pari a 4 anni, se conformi ai criteri minimi elencati dalla legge; se invece la data di scadenza della validità della diagnosi è precedente al 5 dicembre, l'impresa dovrà effettuarne una nuova

 

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