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Efficienza energetica e taglio ai consumi nell’Agenda dei Saggi

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Nella relazione finale del gruppo accento posto sugli interventi di efficientamento e riqualificazione urbana. Di Santo (Fire): “Buon segnale, ma agire in fretta”

Efficienza energetica, riqualificazione degli edifici e delle città e risparmio per famiglie e aziende. Sono queste alcune delle indicazioni contenute nell’ Agenda possibile, la relazione finale elaborata dal “Gruppo di lavoro in materia economico-sociale ed europea”, istituto ad inizio del mede scorso dal Capo dello Stato. I cosiddetti Saggi hanno evidenziato come la crescita economica del Paese sia legata al continuo miglioramento dell’ambiente, mediante interventi di efficientamento energetico.

 

In particolare, tra le richieste avanzate dall’equipe di esperti, spicca quella di mantenere le detrazioni fiscali al 55% per le azioni di risparmio energetico e al 50% per le ristrutturazioni. Da non dimenticare anche l’importanza dell’adeguamento e del recepimento della normativa dell’Unione europea in materia ambientale nel nostro ordinamento giuridico, e la creazione di strumenti idonei alla riqualificazione urbana, anche in funzione antisismica.

 

Ma l’accento è posto soprattutto sulla necessità di ridurre i costi dell’energia. In questo senso andrebbero attuati subito gli indirizzi contenuti nella Strategia energetica nazionale (Sen): solo in questo modo si può consentire di tagliare i consumi, migliorando al contempo la qualità dell’ambiente. Pertanto, dal punto di vista economico, deve essere rivisto il rapporto tra gli incentivi destinati al settore dell’efficienza energetica e quelli indirizzati al mondo delle rinnovabili, razionalizzando i meccanismo di finanziamento senza che questo comporti oneri per gli utenti finali.

 

Cogliere le opportunità rappresentate dalla programmazione dei Fondi strutturali europei 2014-2020 e dal Fondo di Kyoto è invece la strada da seguire, secondo il gruppo, in materia di riqualificazione energetica. E non solo: per poter avviare gli interventi, si legge nel documento, il regime fiscale agevolato dovrebbe essere mantenuto se non addirittura ampliato, attingendo per esempio al gettito Imu, mentre ai singoli Comuni dovrebbe essere attribuita la facoltà di individuare ambiti di rigenerazione urbana nei quali poter disporre, per un periodo di massimo 10 anni, un regime fiscale agevolato.

 

“Il fatto che i Saggi abbiano dato attenzione al settore dell’energia è un buon segnale – ha commentato ad Energie Sensibili Dario Di Santo, direttore della Federazione italiana per l’uso razionale dell’Energia (Fire) -. Il fatto che ci si colleghi al Sen dimostra di certo la volontà di creare continuità con quanto fatto finora. Ma il problema, più che fare programmi, è quello di riuscire ad agire in tempi rapidi. La priorità massima per il Paese in questo momento è quella di sfruttare le proprie risorse, come nel caso delle rinnovabili, in un’ottica legata al consumo da parte degli utenti con riduzione degli sprechi”.

 

“Due possono essere le soluzioni possibili – ha concluso Di Santo -. In primo luogo, è importante agire su strumenti finanziari, non tanto a livello di agevolazioni come nel caso del conto termico, che andrebbero tolte, ma agevolando gli utenti finali a finanziare gli interventi di efficientamento sfruttando fondi di garanzia o finanziamenti a tasso agevolato. Da non sottovalutare anche l’aspetto della informazione per i consumatori e della formazione degli operatori: questa è una materia complicata, difficile da tradurre in pratica”.