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E-commerce senza limiti, il nuovo quadro unico europeo

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Adottate le nuove misure Ue per sostenere la crescita delle imprese sul fronte digitale. Stop a confini geografici e riduzione dei costi di consegna troppo alti

Abbattere il geoblocking (i limiti al commercio online posti in base alla nazione). Costruire un e-commerce europeo senza frontiere, semplice e sicuro per consumatori e imprese. Questi gli obiettivi del nuovo regolamento che la Commissione Europea ha adottato per la realizzazione del Digital single market, il mercato unico digitale (l’altra riguarda il settore dell’audiovisivo). Il piano di azione intende concedere libertà di shopping online senza limiti geografici o vincoli relativi alle modalità di pagamento. Un ulteriore incentivo sarà anche la riduzione dei costi aggiuntivi di consegna. Unici esclusi dalla rivoluzione dell’e-commerce, contenuti musicali, e-book e video giochi.

L’obiettivo è quello di creare uno spazio comune ottimale per tutti. Per le aziende, perché possano crescere, rafforzarsi e competere sul piano internazionale con i colossi dell’economia, digitale e non. Per i consumatori, in modo da aumentare la loro fiducia nell’utilizzo degli strumenti digitali.

 

E-COMMERCE, STOP AL GEOBLOCKING

Il primo aspetto su cui la Commissione Europea ha deciso di intervenire è stato il geoblocking, l’insieme dei confini geografici che limitano la pratica dell’e-commerce. La proposta legislativa avanzata punta a limitare al minimo la discriminazione dei consumatori sulla base della loro provenienza. Oggi, ad esempio, un’azienda tedesca che decide di vendere online un suo prodotto, può arbitrariamente negare l’accesso al proprio sito ad un consumatore italiano, impedendogli quindi di acquistare quella merce.

Non solo la provenienza, ma anche il metodo di pagamento può rallentare il processo di acquisto. Riprendendo l’esempio di prima, può succedere che, nel caso in cui il cittadino italiano riesca a raggiungere il sito dell’azienda, gli venga richiesto di pagare con una carta di credito tedesca, che molto probabilmente non ha. Impossibilitato a pagare, il consumatore abbandonerà l’idea di acquistare online.

La Commissione ha rilevato che solo il 37% dei siti web garantisce un percorso completo di acquisto ai cittadini di Stati membri diversi da quello del produttore.

 

PREZZI DI CONSEGNA PIÙ BASSI

Per quanto riguarda invece i costi di consegna, il nuovo regolamento europeo si propone non solo di ridurli, ma anche di sottoporli ad una maggiore sorveglianza così da aumentare la trasparenza sui prezzi. Un’indagine voluta dalla Commissione Ue stima che “il prezzo praticato dagli operatori postali per la consegna di un pacchetto in un altro Stato membro è spesso fino a cinque volte più alto dei prezzi nazionali”. Per le imprese questi problemi legati alla consegna sono un limite importante perché inibiscono un canale, lo shopping online, molto remunerativo. Basta un dato: la vendita dei prodotti online è aumentata del 22% all’anno.

 

LA TUTELA DEI CONSUMATORI

Tanto l’abbattimento dei confini geografici quanto il miglioramento delle condizioni di consegna, presuppongono una maggiore tutela dei consumatori e impegnano le autorità nazionali in attività di controllo. Gli Stati dovranno verificare che vengano rispettate le misure anti-geoblocking e trasparenza nel post-vendita. Per evitare che chi compra online cada vittima di truffe, sarà necessario controllare l’offerta dei siti web e ordinare la chiusura di quelli che ospitano proposte ingannevoli.

L’obiettivo individuato nel nuovo regolamento è quello di realizzare “una protezione dei consumatori più tempestiva, facendo nel contempo risparmiare tempo e risorse agli Stati membri e alle imprese”.