Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Destinazione umana, viaggi nella natura alla riscoperta di sé

  1. Home
  2. Life
  3. Destinazione umana, viaggi nella natura alla riscoperta di sé

Il tour operator “al femminile” fondato da Silvia Salmeri si rivolge a turiste che vogliano affrontare il viaggio come un mezzo per conoscersi meglio e cercare un nuovo stile di vita

Il viaggio alla ricerca della felicità è un’impresa piena di difficoltà. Ma prendersi qualche giorno di stacco dagli impegni della quotidianità per entrare in una nuova dimensione, magari guidate da una travel counselor, può essere utile per riscoprire la bellezza della natura e per conoscere meglio sé stesse, chiarendo i propri obiettivi e tornando alla base con una nuova consapevolezza e con progetti nuovi per il futuro. Su questi principi è nata, da un’idea di Silvia Salmeri, Inspirational travel company: tra le proprie attività la società annovera anche il tour operator Destinazione umana, che da marzo si rivolge esclusivamente al pubblico femminile, e che tra le proprie offerte più di successo ha “la via delle dee”, percorso di trekking da Bologna a Firenze. A spiegare a Sorgenia Up come è nata l’idea di dare vita a Inspirational travel company è proprio Silvia Salmeri: “Per i viaggi il brand è Destinazione umana, ma facciamo anche corsi di formazione per consulenti di viaggio - afferma - e poi una scuola itinerante che ha l’obiettivo di capire se il turismo ispirazionale può essere utile per contribuire alla ripopolazione delle zone a rischio spopolamento. E infine abbiamo in cantiere anche una serie di corsi di formazione per operatori del turismo che abbiano voglia di scommettere su questo genere di attività”.

Silvia, come è iniziata questa avventura?

Siamo partiti ormai otto anni fa. Io sono laureata in scienze politiche, ho lavorato quattro anni in un’azienda come impiegata. Poi, complice una delle cicliche crisi economiche, mi sono stati ridotti gli orari di lavoro, e questo mi ha portato a partecipare all’apertura e alla gestione di un bed and breakfast in Valsamoggia. Quell’avventura è durata un anno, e mi ha consentito di avere l’intuizione da cui è nata Destinazione umana. In quei dodici mesi, entrando a contatto con molti viaggiatori, ho capito che molte persone da un viaggio cercano qualcosa in più che una semplice struttura d’accoglienza: spesso sono predisposte a uno scambio positivo, a interpretare questa esperienza come uno strumento di crescita personale e di scoperta di nuovi possibili stili di vita, legati alla sostenibilità e al rispetto per la natura. Siamo inizialmente partiti a livello locale, poi su scala nazionale, e poi abbiamo aggiunto nuovi ambiti di business legati essenzialmente alla formazione e alla realizzazione di progetti di comunicazione per operatori che vogliono promuoversi in questo ambito.

Silvia Salmeri.jpg

Quali sono i percorsi che registrano più successo tra le viaggiatrici che si rivolgono a voi?

In cima c’è la Via delle Dee: siamo stati tra i primi tour operator a proporla, anche se il picco di prenotazioni è arrivato lo scorso anno, dopo che abbiamo avuto l’intuizione di organizzare il viaggio come un’esperienza destinata a donne che volevano viaggiare da sole, e che avessero voglia di mettersi in gioco, lasciandosi alle spalle per qualche giorno gli impegni quotidiani per guardare un po’ più in profondità dentro sé stesse.

Un’altra bella iniziativa, nata quest’anno, è una vacanza attiva in Sardegna, tra surf, trekking e canoa. Tutte le sere si dorme in un campo base diverso, in tende che invece del soffitto hanno una zanzariera e che danno la sensazione di dormire all’aperto. L’aspetto più interessante è il fatto di viaggiare tra donne, mettendosi alla prova con sport diversi, e affiancando a questo attività più rilassanti come lo yoga e la meditazione.

Quanto conta l’attenzione alla sostenibilità e al rispetto per l’ambiente nella vostra proposta?

Noi siamo nati con un blog che si chiamava “Vivisostenibile” e che poi è diventata un’associazione a livello locale. Quindi conta molto, è un “prerequisito” per ogni nostra proposta, che ormai diamo quasi per scontato. Tutti i nostri viaggi hanno come costante il contatto con la natura e l’attenzione all’ambiente. Quindi cammini a piedi e rispetto di una serie di criteri anche per quanto riguarda l’alimentazione. Certo, ormai tutti si riempiono la bocca di questi principi, ma noi cerchiamo di veicolarli nella maniera più diretta e naturale possibile, come se fossero effettivamente scontati.

Viaggi per donne-_destinazione-umana-web.jpg

Quanto ha inciso l’emergenza coronavirus sulla vostra attività?

C’è stato di certo un rallentamento importante, ma siamo stati tra i meno impattati dal lockdown nel nostro settore. Questo perché fortunatamente lavoriamo su diversi ambiti, e ad esempio durante lo stop ai viaggi abbiamo potuto continuare con i corsi online e con i progetti di comunicazione.

Come siete ripartiti dopo l’emergenza?

L’aspetto positivo è che non abbiamo dovuto reinventarci: organizziamo infatti viaggi in mete che non sono mainstream: niente grandi città né luoghi affollati, ma esperienze individuali o in piccoli gruppi in luoghi all’aperto e che spesso sono a rischio spopolamento, coinvolgendo soprattutto viaggiatori italiani. Certo, abbiamo pubblicato le nuove norme di viaggio, ma mi piace pensare che fossimo già prima del Covid-19 sulla strada giusta.

Al di là dell’organizzazione degli spostamenti cosa offrite a chi viaggia con voi?

Poniamo un’attenzione molto forte all’aspetto introspettivo, e oggi a maggior ragione ce n’è bisogno. Per ogni viaggio mettiamo a disposizione una consulenza pre-partenza affidata ad una travel counselor. E in tutti i corsi insegniamo come unire l’aspetto emotivo e psicologico dell’esperienza. Il coronavirus ci ha in qualche modo dato delle conferme: dopo essere state costrette in casa a relazionarsi spesso soltanto con sé stesse, le nostre viaggiatrici hanno voglia di tornare a viaggiare e relazionarsi agli altri. Oggi abbiamo un gruppo in Val di Sole con una coach, che ha l’obiettivo attraverso una serie di esercizi e di esperienze, di cercare di capire come trovare la capacità di apprezzare la vita di tutti i giorni anche attraverso i piccoli gesti. Può sembrare “minimalista”, ma spesso non è così scontato come appare.

amiche geniali_@-Milena-Marchioni_web.jpg

Chi è il vostro pubblico di riferimento?

Parliamo di una fascia di età abbastanza ampia, di donne tra i 35 e i 55 anni, che hanno il desiderio di partire da sole o perché in una fase particolare della loro vita, magari perché stanno affrontando una separazione, oppure perché hanno il desiderio di prendersi un proprio spazio. Gli interessi che le accomunano sono la sostenibilità ambientale intesa come stile di vita, e un livello culturale medio-alto, come anche la situazione economica: si tratta di donne indipendenti che possono permettersi un certo tipo di viaggio, e a cui non interessa tanto la meta: la motivazione principale è l’esperienza che vivranno.

Guardando al futuro, su quali nuovi progetti puntate?

Io credo molto nel progetto della nostra scuola, rivolta a chi vuole sostenere il principio di cambiare il modo di viaggiare per cambiare anche lo stile di vita a cui siamo abituati. L’emergenza Covid ha reso più evidenti cose su cui lavoriamo già da anni, come lo spostamento dalle grandi città alle zone interne, o il ritorno al Sud. Con la mia famiglia già passavamo diversi mesi dell’anno in Calabria, e ora stiamo prendendo in considerazione il fatto di spostarci in maniera più stabile. In questo il viaggio sarà sempre di più un modo per scoprire stili di vita alternativi, per avere la prova che è possibile anche non vivere tutti ammucchiati in grandi città, ma in un territorio in cui si può avere più spazio e modo di dedicarsi a sé stessi e alla propria crescita personale in armonia con l’ambiente.

Per le foto si ringrazia Destinazione umana. La foto di copertina e l'ultima foto dell'articolo sono di Milena Marchioni.