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Donazioni a costo zero con l’e-commerce: nasce TrustMeUp

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La piattaforma, che per la trasparenza e la tracciabilità si affida alla tecnologia blockchain, consente agli acquirenti di fare azioni di solidarietà che verranno ricompensate al 100% con sconti su acquisti ulteriori. Il Ceo Angelo Fasola: “È l’incontro virtuoso di due mondi grazie al digitale”

Trasformare ogni acquisto in donazione, ricompensando interamente ogni donazione con sconti per nuovi acquisti online. È questo il principio su cui si basa TrustMeUp, la nuova piattaforma web nata con l’intenzione di creare un’integrazione tra l’e-commerce e il mondo del non profit, garantendo tutta la trasparenza e la tracciabilità abilitata dalla tecnologia blockchain.
Ma come funziona in pratica TrustMeUp? Il punto d’arrivo di questa iniziativa è di aumentare sensibilmente il valore delle donazioni mettendo nel contempo a disposizione delle aziende un nuovo modello di Corporate Social Responsibility che unisce alla logica dell’acquisto online quella della donazione per cause di solidarietà. Ogni utente donerà in media il 15% della propria spesa online effettuata in negozi che aderiscono al progetto a un ente non profit presente sulla piattaforma TrustMeUp, trasformando così il valore della donazione in uno sconto che potrà essere utilizzare in uno degli acquisti successivi.

E-COMMERCE: +176% NEL 2020, CRESCONO ANCHE LE DONAZIONI ONLINE

A spiegare quale sia il senso dell’accostamento dell’e-commerce con il non-profit ci sono i dati più recenti che riguardano i due settori. Se da una parte infatti il commercio elettronico sta vivendo una crescita particolarmente sostenuta, dall’altra invece il mondo della solidarietà vive un periodo meno florido. Secondo i dai Netcomm lo shopping online ha registrato nel 2020, complice anche l’emergenza Covid-19 e le restrizioni che si sono susseguite per gran parte dell’anno, un aumento del 176%: un vero e proprio boom se si considera che nei 12 mesi precedenti la crescita era stata di un ben più modesto 4%. Quanto al mondo del Non profit, basti dire che secondo i dati dell’Istituto Italiano della Donazione il 43% delle organizzazioni del settore prevede di chiudere l’anno in corso con una diminuzione delle proprie entrate. A fare bilanciare questa tendenza sono essenzialmente le donazioni online: le donazioni arrivate attraverso i canali digitali sono aumentate o rimaste invariate per il 28,4% degli enti.

CON TRUSTMEUP È POSSIBILE SUPPORTARE PIÙ PROGETTI A COSTO 0

A spiegare la filosofia dell’iniziativa è Carlo Carmine, presidente di TrustMeUp: “Il primo incentivo per donare con TrustMeUp è dato dalla possibilità di poter supportare più progetti a costo zero – sottolinea - Vogliamo però distinguerci anche per la tracciabilità e la trasparenza che siamo capaci di garantire grazie alla tecnologia blockchain. Quando si parla di donazioni online spesso l’utente è frenato da fake o truffe: sulla nostra piattaforma si ha la sicurezza che la somma arrivi a destinazione”.

L’idea alla base della piattaforma è che è possibile fare in modo che i consumi abbiano un impatto positivo sulla società ed essere un’occasione di sostegno al terzo settore, privilegiando la semplicità, la trasparenza e l’immediatezza, come solo il digitale può contribuire a fare, mettendo in primo piano la sostenibilità e senza costi aggiuntivi per l’utente.
Una volta ricevuta la donazione, TrustMeUp emetterà per conto dell’Associazione Non Profit scelta dall’utente una ricevuta valida ai fini delle detrazioni fiscali, garantendo in questo modo in media un cashback del 5% della cifra spesa.

LA PIATTAFORMA TRUSTMEUP APRE LA STRADA A UN NUOVO MODELLO: IL B2D, BUSINESS TO DONOR

La piattaforma è stata presentata l’8 novembre durante l’evento “E-Commerce e Non Profit: un nuovo modello di sostenibilità”, che ha ricevuto il patrocinio di Assolombarda.
“I dati dimostrano che il mondo degli e-commerce è in una fase di espansione, mentre il Non Profit deve trovare nuovi modelli operativi – afferma Angelo Fasola, Ceo di TrustMeUp - Noi abbiamo costruito il primo ecosistema digitale capace di far incontrare in maniera vincente questi due mondi. Da una parte i negozi online avranno l’occasione di acquisire nuovi clienti attenti al sociale, incrementare le vendite e migliorare la Corporate Social Responsibility legata al loro brand. Dall’altro lato, le Associazioni possono incrementare la raccolta fondi grazie ai nuovi donatori incentivati dal sistema di ricompensa. Nasce così il modello B2D: Business to Donor”.