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Domani è una figata, e noi ci siamo

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Con Bebe Vio raccontiamo un domani che è già presente, dove l’innovazione ci aiuta a vivere meglio, abilita le nostre scelte e ci permette di essere accanto agli altri

Da Domenica 13 maggio è in onda il nuovo spot di Sorgenia, la terza tappa di una storia iniziata un anno fa. Sorgenia è di nuovo insieme a Bebe Vio per ricordare a tutti che “quello che conta è l’energia che ci metti”.

In un anno, tante cose sono cambiate.
A primavera 2017 affermavamo che “non conta quanto è difficile la sfida”, pensando a noi e a un passato pesante, ma che eravamo determinati a superare le prove che avevamo di fronte, mettendoci tutta la nostra energia. Già in autunno la sfida raccontata era quella delle persone comuni nelle loro scelte private, con una protagonista che decide di cambiare vita e in cui facilmente immedesimarsi.

Ma un operatore energetico - che produce elettricità, porta energia nelle case e nelle imprese, un soggetto economico rilevante per il Paese - una grande impresa insomma non può limitarsi e invitare gli altri a fare la propria parte affinché trovino da sé l’energia per fare e lottare. Deve assumersi degli impegni, dire la sua sulla società e la sua evoluzione, prendere posizione rispetto alla tecnologia e alle sue conseguenze sulla nostra vita. Perché le persone siano davvero al centro, attorno a loro deve esserci un mondo che le mette al centro, le accoglie, rende possibili le loro aspirazioni. Un mondo che pure le aziende devono contribuire a creare.

Per questo il nostro domani non è un generico domani futurista, fatto di ologrammi e auto volanti, e nemmeno una tecnologia buona di per sé. Ma un domani che è già presente, dove l’innovazione sono strumenti concreti e quotidiani, che ci aiutano a vivere meglio, che abilitano le nostre scelte e ci permettono di essere accanto agli altri e con gli altri, di superare il possesso dell’oggetto materiale per riscoprire il significato dell’esperienza e della condivisione.

Per noi l’energia delle persone è un’energia che non si ferma a casa nostra, ma esce da noi e si diffonde negli spazi comuni di un mondo piccolo e accogliente, dove c’è posto per tutti e dove nessuno è diverso, nessuno è solo e tutti si prendono – a modo proprio – cura degli altri.

E qui entra e torna Bebe. Rispetto a un anno fa più matura, ancora più forte, più che mai personaggio per quello che è, che rappresenta e che ha, non per i “pezzettini” (come li chiama lei) che le mancano.

Chi vende energia di solito parla a un popolo di adulti (35+, in gergo), perché per sottoscrivere un contratto serve una casa, l’autonomia economica. Noi abbiamo scelto di parlare a chi ha meno di 35 anni. Bebe stessa ha solo 21 anni, per noi è lei l’emblema del mondo che vorremmo. Quello che per noi è domani, per lei è già oggi, lei vive di tecnologia e non si chiede perché, che viaggia, ha tanti amici ed è visceralmente legata alla sua famiglia, è aperta al mondo e lo considera normale. Bebe che una volta sarebbe stata diversa, ma oggi è così uguale da essere esempio per tanti altri, per tutti.

Nel finale la sua immagine rimbalza e si moltiplica sugli specchi, la sua ombra tira di scherma in un combattimento che spinge ancora più verso il futuro questo presente che abbiamo raggiunto e che non può essere abbandonato. Domani è una figata, e noi ci siamo.