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“Diamo dignità alla meteorologia e miglioriamo l’ambiente”

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Ci vuole buon senso, una grande sensibilità e la volontà a cambiare atteggiamento nei confronti del Pianeta, partendo dal clima

È un’importante climatologa che per quarant’anni è stata responsabile dello storico Osservatorio Meteorologico del Collegio Romano, nel centro storico di Roma. Lei è Franca Mangianti ed è Presidente dell’associazione Bernacca Onlus con la quale abbiamo parlato di clima, di meteorologia e di quali siano le azioni concrete per iniziare a diminuire l’inquinamento atmosferico.

 

CI RACCONTI DI BERNACCA ONLUS, COME È NATA E IN CHE CAMPO OPERA? 

Fino agli anni ’70 non si era mai sentito parlare di meteo fino a quando il colonnello Bernacca, con l’aiuto della televisione, ha portato la meteorologia nelle case di tutti.

Bernacca Onlus è nata circa 13 anni fa da un gruppo di ragazzi che definirei meteorofili, ovvero amanti della meteorologia. L’Associazione ha il compito di diffondere e sviluppare notizie relative alla meteorologia e alla climatologia. Lo facciamo mediante incontri e conferenze con gli esperti e addetti ai lavori, i ragazzi si sono avvicinati, e continuano a farlo, a questo ramo delle scienze dell’atmosfera.

Noi dell’associazione cerchiamo di insegnare i parametri base della materia e spiegare gli errori che spesso vengono diffusi. Purtroppo con l’avvento di internet, e soprattutto dei social network, sono nate tante pseudo associazioni che si permettono di comunicare previsioni del tempo. Ma spesso queste ultime non hanno alcuna base scientifica. Ci sono enti autorevoli che operano nel settore a cui si può dare ascolto, come l’Aeronautica Militare, la Protezione Civile e il CNR, ove lavorano meteorologi professionisti.

 

CHE DIFFERENZA C'È TRA LA METEOROLOGIA E LA CLIMATOLOGIA?

La meteorologia è il tempo atmosferico che vediamo sulla nostra testa. È il dato medio del giorno: ad esempio oggi ci sono 20°, il vento ha una velocità di  20 km orari, la pressione è di 1013 millibar e così via.

Il clima, invece, è l’insieme delle variabili del meteo: la temperatura, la pressione, la precipitazione, l’umidità che sono calcolate rispettivamente con gli strumenti come il termometro, il barometro, il pluviometro e l’igrometro.

Con questi dati, che vengono registrati giornalmente, viene fatta una media annuale. Per parlare di clima di una località è necessario disporre di  una stazione meteorologica che controlla e monitora le condizioni fisiche dell’atmosfera per almeno trenta anni. Più è lunga la serie storica più il valore è rappresentativo per la località presa in considerazione.

Per quanto riguarda le previsioni meteorologiche sottolineo che si possono fare massimo a 5 giorni. Nella fattispecie, la probabilità che la previsione si avveri è del 95%, nell’arco delle 24 ore, del 75%, nelle 48 ore, scende al 50%, nelle 72 ore, e arriva fino al 20-30% al quarto o quinto giorno.

In questo modo noi tentiamo di dare dignità alla meteorologia.

 

A PROPOSITO DI BREVI E LUNGHI PERIODI, NON POSSIAMO NON AFFRONTARE IL TEMA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO...

Certamente. Andando indietro nel tempo, analizzando le serie storiche, abbiamo notato che ci sono dei trend  trentennali in cui si pensava di andare o verso la glaciazione o verso la desertificazione. Sicuramente dal 1990 siamo entrati in un periodo caldo: infatti molti record di temperatura massima sono stati battuti con estati molto calde.

Sappiamo che l’aumento della temperatura è un reale problema. Mentre nel XX secolo la temperatura media del pianeta è aumentata di 0.8°C in quest’ultimo trentennio si è avuto un aumento di 2-3 gradi e si prevede che  per la fine del secolo in corso si possa stimare un aumento di  4-5 gradi in più rispetto alla norma.

Il riscaldamento globale ha scatenato una catena disastrosa di eventi ambientali. Dallo scioglimento dei ghiacciai alle precipitazioni intense fino alla siccità, con tutte le conseguenze che questi fenomeni comportano. È un ciclo complicato e preoccupante.

È la mano dell’uomo ad aver influito su tutta questa situazione. Tutte le attività umane stanno determinato il cambiamento climatico.

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A PROPOSITO DELLE AZIONI PER COMBATTERE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO, COSA NE PENSA DEL MOVIMENTO MONDIALE GIOVANILE FRIDAYS FOR FUTURE?

Negli ultimi 50 anni ci siamo abituati ad un’agiatezza cui è difficile rinunciare. Tuttavia il Pianeta sta manifestando il suo malessere. Il protocollo di Kyoto, le campagne e le azioni per lo smaltimento e il risparmio energetico non sono ancora sufficienti.

Finalmente i giovani si stanno rendendo conto che stiamo andando incontro a una catastrofe climatica. Sono partiti dal basso e hanno scosso le coscienze degli adulti sui problemi ambientali. Però, la consapevolezza deve essere applicata su tutti i livelli, ad esempio usare lo smartphone va bene, ma non è necessario cambiarlo ogni anno.

 

QUINDI, DA DOVE SI PUÒ INIZIARE PER SANARE LA MALATTIA CHE HA IL CLIMA E QUINDI LA TERRA?

Ci vuole buon senso. Dobbiamo iniziare a risparmiare e stare attenti a cosa utilizziamo e a cosa mangiamo. Ci siamo svegliati troppo tardi e ci siamo trovati di fronte a un grosso problema. Le faccio qualche esempio. In inverno possiamo abbassare almeno di due gradi il termostato dell’impianto di riscaldamento perché   non è necessario avere una temperatura “tropicale”  in casa. Basta indossare i maglioni e non le magliette a maniche corte. In estate cerchiamo di fare un uso moderato dei condizionatori evitando di avere temperature “da frigorifero” in casa. Anche la nostra salute ne trae vantaggio perché è deleterio sottoporre il nostro organismo a forti sbalzi di temperatura. Limitiamo l’uso della plastica e dell’alluminio, materiali davvero difficili da riciclare e smaltire. Ad esempio, so che in Germania, non vendono più le teglie di alluminio “usa e getta”.

Tutto parte dall’educazione. La mia speranza è che nelle scuole vengano introdotti programmi di sensibilizzazioni a riguardo. Bisogna spiegare come non sprecare l’acqua, come la vegetazione sia importante per la terra e come si possa evitare un uso smodato  della plastica.

Le risorse naturali già scarseggiano e quindi, cerchiamo di correre ai ripari.