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Efficienza e sviluppo tra i pilastri dell’Unione europea dell’energia

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Cinque sono i pilastri su cui Bruxelles insiste per dare vita ad un sistema sostenibile e competitivo dal punto di vista energetico. Samuele Furfari: “Mettiamo insieme le nostre forze per vincere con l’integrazione le sfide di oggi”

Non solo unione politica, economica e finanziaria. L’Europa potrebbe ben presto diventare un'unica grande realtà anche dal punto di vista energetico. Il progetto è ambizioso: si tratta, come ha sottolineato il vicepresidente dell’Esecutivo comunitario Maros Sefcovic, “del più ambizioso piano per l’energia dai tempi della Comunità europea del carbone e dell’acciaio”. La roadmap è articolata in cinque pilastri e 15 azioni complessive per costruire un sistema energetico integrato a livello continentale, basato sulla concorrenza, l’uso efficiente delle risorse e una normativa adeguata a raggiungere gli obiettivi già fissati di riduzione delle emissioni inquinanti e maggiore competitività delle imprese.

“L’idea non è nuova – dichiara a Energie Sensibili Samuele Furfari, Direttore generale aggiunto della Direzione Energia della Commissione europea -. Già negli anni Cinquanta abbiamo voluto creare una integrazione tra i vari stati europei con la Lega del carbone e dell’acciaio. Oggi per far sì che il nostro sistema sia sostenibile e competitivo non possiamo non unire le nostre forze: nessuno stato membro può farcela da solo”.

L’Ue ha fissato come priorità la sicurezza e la diversificazione delle fonti energetiche. Ma nelle cinque colonne elaborate da Bruxelles, veri e propri pilastri di reciproco rafforzamento legati strettamente tra loro, c’è molto di più. “Prima di tutto – sottolinea Furfari – è necessario garantire a tutti i paesi comunitari il giusto approvvigionamento, facendo in modo che ogni territorio abbia l’energia necessaria per soddisfare tutte le proprie esigenze. Molti Stati sono ancora dipendenti da fornitori esteri, si pensi per esempio alla Russia, ma questo non è più accettabile”.

Gli altri punti seguono il primo. “Insistiamo per concludere il mercato interno dell’energia e del gas, dal momento che finora non sono mancate le reticenze da parte di alcuni stati membri – continua Furfari -. Bisogna poi dare priorità all’efficienza energetica, perché la nostra energia non deve essere sprecata, ma anzi utilizzata per ridare competitività alle imprese, e decarbonizzare l’economia, preparandoci nel migliore dei modi alla Conferenza di Parigi sul cambiamento climatico e arrivare a impiegare entro il 2030 il 27% delle fonti rinnovabili. Per ultimo, ma non per importanza, vogliamo incentivare la ricerca e lo sviluppo, perché questa è una sfida a lungo termine. Il tutto ovviamente non può funzionare senza una nuova governance che dia piena fiducia alla Commissione”.

Per il momento, queste sono idee che esprimono l’impostazione politica che in materia Bruxelles vuole adottare. “Bisognerà aspettare il 2017 – secondo Furfari – per avere delle proposte legislative concrete”. L’Italia che benefici potrebbe avere da questa Unione energetica? “Il Belpaese – conclude l’esperto - svolge un ruolo importante e centrale a livello comunitario per quel che riguarda l’approvvigionamento del gas. Avrebbe un ruolo strategico per far confluire questa materia prima nel Mediterraneo, il che significherebbe contrattare con la Russia in maniera più tranquilla. Ma non dobbiamo dimenticare che l’Italia è anche un esempio per quel che riguarda l’efficienza energetica, essendo in anticipo sugli altri, ad esempio, in materia di certificati bianchi”.