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Efficienza energetica e competitività industriale nel futuro dell’Italia

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Il Ministro dello Sviluppo economico, Zanonato, a colloquio con il Commissario Ue al clima, Hedegaard: “Politica climatica da coniugare con il contenimento dei prezzi dell’energia”

Conciliare gli obiettivi ambiziosi del nuovo pacchetto Clima della Commissione europea con la competitività delle industrie italiane. E’ stato questo il tema al centro del dibattito tra il Ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, e Connie Hedegaard, Commissario europeo al clima. Insieme con il titolare del Dicastero dell’Ambiente, Andrea Orlando, si è discusso anche di energia e di global warming, e dell’importante ruolo di responsabilità svolto dal Bel paese, che si prepara  a guidare nel prossimo semestre la presidenza comunitaria.

In particolare, Zanonato ha giudicato in maniera positiva la decisione della Commissione di presentare contemporaneamente la Comunicazione sul Rinascimento Industriale e la Comunicazione sul quadro energia e clima al 2030. “Le due iniziative – ha sottolineato in una nota pubblicata sul sito internet del Ministero - vanno valutate congiuntamente con l’obiettivo di pervenire al giusto equilibrio tra le istanze di una ambiziosa politica climatica europea e le esigenze di contenimento dei prezzi dell’energia e di ripresa dello sviluppo dei nostri settori industriali”.

L’Unione ha chiesto ai Paesi membri con il nuovo Pacchetto per il clima di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas a effetto serra del 40% rispetto ai livelli registrati nel 1990 e di portare la propria quota di energie rinnovabili almeno al 27%. Sono inoltre previste politiche ambiziose in materia di efficienza energetica oltre ad un nuovo sistema di governance e nuovi indicatori per assicurare un sistema energetico più competitivo.

 Calcolando che l’Italia paga ogni anno ben 62 miliardi di euro per importare da paesi stranieri fonti energetiche fossili, gas e carbone, sarebbe meglio per il sistema produttivo nazionale investire la stessa somma in una maggiore efficienza energetica, settore che per altro crea occupazione e sviluppo. In tutta Europa i disoccupati sono attualmente circa 26 milioni, e secondo le intenzioni di Bruxelles, le politiche legate al clima e all’ambiente possono diventare uno stimolo per la crescita e per uscire dalla crisi in maniera “intelligente”.

“Sui temi di maggiore interesse – ha continuato Zanonato – abbiamo convenuto che lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica vada perseguito con convinzione e che gli obiettivi europei dovrebbero riconoscere, agli Stati membri, la flessibilità di adottare la strategia più efficiente. Per l’Italia la strada maestra rimane quella della cooperazione internazionale per la definizione, possibilmente alla Conferenza di Parigi del 2015, di accordi che vincolino tutti i principali sistemi economici a dotarsi di misure per internalizzare i costi dei cambiamenti climatici nei processi produttivi”.  

 

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